Due grandi artisti

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benjaminTra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta, un’ “onda anomala” partì dagli Stati Uniti d’America ed investì l’intera Europa occidentale: il Rock. Il mondo, e non solo quello musicale, non fu più lo stesso. Anche nei piccoli paesi, grazie ai jukebox,si era presi da questa musica scatenata, scatenante e dissacratoria di tutti gli schemi e i modelli che ben presto furono rasi al suolo a colpi di chitarre elettriche che davvero elettrizzavano quanti l’ascoltavano. Ricordo che al bar che si trovava e si trova ancora “fora a teglia”,la sera si tirava tardi per ascoltare  canzoni come: Tutti frutti cantata da Little Richard,o la celeberrima Rock around the clock o Jailhouse rock di El vis the pelvis (Presley). Si ascoltava molto la radio, di TV nemmeno a parlarne, nel senso che poche famiglie possedevano quella scatola magica, ma i ragazzi del paese avevano il loro spazio comune dove si ritrovavano: la sezione  politica della “Stella e Corona” per guardare le avventure di “Rin Tin Tin” e sempre pronti ad applaudire e fare caciara quando”arrivavano i nostri” a salvare i poveri soldati yankee dai feroci e violenti “musi rossi”.

 

Di quando Beltiglio era …separatista

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benjaminQualche fa tempo, chiesi al Sindaco,dott. Claudio Cataudo, l’autorizzazione(subito accordatami) a poter esaminare gli atti del Comune disponibili per poter ricostruire i momenti essenziali della vita della nostra comunità. Per cercare di cogliere un filo conduttore negli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita politica, sociale ed economica del nostro paese, sia per non lasciare  la nostra storia legata ad una oralità che col tempo continuamente si trasforma e si deforma fino a diventare leggenda, perché i protagonisti di quel momento storico sono quasi tutti scomparsi. Come sempre succede,quando si ha una grande mole di materiale, diventa difficile attenersi all’idea originaria perché sembra quasi che siano i documenti che si stanno analizzando ad  indicare il percorso da seguire.

 

Sanremo: specchio dei tempi?

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benjaminA riflettori spenti da alcuni giorni, Sanremo fa ancora notizia e audience. Il sessantaseiesimo festival della canzone ha riservato molte sorprese,per cui le discussioni e le conseguenti polemiche terranno banco ancora per  un  po’ di  tempo . In tutto questo baillame , si corre il rischio di perdere di vista l’essenziale, e, a Sanremo, ciò che è importante è sapere se ci sono state  belle melodie, sostenute da buoni testi oppure lo show- business ha avuto il sopravvento. E, personalmente, ritengo, che, alla fine, ciò di cui si continuerà a parlare e  che si ricorderà di questo festival della canzone italiana, sarà la partecipazione del trio principesco Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici che con la stucchevole e melensa Italia, amore mio sono riusciti a conquistare il secondo posto! Infatti le canzoni ed i testi non lasceranno grande traccia nel panorama della musica italiana se non per qualche settimana, dopo di che nessuno più si ricorderà del grande evento!

 

Riforma della scuola secondaria

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benjaminRiforma epocale, come afferma il ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini o taglio epocale, nel senso che questa riforma della scuola risponde più ad una logica economica che ad una visione della società e della scuola proiettata nel futuro? Quando le posizioni sono così fortemente divergenti, è il caso di ritenere   che forse  la verità sta nel mezzo. In verità, è un cambiamento che si stava aspettando da parecchi decenni: la riforma   “Gentile” del 1923 per i licei e  quella “Bottai” del 1931 per gli istituti tecnici erano ancora i punti di riferimento del sistema scolastico italiano. Mentre  la scuola primaria era stata più volte rivista,basti ricordare i programmi del 1955  e la riforma del 1975 per la scuola elementare e la riforma epocale della istituzione della scuola media del 1962 e  i programmi del  1977, la scuola secondaria superiore non era mai stata toccata da una riforma complessiva.

 

De Andrè: settanta anni dopo

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benjaminIl diciotto febbraio,Fabrizio de Andrè, avrebbe compiuto settanta anni. Non è il caso di fare dietrologia, e la storia non si fa con i se e i ma,però chi ha avuto la fortuna di seguire la sua produzione artistica per circa un quarantennio,è certo che avrebbe regalato ancora splendide canzoni-poesie e momenti di riflessione sulle nuove emergenze del secolo appena iniziato. Il Comune di Genova,la Regione Liguria,la Fondazione Fabrizio De Andrè Onlus e Palazzo Ducale fondazione per la cultura,l’anno scorso, a dieci anni dalla morte del cantautore genovese avvenuta l’11 Gennaio del 1999, organizzarono una grande manifestazione: Fabrizio De Andrè- La mostra- che restò aperta dal 31 Dicembre al 3 Maggio 2009 e dove fu possibile visitare le cinque stanze allestite da Vincenzo Mollica,Pepi Morgia,Vittorio Bo che curarono l’intera programmazione multimediale ed interattiva.

 

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