Qualche riflessione e…

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benjaminPochi versi per un Natale di sangue. Morte, distruzione, senza sosta e senza pietĂ , in vaste aree del mondo, stanno concretizzando sempre piĂą la possibilitĂ  di una terza guerra mondiale che potrebbe essere non piĂą a pezzi, come dice Papa Francesco, ma diventare un vero e proprio conflitto globale.

E’ difficile capire perché quelli che hanno in mano il destino degli uomini hanno la capacità di andare sempre in direzione ostinata e contraria a quelle che sono le aspettative dei popoli: vivere in un mondo che garantisca i diritti e i bisogni primari di ogni cittadino: il diritto alla vita, alla salute, al lavoro che sono garantiti solo in un contesto di pace, di giustizia, di uguaglianza.

 

 

Perciò è necessario che i potenti della terra antepongano il bene comune all’interesse dei pochi e facciano prevalere l’etica della responsabilità che è un’etica … del presente per il futuro … nel senso che le conseguenze delle azioni umane non devono pregiudicare il futuro delle nuove generazioni e di tutte le specie viventi.

Questo è il momento del pessimismo che porta soltanto tristi pensieri, per cui la la storia sembra un continuo alternarsi di guerre (giuste, ingiuste, sante ?) in cui hanno perso la vita milioni di persone (in nome di che cosa e di chi?) e oggi … nessuno ricorda perché – posata la vanga il badile, portando a tracolla il fucile, salivi sull’alpe, salivi, cantavi e di piombo morivi, ed altri moriron con te[1]

Oggi è, davvero, l’epoca delle passioni tristi in cui il futuro viene percepito non come una promessa, ma come una minaccia.

O, forse, addirittura è scomparso dall’orizzonte umano.      

 

                                                                 Natale di sangue

Non vedo orizzonti

illuminati dal sole

né dalla tenue luce

dell’imbrunire.

 

La voglia di guardare avanti

e la fatica di un sogno

che dia un senso

di futuro

Vite innocenti

oltraggiate

violentate

strappate

dal grembo materno

 

Corpi straziati

 

Non è il tempo

dell’amore

L’odio

la vendetta

annientano

l’ultimo frammento

di umanitĂ  che,

tra colombe insanguinate

e bagliori di fuoco

senza fine,

non trova piĂą spazio

per contenere

la follia umana.

 

 Beniamino Iasiello



[1] Da “Il Soldato Caduto” di Renzo Pezzani

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