La “difesa della razza” a Ceppaloni e… altro

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benjaminOgni tanto cerco di catalogare i tanti documenti[1] acquisiti ed esaminati a partire dal 2008, anno in cui iniziai a frequentare l’Archivio di Stato di Avellino che conserva la maggior parte dei documenti relativi al periodo borbonico che va dal 1816 al 1860. Oltre a quelli dell’Archivio di Stato e della Biblioteca provinciale di Benevento … et varia, per cui, oggi, mi ritrovo con una grande mole di materiale difficile da sistemare. Ma, nel vano tentativo (!), ogni tanto,mi capita di riscoprirne qualcuno di cui avevo perso memoria e che, invece, si rivela interessante per capire come il nostro Comune abbia vissuto eventi e scelte importanti determinate dallo sviluppo della politica nazionale.

 

Un sogno comune

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benjaminNoi baby boomers avevamo un sogno comune: costruire un mondo libero senza frontiere dove ognuno, come cittadino del mondo, potesse dare il proprio contributo per la costruzione di una realtà che avesse a fondamento il bene comune e la pace. Un’ utopia, che nel breve giro di un sessantennio, si è trasformata nel suo esatto contrario: un mondo distopico svuotato di ogni umanità, dove l’anestesia dei sentimenti domina incontrastata e dove l’altro non è più riconosciuto come un fratello, ma come un nemico che bisogna tenere lontano; però, per la serenità della nostra coscienza, doniamo il nostro obolo, fatto quasi sempre di belle parole per la causa dei poveri, dei migranti, dei dannati della terra. Che devono essere invisibili, perché la loro miseria, la loro precarietà non ci ricordi quello che un giorno siamo stati: anche le nostre famiglie hanno patito la fame e sono andate in terre lontane in cerca di lavoro che solo dà dignità all’uomo.

28 ottobre 1922 – 28 ottobre 2022

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benjaminLa marcia su Roma del 28 ottobre1 del 1922 permise a Benito Mussolini di essere chiamato dal re per formare un nuovo governo. Cento anni dopo, per la prima volta, dalla nascita della Repubblica, una coalizione di destra è stata chiamata dal Presidente della Repubblica a formare un nuovo governo per l’Italia. Qualsiasi altro paragone tra le due situazioni è improponibile in quanto il contesto storico, politico, economico è completamente diverso. 

Forse, a distanza di cento anni, ciò che è rimasto identico a se stesso appartiene alla sinistra che divisa era cento anni fa e fortemente divisa si è presentata alle elezioni del 2022 favorendo così l’avanzata della destra che per la prima volta ha espresso una donna quale presidente del Consiglio.

Ma, per tornare alla data passata alla storia come uno dei miti fondativi del fascismo, viene da chiedersi: come un partito sorto da pochi anni sia stato in grado di occupare il potere legalmente e trasformarsi, poi, in una vera e propria dittatura?

La violenza sulle donne

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benjaminIn Italia i femminicidi si susseguono ad un ritmo impressionante. Come è possibile?  Qual è la cultura sottesa che fa credere che la donna debba dipendere solo e soltanto dal capriccio dell’uomo che non sopporta di perdere “una propria cosa”, di vederla allontanare da sé perché, finalmente, consapevole della propria autonomia e libertà.


E’ il retaggio una cultura patriarcale, ancora radicata in tanti strati della società, difficile da estirpare, dove la donna non contava niente, era proprietà del padre - padrone e del marito - padrone. Essere sempre pronta ai desideri del marito e   sempre gravida per creare nuove braccia utili per l’economia della famiglia e della patria. Ha contato niente nelle istituzioni, nelle arti, nelle scienze, pur essendoci state donne, in tutti i campi del sapere, che hanno mostrato di non aver nulla da invidiare agli uomini, come Ipazia, astronoma, matematica, filosofa del IV sec. nata ad Alessandria d’Egitto che in un giorno del marzo del 1415 fu assalita ed uccisa e poi il suo corpo, fatto a pezzi, fu arso.

Maratona Alzheimer

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benjaminAlzheimer! Solo a sentirla, questa parola, incute timore e tremore! Una malattia neurodegenerativa progressiva scoperta circa 120 anni fa che colpisce, soprattutto i vecchi, anche se l’età tende ad abbassarsi (a volte già a 40 anni). Si ricorda il caso, anni 60, dell’attrice Rita Hayworth (l’indimenticabile protagonista del film “Gilda”), che, a poco più di 40 anni, manifestò i primi sintomi della malattia che non le permisero più di recitare perché dimenticava le battute.

Tra i malati illustri troviamo il filosofo Emmanuel Kant, il presidente americano Ronald Reagan, la lady di ferro Margareth Thatcher, Maurice Ravel, compositore del famoso Bolero e tanti altri ancora.

Chi ne è colpito dimentica, tra l’altro, gli oggetti e non è in grado di ritrovarli, ha poca capacità di giudizio, difficoltà nel parlare e nello scrivere, non riesce a trovare più le parole per continuare un discorso, oltre alla perdita dell’autonomia che porta poco alla volta ,a interrompere le relazioni con gli altri e ad isolarsi. Il malato perde la propria identità, non riconosce più quella degli altri: vi è il declino totale della memoria, del pensare, del ragionamento e del corpo, per cui finirà col dipendere totalmente dagli altri che, normalmente, sono i propri familiari.

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