L’eroina della Spedizione dei “Mille”

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benjaminSpesso, quando sono a Roma, frequento una biblioteca, anche emeroteca, dove molti studenti universitari vi si recano per ricercare testi per i loro esami e per tesi di laurea, oppure, semplicemente, per studiare. Una Biblioteca molto frequentata anche dai bambini che, accompagnati dalle loro madri, si fermano ad ascoltare letture di fiabe e racconti organizzate dalle responsabili del centro culturale.

Mentre guardavo la sezione dedicata al Risorgimento, vidi un libro che certamene, a mio avviso, stonava in quel posto: La Ragazza di Marsiglia, scritto da Maria Attanasio. Pensai subito che fosse un giallo, ricordandomi de La ragazza nella nebbia, La ragazza del treno â€¦ lo presi e iniziai a leggere le prime pagine che destarono subito una forte curiositĂ : era un libro di storia che raccontava di una donna che aveva partecipato alla spedizione dei Mille che, come sappiamopartì da Quarto e sbarcò a Marsala.

Pensieri, parole e ricordi

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ErnestoRicordare Ernesto e compararlo col personaggio de “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, è, per me, un tutt’uno.

Le battute di Jep Gambardella, il protagonista del film, sono diventate oggetto di culto e la più famosa e la più citata è quella in cui dice … la più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto i sessantacinque anni è che non posso perdere più tempo a fare cose che non mi va di fare. Battuta splendida che Ernesto aveva messo in atto da sempre, nel senso che lui ha fatto e detto sempre quello che pensava senza ipocrisie (peccato mortale del nostro tempo!) ed infingimenti e senza aspettare gli anni della pensione.

Un ricordo personale

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3240E68D-ECCB-4702-9BC0-30AEE2B778C8E’ morto Mario Silvestri, don Mario: così era conosciuto in paese dove tutti gli volevamo bene.

Lo si incontrava spesso perchĂ© stava sempre in giro, durante le ore antimeridiane, per fare piccoli servizi o fermo alle “stazioni” del paese a bere i suoi “nani”. Sempre sorridente, di buon umore e pronto a fare quattro chiacchere con le quali ti metteva al corrente dei fatti del paese o dell’ultimo evento che si era verificato. Quando mi incontrava, con la bonomia che lo contraddistingueva, diceva: prufssò u sapite ca ve voglio bene, come sta a signora vostra, salutatmell. E io di rimando: pur’ io ti voglio bene, u saie,però l’accordo fatto non cambia!

 

I “giganti” e… la bambina

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benjaminGreta Thunbeg ha monopolizzato, ancora di più, in queste ultime settimane, l’attenzione di tutti i mass – media nazionali ed internazionali, e, oramai, il suo nome si associa all’impegno estremo per la difesa del nostro pianeta. Una ragazzina che è diventata il megafono delle ansie, delle angosce, delle paure della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica mondiale in relazione al cambiamento climatico in atto che sta sconvolgendo l’equilibrio degli oceani, comportando lo scioglimento dei grandi ghiacciai, oltre ai repentini mutamenti del tempo che sembra letteralmente impazzito.

Una breve testimonianza

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benjaminOggi (10 agosto) mio padre avrebbe compiuto 101 anni. E, nel recarmi al cimitero, la mia mente è stata attraversata dai tanti momenti belli o “agitati” che abbiamo vissuto insieme con tutta la famiglia. Sono passati 22 anni dalla sua morte e mi piace ricordarlo con una tra le più belle poesie che mi sia capitato di leggere dedicata alla figura paterna che è del poeta Camillo Sbarbaro (1888 – 1967). Padre, se anche tu fossi, tratta da “Pianissimo” una silloge poetica pubblicata per la prima volta nel 1914. Un’ opera ed una poesia, ha detto qualcuno, di cui si ricorderanno gli uomini nella loro vita per millenni.

Un giudizio su cui concordo completamente e che voglio sottoporre all’attenzione di chi avrà la bontà di leggerla, perché la poesia, in un mondo dominato dalla logica dell’utile, del fugace ci ricorda che l’uomo… ha un corpo che desidera, un’anima che contiene abissi, con desideri, speranze, sofferenze, gioie, soli di fronte al mistero della vita e della morte. Soprattutto continua a non farci dimenticare che prerogativa dell’essere umano è quella di essere libero.

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