Pessimismo? Forse solo realismo
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- Creato Lunedì, 08 Luglio 2024 12:05
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Quando il mondo che ti circonda diventa caotico, incomprensibile, quando le notizie si accavallano con un ritmo continuo, senza tregua e senza lasciarti il tempo di organizzarle e di riflettere, quando la tua mente è stata occupata in tutti i suoi spazi dal clima che impazzisce, dall’ I. A. che sembra voler operare una rivoluzione tecnocentrica per relegare l’uomo ai confini del mondo, da una politica corrotta e contorta, da una televisione che oramai non si vergogna di rifilarci in ogni tg la passerella di politici che non hanno niente da dire; con “il mare nostrum” che è diventato la tomba di migliaia e migliaia di famiglie e di bambini che in cerca di un futuro hanno trovato una morte tragica e inumana, con lavoratori che ogni giorno trovano la morte tra gli ingranaggi di una politica del lavoro incapace di porre fine alle morti bianche, con le immani distruzioni provocate da guerre che hanno provocato centinaia di migliaia di morti, di cui decine e decine di migliaia di bambini rapiti, scomparsi, uccisi… beh, la tentazione di ritirarti nel privato sembra la logica conseguenza di un mondo impazzito che giorno dopo giorno divora se stesso.
Marzo: il mese della poesia
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- Creato Martedì, 26 Marzo 2024 09:14
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Il modo migliore per celebrarlo è riportare alcune delle poesie scritte da poeti ceppalonesi che hanno sempre mostrato di tenere in massima considerazione la musa Calliope.
Il tempo del pensionato
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- Creato Lunedì, 11 Marzo 2024 09:51
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Kronos e Kairòs: due aspetti del tempo con cui gli antichi greci indicavano, rispettivamente, la dimensione quantitativa , cioè il tempo che scorre, la vita che passa, e quella qualitativa, nel senso che è il tempo in cui accade qualcosa di importante che segna la nostra vita.
A questi ne aggiungo un altro che non poggia su nessuna riflessione filosofica, metafisica, teologica ma è una condizione esistenziale: il tempo del pensionato. Che si presenta come un ritorno alle origini, un rinchiudersi nel “ventre” del paese che, però non è più quello della sua gioventù; è un paesaggio diverso, sia fisico che antropologico: manca la piazza intesa come incontro – scontro dialettico - costruttivo, mancano gli amici, alcuni andati via per sempre, altri non motivati ad uscire per salute o per disinteresse rispetto agli eventi della comunità . Diciamo che anche le piccole comunità , oggi, non sono più paesi per vecchi. I baby boomers, come me, nati dopo della 2^ guerra mondiale non sono altro che … residuati di guerra[1].
Per i 150 anni dell’Istituto Magistrale
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- Creato Giovedì, 01 Febbraio 2024 09:22
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Agli inizi degli anni Ottanta dell’Ottocento, la Gazzetta di Benevento, con una serie di articoli, metteva in evidenza come la Scuola normale femminile non fosse adeguata al compito assegnatole, per cui ne chiedeva addirittura la soppressione …
quando fu istituita in Benevento un’incompiuta scuola normale femminile, essa fu detta preparatoria, e ci si promise che col volgere di qualche anno sarebbe addivenuta una scuola normale … invece il numero degli alunni raddoppiò, ma mancavano gli insegnanti patentati sia per l’insegnamento dell’italiano[1] che per le altre materie che, insieme ad altre manchevolezze fa scrivere … ma poi è cotanto indispensabile l’istituto normale femminile in Benevento che, non potendo ottenerlo compiuto , dobbiamo essere paghi di un abbozzo, di un’ombra dello stesso. Noi crediamo invece che mancando in questo capoluogo una scuola magistrale maschile, la scuola normale femminile, se anche fosse compiuta, costituirebbe una mera superfluità , da non poter essere giustificata dai bisogni della provincia[2].
In questa campagna di denigrazione, la voce de La Gazzetta era sostenuta anche da un altro giornale “La Costituzione” che scriveva … si chiuda adunque, che sarebbe la miglior cosa. Finalmente poi questa necessità dell’istituto magistrale noi non la vediamo: anzi, a dirla in confidenza, noi siamo d’avviso che essa sia una spesa inutile.
Qualche riflessione e…
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- Creato Mercoledì, 17 Gennaio 2024 08:53
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Pochi versi per un Natale di sangue. Morte, distruzione, senza sosta e senza pietĂ , in vaste aree del mondo, stanno concretizzando sempre piĂą la possibilitĂ di una terza guerra mondiale che potrebbe essere non piĂą a pezzi, come dice Papa Francesco, ma diventare un vero e proprio conflitto globale.
E’ difficile capire perché quelli che hanno in mano il destino degli uomini hanno la capacità di andare sempre in direzione ostinata e contraria a quelle che sono le aspettative dei popoli: vivere in un mondo che garantisca i diritti e i bisogni primari di ogni cittadino: il diritto alla vita, alla salute, al lavoro che sono garantiti solo in un contesto di pace, di giustizia, di uguaglianza.

