I giorni… del Covid

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benjamin

Sono giorni che credevi relegati, per sempre, nella storia e nei suoi romanzi 

Sono giorni della paura, una paura cosmica che avvolge tutto e tutti 

Sono giorni della sofferenza e della morte che sovrasta l’uomo

Sono giorni di solitudine e di vuoto interiore 

Sono giorni in cui l’IO prevale sul NOI

Sono giorni in cui povertĂ  e diseguaglianze aumentano

Sono giorni in cui la politica, inetta, genera incertezze e angoscia

Sono giorni in cui, ancora di piĂą, ti rendi conto di come la natura sia stata snaturata

Sono giorni in cui lo Stato d’Eccezione limita i diritti individuali

Sono giorni della disillusione, dell’utopia capovolta in distopia.

 

Il compagno Endrigo

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benjaminTra la fine degli anni 50 e gli inizi dei 60, la canzone italiana varcò il … il Rubicone. Iniziò Domenico Modugno con “Nel blu dipinto di blu” e continuarono i cantautori che in breve tempo conquistarono la scena musicale nazionale. Cantautori destinati a diventare, nel tempo, “mostri sacri”, come Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Gino Paoli, Luigi Tenco, Franco Battiato e tanti altri. Dopo oltre 50 anni si ascoltano ancora le loro canzoni che vengono “coverizzate” da cantanti come Vinicio Capossela, Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Emal Meta. Era difficile le voci e le melodie di cantanti come Luciano Taioli, Claudio Villa, Gino Latilla e Carla Boni, Achille Togliani, Nilla Pizzi, soprattutto perché parlavano al cuore, alla mamma, alla patria. La canzone simbolo di quegli anni era appunto “Mamma”; personalmente, però, ricordo una canzone, “Miniera”, che ti penetrava dentro dando una scossa alle emozioni più profonde. Cantava la storia dei tanti emigranti italiani che lasciavano la propria patria per andare a lavorare nelle miniere del Nord Europa, dove purtroppo, a volte, perdevano la vita.

Il fenomeno Armine e quel “cattivo femminismo”

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benjaminMario Martino, un giovane del Comune di Ceppaloni, laureato in Lettere Moderne e giĂ  autore di alcune pubblicazioni tra le quali “Faber dietro il testo dentro la storia” per il quale ha vinto il premio â€śPenna d’oro Campania 2018”.  Ha collaborato, quale dottore in Linguistica e Didattica dell’Italiano alla stesura, col prof. Sergio Lubellodell’UniversitĂ  di Salerno, del testo “Homo scribens. Scritture ibride della modernità” che è stato presentato anche a Benevento prima del lockdown. Un giovane che potrĂ  dare un impulso alla vita culturale del nostro Comune purchĂ© le istituzioni si rendano disponibili al confronto e a creare le condizioni per poter operare concretamente. Oggi pubblico nella mia rubrica l’interessante riflessione sul “cattivo femminismo”, titolo preso in prestito da un’opera di RoxaneGay, scrittrice e accademica statunitense.  Quando vorrĂ  potrĂ  avere una sua rubrica su Ceppaloni. info

 

Sogno di una notte di mezza estate

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No benjaminNiente a che vedere con la commedia scespiriana da cui ho tratto solo il titolo per narrare una storia che un caro amico qualche tempo fa mi raccontò. E ancora, dopo qualche mese, mentre la narrava, mostrava i segni della sofferenza, ma anche di liberazione, con cui aveva vissuto quel momento.

Povera scuola

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benjaminIl Covid 19 ha colpito a morte la scuola italiana. Una scuola che da decenni stava giĂ  spegnendosi per l’incapacitĂ  politica di progettare una riforma seria e capace di tenere insieme i due momenti centrali del processo scolastico: istruzione ed educazione. Da tempo, in questo sviluppo unitario, l’istruzione, intesa come trasmissione del sapere, risulta svalutata a favore dell’educazione ai valori come la solidarietĂ , libertĂ , responsabilitĂ , democrazia, che, alla prova dei fatti, si rivelano fragili in una societĂ  costruita non sui valori, ma sul valoreil danaro.

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