Youth 4Climate – driving ambition

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benjaminMilano sta ospitando il raduno di 400 giovani provenienti da ogni parte del mondo per discutere del Climate Change e  porre all’attenzione dei ministri  le loro richieste, alla presenza del presidente Draghi e del capo dello Stato Mattarellaal Pre-Cop 26 che precede la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite di Novembre che si terrà a Glasgow. E’ stato presente Alok Sharma,il presidente del  Cop 26, che si è detto vicino ai giovani perché la loro voce è la più importante di tutti … mi vergogno di come la mia generazione abbia portato ad essere questo mondo. Ma oggi possiamo redimerci e iniziare azioni concrete per mantenere gli accordi di Parigi e proteggere il pianeta e le persone dal surriscaldamento totale.

 

Ma gli accordi di Parigi risalgono al 2015 e già quando furono stipulati si sapeva che sarebbe stato impossibile rispettarli: contenimento della temperatura media Globale  entro +2 gradi centigradi, cercando, però di non superare +1,50 gradi. Ha poi continuato il nostro ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani, il quale ha affermato che è giusto protestare e, rivolto ai giovani, ha chiesto che essi  aiutino la politica ad identificarenuove soluzioni visionarie. 

Parole scontate, retoriche, per cui ha avuto ragione Greta Thunberg quando ha accusato la politica di essere capace di alzare solo dei labili  bla bla bla â€¦ e le nostre speranze e i nostri sogni annegano tra tutte queste vuote parole e promesse … selezionano dei giovani, facendo finta che ci ascoltino, ma non è vero. Non ci hanno mai ascoltato â€¦ i leader mondiali difettano di azione intenzionalmente e questo è un tradimento delle generazioni presenti e future. Cosa vogliamo? Giustizia climatica. Quando? Adesso.

Ecco, mi pare che Greta abbia compreso effettivamente come (non)agisce la politica che, però, se a novembre non prenderàprovvedimenti concreti per cercare di arrestare il surriscaldamentoglobale, dichiarerà la propria incapacità a trovare rimedi per salvare il pianeta terra. Solo qualche dato: in Africa, che è responsabile appena del 3% delle emissioni globali, nei prossimi anni, 86 milioni di persone si troveranno coinvolte in un enorme processo di desertificazione, mancanza di cibo e  pochissima acqua, Il Madagascar, come ha affermato l’Onu, è sull’orlo della prima carestia dovuta al cambiamento climatico: non piove da 4 anni! E i grandi incendi della California, gli aumenti degli uraganicon la loro scia di distruzione e di morte stanno a dimostrare come tali fenomeni interessino sempre di più l’intero globo.

Tutto ciò  sotto gli occhi di tutti … il nostro pianeta è malato e i nostri politici si sono persi, non ci si può adattare alla perdita di culture, della storia, non ci si può adattare alla fame â€¦ ha affermato l’attivista africana Vanessa  Nakate

Ma novembre è vicino e vedremo se davvero i potenti della terra avranno capito che è necessario non solo interpretare il mondo, come affermava, anche se in contesti diversi, già Carlo Marx a metà Ottocento, ma trasformarlo con azioni decise e finalizzate ad un recupero dell’habitat naturale. Ho i miei dubbi, anche perché, dopo del 2015, nessun vero provvedimento concreto Ã¨ stato preso per ridurre la grande fonte di inquinamento proveniente dall’ uso del carbone di cui i grandi colossi asiatici, Cina, India,  hanno ancora fortemente bisogno per il loro sviluppo. D’altra parte,durante la Conferenza di Madrid del 2019 sul cambiamento climatico, Cop â€“ 25, le nazioni partecipanti preferirono discutere di dettagli tecnici, piuttosto che intervenire decisamente per evitare la lenta, ma non troppo, se tutto resta tale e quale,distruzione del nostro habitat. Intanto il climate changhe sta provocando danni incalcolabili alla biosfera, ma, nel mondo globale, essendo stato ridotto tutto ad economicismo, l’etica della responsabilità, sempre presente nell’uomo, ha finito col franaredeltutto di fronte al nuovo dio : il profitto che è diventato la misura di ogni cosa. 

Vedremo a novembre se davvero gli interessi delle nazioni in via di sviluppo riusciranno ad imporre ancora  il loro modello di sviluppo e quindi portare sempre di più l’umanità verso un abisso senza ritorno oppure tentare di salvare un mondo laddove sembra che di umano sia rimasto ben poco. 

 

Beniamino Iasiello

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