Pessimismo? Forse solo realismo

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benjaminda la Rubrica di Benjamin

Quando il mondo che ti circonda diventa caotico, incomprensibile, quando le notizie si accavallano con un ritmo continuo, senza tregua e senza lasciarti il tempo di organizzarle e di riflettere, quando la tua mente è stata occupata in tutti i suoi spazi dal clima che impazzisce, dall’ I. A. che sembra voler operare una rivoluzione tecnocentrica per relegare l’uomo ai confini del mondo, da una politica corrotta e contorta, da una televisione che oramai non si vergogna di rifilarci in ogni tg la passerella di politici che non hanno niente da dire; con “il mare nostrum” che è diventato la tomba di migliaia e migliaia di famiglie e di bambini che in cerca di un futuro hanno trovato una morte tragica e inumana, con lavoratori che ogni giorno trovano la morte tra gli ingranaggi di una politica del lavoro incapace di porre fine alle morti bianche, con le immani distruzioni provocate da guerre che hanno provocato centinaia di migliaia di morti, di cui decine e decine di migliaia di bambini rapiti, scomparsi, uccisi… beh, la tentazione di ritirarti nel privato sembra la logica conseguenza di un mondo impazzito che giorno dopo giorno divora se stesso.

Marzo: il mese della poesia

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benjaminIl modo migliore per celebrarlo è riportare alcune delle poesie scritte da poeti ceppalonesi che hanno sempre mostrato di tenere in massima considerazione la musa Calliope.

 

 

Il tempo del pensionato

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benjamin

Kronos e Kairòs: due aspetti del tempo con cui gli antichi greci indicavano, rispettivamente, la dimensione quantitativa , cioè il tempo che scorre, la vita che passa, e quella qualitativa, nel senso che è il tempo in cui accade qualcosa di importante che segna la nostra vita.

 

A questi ne aggiungo un altro che non poggia su nessuna riflessione filosofica, metafisica, teologica ma è una condizione esistenziale: il tempo del pensionato. Che si presenta come un ritorno alle origini, un rinchiudersi nel “ventre” del paese che, però non è più quello della sua gioventù; è un paesaggio diverso, sia fisico che antropologico: manca la piazza intesa come incontro – scontro dialettico - costruttivo, mancano gli amici, alcuni andati via per sempre, altri non motivati ad uscire per salute o per disinteresse rispetto agli eventi della comunità. Diciamo che anche le piccole comunità, oggi, non sono più paesi per vecchi. I baby boomers, come me, nati dopo della 2^ guerra mondiale non sono altro che … residuati di guerra[1].

Qualche riflessione e…

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benjaminPochi versi per un Natale di sangue. Morte, distruzione, senza sosta e senza pietĂ , in vaste aree del mondo, stanno concretizzando sempre piĂą la possibilitĂ  di una terza guerra mondiale che potrebbe essere non piĂą a pezzi, come dice Papa Francesco, ma diventare un vero e proprio conflitto globale.

E’ difficile capire perché quelli che hanno in mano il destino degli uomini hanno la capacità di andare sempre in direzione ostinata e contraria a quelle che sono le aspettative dei popoli: vivere in un mondo che garantisca i diritti e i bisogni primari di ogni cittadino: il diritto alla vita, alla salute, al lavoro che sono garantiti solo in un contesto di pace, di giustizia, di uguaglianza.

Per i 150 anni dell’Istituto Magistrale (2^)

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benjaminLa prima scuola elementare femminile venne aperta nel 1863 presso l’orfanatrofio dell’Annunziata che attraversò molte difficoltà in quanto le poche alunne, provenienti dai paesi erano completamente impreparate e fu necessario organizzare un corso preparatorio prima di iniziare la scuola vera e propria.

Infatti, nel 1870, la Gazzetta di Benevento, nel riportare i risultati degli esami delle scuole elementari registrò che su 21 alunni, di cui 13 ammessi agli esami orali, i promossi erano stati solo 6 …   è notevole, continuava la Gazzetta, che delle sei ragazze presenti una sola fu promossa …   … ciò deve richiamare l’attenzione del Consiglio provinciale che è invitato ad aprire una scuola magistrale femminile, se si vuole dare un modo, come la provincia possa uscire dalle condizioni presenti della nessuna istruzione di questo essere femminile che è tanto potente mezzo di cultura e di educazione.

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