… perché sei un essere speciale…

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benjamine tale resterai per tutti quelli che ti hanno seguito lungo un cinquantennio che hai attraversato sempre da protagonista e spaziando tra generi musicali diversi dal pop al colto. Intelligenza, creativitĂ , forte spiritualitĂ , la voglia di sperimentare sempre nuovi percorsi, l’impegno nella regia cinematografica, nella pittura e l’impegno profuso in opere liriche hanno fatto del cantautore di Ionia, nel catanese, un personaggio unico del panorama artistico italiano. Con lui scompare un grande di quella schiera di cantautori, De AndrĂ©, Dalla, Battisti giĂ  da tempo volati via, che dagli anni Sessanta hanno accompagnato e scandito il nostro tempo esistenziale. Sono tante le cose da dire e giĂ  raccontate da tutte le testate giornalistiche: dai primi successi con la musica elettronica che abbandonò, nonostante il grande successo, perchĂ© … sentivo che faceva da detonatore per l’energia di tutti noi: di chi l’ascoltava e di chi la suonava. Man mano che il ritmo cresceva ci scatenavamo tutti, era qualcosa di spaventosamente incontrollabile … fino alla malattia che da alcuni anni lo aveva colpito e di cui poco si conosce. Dopo questa esperienza, arrivarono i grandi successi dell’album La Voce del Padrone con pezzi come Bandiera Bianca, Cuccurucucu, Centro di gravitĂ  permanente, oltre al grande tormentone degli anni 80, Un’Estate al mare, scritto per Giuni Russo (voce splendida e prematuramente morta) o la vittoria al festival di San Remo con Per Elisa cantata da Elisa.

Tra flamenco, Tango e Brecht

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benjaminSi è spenta la “pantera di Goro”, che insieme con la “tigre di Cremona, Mina. l’”aquila” di Ligonchio e “l’usignolo” di Cavriago, Orietta Berti, dominò il panorama musicale italiano e internazionale per molti decenni, a partire dagli anni Sessanta. Donna di grande temperamento e passione e soprattutto una grande voce che conquistò milioni di ascoltatori, dal suo primo apparire.

Erano gli anni Sessanta quando vinse un concorso indetto dalla rai che le spalancò le porte di San Remo, e da allora fu un continuo crescendo. Molte partecipazioni al festival, grandi successi con Flamenco rock (… alle cinque della sera non c’è un toro nell’arena), Un Tango Italiano, Quattro vestiti e tante altre fino a che non incontrò il suo pigmalione, il marito Maurizio Corgnati, che … gli insegnò tutto e da cui “assorbì cultura letture raffinatezza e personalità”

Ricordi in versi di Mario Cataudo

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benjamin

l tempo passa e, all’improvviso, ci si ritrova nell’etĂ  in cui la vita inizia ad essere popolata di ricordi e, forse, di qualche rimpianto; è un volgersi indietro per cogliere il senso della propria esistenza, di come si è speso il tempo datoci in prestito. Si guarda al passato nĂ© con malinconia, nĂ© con nostalgia, ma come un momento da cui trarre ancora le energie per migliorare sĂ© stessi e il presente in cui si vive. Spesso è in questo momento della vita che ritornano interessi e passioni che erano stati “nascosti” perchĂ©, nell’etĂ  del fare, per ognuno è necessario tendere alla affermazione della propria professionalitĂ , della propria umanitĂ . Con la vecchiaia, la vita assume un ritmo piĂą blando, gli affanni della vita vengono, per un momento, messi da parte e la memoria vaga tra passato, presente e … futuro. 

 

Una pagina di storia ceppalonese

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benjaminEra il 1948!

Da poco si era insediata la prima Amministrazione comunale post – bellica e le condizioni in cui versava il Comune erano disperate, come sempre. Il Consiglio comunale si era riunito per l’approvazione del bilancio per il cui pareggio erano necessari 3.451.516 di lire che dovevano derivare dalla tassazione dell’imposta di famiglia e da una super contribuzione sui terreni, oltre il terzo limite già applicato, che era il massimo consentito

Il Sindaco, Costanzo Barone, prima di sottoporre la proposta all’approvazione dell’Assemblea, lesse una nota con la quale il Prefetto faceva presente ai consiglieri la responsabilità che gravava sul Consiglio … trattandosi di definire provvedimenti intesi a normalizzare la vita economica del Comune ed eliminare i danni che potranno derivarne in mancanza di provvedimenti adeguati.

Triste e amaro epilogo per la comunitĂ  ceppalonese

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benjaminSul trasferimento della farmacia da Ceppaloni a Beltiglio, credo che ci sia ben poco da aggiungere. L’amico Carmine Tranfa, col suo articolo di qualche giorno fa, ha illustrato in maniera esauriente ed esaustiva tutti i passaggi attraverso i quali la Regione Campania ha emesso un decreto così lineare nell’impostazione iniziale quanto incomprensibile nelle sue risultanze finali. Ma tanto è! Come cittadini di Ceppaloni, l’anno scorso ci siamo opposti, con una pubblica petizione, alla richiesta di un trasferimento di cui non se ne capiva la “ratio” profonda e, che, in ogni caso, non andava concesso; infatti, il Consiglio Comunale, in maniera netta, rigettò l’ipotesi di un trasferimento della farmacia. Passa circa un anno e, all’improvviso, il paese viene “scippato” di un pezzo importante della sua storia: la farmacia di Ceppaloni era già operante all’interno del Regno delle due Sicilie[1], anche se la prima testimonianza diretta risale a circa 140 anni fa! Comunque, chissà che il ricorso del “Comitato Cittadino” avverso al decreto emesso dalla Regione, insieme con quello preannunciato e già deliberato dalla Giunta Comunale, possa sortire l’effetto che i residenti di Ceppaloni si augurano: il ritorno della farmacia a Ceppaloni.

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