Perché?
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- Creato Venerdì, 18 Febbraio 2022 09:22
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Avevi appena iniziato
un viaggio
che doveva essere lungo,
felice, pieno e per il quale
avevi impegnato la tua intelligenza,
la tua umanitĂ .
Il cammino era leggero e
la vasta prateria del mondo
giĂ ti apparteneva.
Grazie, Monica
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- Creato Sabato, 05 Febbraio 2022 14:34
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“Ad un certo punto della mia vita, a mia insaputa, devo aver deciso di dimenticare. Non dimenticare i dolori o gli errori, ma dimenticare fatti, persone, forse solo confondere tutto”.
Così inizia l’autobiografia di Maria Luisa Ceciarelli, in arte Monica Vitti, scritta nel 1993 e intitolata ”Sette Sottane” perché, avendo sempre molto freddo, si imbacuccava con molti indumenti: sette sottane, appunto
Sono gli anni in cui inizia a diradare le sue uscite pubbliche perché affetta da una malattia degenerativa: l’Alzheimer. Un morbo di cui si ha paura ancora prima che si manifesti: fa regredire allo stato infantile, permette di ricordare il passato e dimenticare il presente, avvolge la persona in un mondo dove non c’è spazio per gli altri, ma nemmeno per sé stesso, per la vita che ha vissuto. L’ammalato diventa dipendente, per tutto, da chi gli sta vicino, perché , oggi, purtroppo, il trattamento di queste persone è un problema, soprattutto, delle famiglie. Monica Vitti è vissuta nella sua casa accudita da una badante e dal marito che “ è riuscito a darle un calore che non ha prezzo, amandola nel linguaggio del silenzio”.
Qualche riflessione sul 27 gennaio
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- Creato Giovedì, 27 Gennaio 2022 19:41
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Per non dimenticare. Troppo poco. Non basta. A che serve ricordare per un giorno e dimenticare per il restante tempo dell’anno. Io non dimentico, in tanti non dimentichiamo, ma i giovani come fanno a non dimenticare qualcosa di cui non conoscono assolutamente nulla e di cui mai nessuno gli ha parlato. Essi ascoltano i social che sono capaci di instillare solo odio e non amore, comprensione, tolleranza.
Gli adolescenti, i giovani, si macchiano di colpe gravissime non perché antisemiti o antisionisti, ma semplicemente perché ignoranti; socraticamente direi che fa il male chi non conosce il bene. Per non dimenticare, ma i giovani devono prima imparare, altrimenti non hanno niente da dimenticare.
E qui arriva la nota dolente perché il luogo deputato per imparare è la scuola, con tutte le sue contraddizioni e difficoltà che, però, sappia stare in sintonia col tempo che vive. Per affrontare la storia del secolo breve, come l’ha definito lo storico Eric Hobsbwam (1915 – 1989), appena passato, è necessario che i docenti abbiano il tempo necessario e il Ministero investa nelle scuola tutte le risorse necessarie per produrre un autentico cambiamento, a partire da una organizzazione diversa dei programmi che, per la storia, lasciano a desiderare, per usare un eufemismo.
Borse di Studio “Carlo Mazzone Global Teacher Prize”
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- Creato Giovedì, 28 Ottobre 2021 11:57
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Il 25 ottobre scorso, nell’aula magna dell’ITIS Bosco Lucarelli, si è tenuta la cerimonia relativa all’attribuzione delle borse di studio “Carlo Mazzone Global Teacher Prize”. La partecipazione al “Global” ha visto Carlo Mazzone, docente di Informatica presso l’Istituto Tecnico Industriale, tra i grandi protagonisti, a livello mondiale; la scuola sannita, e non solo, ha seguito col fiato sospeso le varie fasi che hanno portato il progetto, elaborato dal docente e dai suoi alunni, ad essere scelto tra i primi cinquanta e poi tra i primi dieci del prestigioso “Nobel dei Docenti” vinto dall’indiano Ranjitshin Disale che ha voluto ripartire il premio, un milione di dollari, con gli altri nove professori finalisti, per cui a Carlo sono spettati 55.000 mila dollari.
Youth 4Climate – driving ambition
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- Creato Mercoledì, 29 Settembre 2021 11:55
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Milano sta ospitando il raduno di 400 giovani provenienti da ogni parte del mondo per discutere del Climate Change e porre all’attenzione dei ministri le loro richieste, alla presenza del presidente Draghi e del capo dello Stato Mattarella, al Pre-Cop 26 che precede la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite di Novembre che si terrà a Glasgow. E’ stato presente Alok Sharma,il presidente del Cop 26, che si è detto vicino ai giovani perché la loro voce è la più importante di tutti … mi vergogno di come la mia generazione abbia portato ad essere questo mondo. Ma oggi possiamo redimerci e iniziare azioni concrete per mantenere gli accordi di Parigi e proteggere il pianeta e le persone dal surriscaldamento totale.


La rubrica di Benjamin