Ceppaloni dopo l’8 settembre 1943

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benjaminL’esame della scheda relativa al Censimento Straordinario per la Ricostruzione Nazionale del 1944, impone di esaminare la situazione del Comune di Ceppaloni subito dopo il passaggio delle truppe tedesche che, nella loro ritirata, si fermarono circa 7 giorni a Ceppaloni dal 28 settembre al 3 ottobre del 1943.

Appena liberato il Sannio, il Prefetto provvide a mandare nei vari paesi un proprio rappresentante per lo svolgimento dell’ordinaria amministrazione. A Ceppaloni fu inviato il funzionario Domenico Rosa che, subito, tramite una missiva inviata il 10 ottobre al Prefetto, faceva presente che nel Comune c’era il rischio reale che la popolazione, che chiedeva il pane con una insistenza impressionante ed un clamore impressionante da fare pietà, potesse dare luogo ad atti di violenza, in quanto non vi era più niente da mangiare.

La “difesa della razza” a Ceppaloni e… altro

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benjaminOgni tanto cerco di catalogare i tanti documenti[1] acquisiti ed esaminati a partire dal 2008, anno in cui iniziai a frequentare l’Archivio di Stato di Avellino che conserva la maggior parte dei documenti relativi al periodo borbonico che va dal 1816 al 1860. Oltre a quelli dell’Archivio di Stato e della Biblioteca provinciale di Benevento … et varia, per cui, oggi, mi ritrovo con una grande mole di materiale difficile da sistemare. Ma, nel vano tentativo (!), ogni tanto,mi capita di riscoprirne qualcuno di cui avevo perso memoria e che, invece, si rivela interessante per capire come il nostro Comune abbia vissuto eventi e scelte importanti determinate dallo sviluppo della politica nazionale.

 

Un sogno comune

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benjaminNoi baby boomers avevamo un sogno comune: costruire un mondo libero senza frontiere dove ognuno, come cittadino del mondo, potesse dare il proprio contributo per la costruzione di una realtà che avesse a fondamento il bene comune e la pace. Un’ utopia, che nel breve giro di un sessantennio, si è trasformata nel suo esatto contrario: un mondo distopico svuotato di ogni umanità, dove l’anestesia dei sentimenti domina incontrastata e dove l’altro non è più riconosciuto come un fratello, ma come un nemico che bisogna tenere lontano; però, per la serenità della nostra coscienza, doniamo il nostro obolo, fatto quasi sempre di belle parole per la causa dei poveri, dei migranti, dei dannati della terra. Che devono essere invisibili, perché la loro miseria, la loro precarietà non ci ricordi quello che un giorno siamo stati: anche le nostre famiglie hanno patito la fame e sono andate in terre lontane in cerca di lavoro che solo dà dignità all’uomo.

28 ottobre 1922 – 28 ottobre 2022

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benjaminLa marcia su Roma del 28 ottobre1 del 1922 permise a Benito Mussolini di essere chiamato dal re per formare un nuovo governo. Cento anni dopo, per la prima volta, dalla nascita della Repubblica, una coalizione di destra è stata chiamata dal Presidente della Repubblica a formare un nuovo governo per l’Italia. Qualsiasi altro paragone tra le due situazioni è improponibile in quanto il contesto storico, politico, economico è completamente diverso. 

Forse, a distanza di cento anni, ciò che è rimasto identico a se stesso appartiene alla sinistra che divisa era cento anni fa e fortemente divisa si è presentata alle elezioni del 2022 favorendo così l’avanzata della destra che per la prima volta ha espresso una donna quale presidente del Consiglio.

Ma, per tornare alla data passata alla storia come uno dei miti fondativi del fascismo, viene da chiedersi: come un partito sorto da pochi anni sia stato in grado di occupare il potere legalmente e trasformarsi, poi, in una vera e propria dittatura?

La violenza sulle donne

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benjaminIn Italia i femminicidi si susseguono ad un ritmo impressionante. Come è possibile?  Qual è la cultura sottesa che fa credere che la donna debba dipendere solo e soltanto dal capriccio dell’uomo che non sopporta di perdere “una propria cosa”, di vederla allontanare da sé perché, finalmente, consapevole della propria autonomia e libertà.


E’ il retaggio una cultura patriarcale, ancora radicata in tanti strati della società, difficile da estirpare, dove la donna non contava niente, era proprietà del padre - padrone e del marito - padrone. Essere sempre pronta ai desideri del marito e   sempre gravida per creare nuove braccia utili per l’economia della famiglia e della patria. Ha contato niente nelle istituzioni, nelle arti, nelle scienze, pur essendoci state donne, in tutti i campi del sapere, che hanno mostrato di non aver nulla da invidiare agli uomini, come Ipazia, astronoma, matematica, filosofa del IV sec. nata ad Alessandria d’Egitto che in un giorno del marzo del 1415 fu assalita ed uccisa e poi il suo corpo, fatto a pezzi, fu arso.

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