Un Memoriale del 1914

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benjaminAffido alla pagina di Ceppaloni.info l’eventuale possibilitĂ  che qualcuno, nel leggere queste poche note possa riconoscervi qualche “antico” familiare. Un memoriale di oltre cento anni scritto con una calligrafia chiara che si è mantenuta inalterata nei … secoli.

La storia inizia nel secondo decennio del Novecento, quando i genitori di Ugo, il 16 ottobre del 1913, decisero di ricoverare il figlio, ancora non compiva 19 anni, presso l’ospedale S. Martino di Genova, dove erano residenti, per accelerare la guarigione e alleviare i dolori di un morbo che aveva invaso il suo organismo e che non gli concedeva tregua. E’ difficile passare giorni, settimane , mesi in un ospedale dove la tua vita trascorre tra una febbre quotidiana altalenante e spesso molto alta, uno stato di spossatezza e la noia del non sapere cosa fare per ingannare il tempo e per distogliere il pensiero dal male che giorno dopo giorno ti rende sempre più difficile vivere. Dopo alcuni mesi di permanenza all’ospedale, Ugo pensò di scrivere un diario per raccontare le sue giornate all’interno del nosocomio. Per cui, anche se l’idea di annotare le diverse fasi della sua infermità e i piccoli avvenimenti del giorno, gli era nata sin dal primo momento del ricovero, iniziò a scrivere, 12 maggio 1914, su di un vecchio diario del 1912, la cronaca del suo tempo che passava tra grandi sofferenze e la speranza di guarigione che nutriva insieme con la famiglia alla quale …questo mio lavoretto servirà come mio ricordo ai miei cari genitori il giorno, speriamo lontano, che Dio mi reclamerà.

 

Incomincia, così, una storia che avrĂ  un epilogo tragico, ma colma di tanta dolcezza ed amore fino all’ultimo giorno di vita di Ugo. I genitori, e quando era possibile il fratello Raffaele, tutti i giorni si recavano all’ospedale portando … un’ottima zuppetta di fagiolini che a cena gradii immensamente… oppure dei tagliolini o del gelato. Purtroppo il giorno lontano, per Ugo, era molto vicino, infatti l’8 settembre del 1914, il suo memoriale fu chiuso da uno scritto del padre che annotava come … con vera rassegnazione e baciando piĂą volte con fervore il S. Crocifisso, e salutando i suoi genitori collo sguardo col quale parlava, è volato al Cielo in questo giorno di festa solenne, alle ore 17,15 il nostro amatissimo Ugo. La Vergine S.S. alla quale piĂą volte si raccomandò per la sua guarigione Lo volle al Cielo nel dì della sua nativitĂ , dove certamente pregherĂ  per i suoi desolati genitori e fratelli. Così sia, o figlio, i conforti religiosi che semprespontaneamente e con fervore hai richiesto dal tuo amato Padre Ambrogio, ti avranno procurato il Paradiso! Ricordati di me! Domenico.

Il padre di Ugo, Domenico Gallinari, ex impiegato bancario, morirĂ  a Genova il 19 aprile del 1941 come si legge un piccolo manifesto funebre che la moglie inviò alla figlia Iolanda, insieme con una lettera e un piccolo manifesto funebre, che ho trovato nel memoriale, dove nel comunicare la triste notizia alla figlia, descrive gli ultimi momenti di vita del marito … sono andata all’ospedale alle 2 e lui è morto alle 4, … sono solo soddisfatta di avergli bagnato la bocca fino all’ultimo momento, facendo lui una, morte serena, non avendo avuto lunga agonia. E giĂ  prepara la figlia … al dispiacere che dovrò dare anche io! Pensa che ho 74 anni e anch’io dovrò soccombere. Mia cara è una ruota che gira e io sono preparata a tutto. Bisogna riconoscere che, nel 1940, 74 anni erano tanti, tenendo presente che la vita media variava dai 60 ai 65 anni. Oggi, non sono molti, ma neanche pochi, visto che la vita media si è allungata di parecchio e meno male perchĂ© … anch’io ho la stessa etĂ  della signora!

Non pubblico il memoriale, né parte di esso, per rispetto della volontà del giovane Ugo che l’aveva scritto come ricordo per la sua famiglia, e perché anche se è passato tanto tempo, potrebbe esserci qualcuno interessato a richiederlo. Infatti, Anna, la mamma di Ugo, aveva una figlia, Iolanda, che si era sposata a Ceppaloni, con Cosimo Barone e da cui ebbe tre figli Nunzio, Ugo e Annamaria che , quando morì lo zio, avevano pochi anni. Ricordo bene Don Cosimo, come veniva chiamato, la moglie e i figli di cui sono stato amico; purtroppo, oggi, nessuno è vivente. Non so dove siano i nipoti di Don Cosimo, erano adolescenti negli anni Ottanta, se ricordo bene, ma, se qualcuno dovesse leggere, per caso, questo appunto ed è interessato a fare ritornare il Memoriale in famiglia, non deve fare altro che chiederlo.

 

Beniamino Iasiello

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