La scomparsa del padre 3°

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benjaminI nostri genitori non sapevano di pedagogia né di psicologia eppure cercarono di assolvere il loro ruolo in maniera convinta e responsabile, educando i propri figli a quelli che ritenevano, forse un po’ ingenuamente, valori fondanti, universali, su cui si reggeva la società. Non avevano libri da poter consultare, di tecnologia appena conoscevano o, alcuni, possedevano la radio, ma erano dotati di quel sano buon senso che permetteva di capire come comportarsi e come rapportarsi, anche sbagliando, a volte, o spesso, ai processi evolutivi dei loro figli.

Diversamente dai genitori di oggi che sono diventati tutti pedagogisti, psicologi, sociologici “internauti” e, in virtù di ciò, pronti ad opporsi a tutto e a tutti perché il nuovo “verbo - social” ha assunto il crisma di una nuova fede.

La Scomparsa del Padre 2°

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benjaminLa scomparsa del padre, in veritĂ , era nato come “Era mio padre”: un ricordo di ciò che lui rappresentò per la mia educazione, per le mie scelte di vita. Custodire la memoria dei genitori, che non si esaurisca nella “festa” del 2 novembre, credo che possa farlo soltanto un figlio perchĂ©, per tutti gli altri, la sua presenza nella comunitĂ  finisce con la sua morte. Inoltre, riflettere sul proprio passato aiuta ad evitare eventuali errori futuri, e, non ultimo, a raccontare alcuni momenti della storia del paese. Non voglio alzare un peana a mio padre, nĂ© cogliere semplicemente incomprensioni, fratture generazionali, momenti di scontro come avveniva ed avviene in tutte le famiglie, ma ricordare che egli fu sempre presente nei momenti   di gioia e di grande tristezza esercitando sempre la sua potestasa volte in maniera forte (come si usava in quei tempi), in altre, grazie anche all’intervento materno, molto discretamente e con tanta pazienza e comprensionedi cui i figli non sono sempre capaci nei confronti dei propri genitori.  A volte mi capita di parlargli come se fosse presente e ascoltare le sue risposte perchĂ© so cosa lui pensava.     

 

La scomparsa del padre 1^

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benjaminStrano destino quello dei padri: per vedersi riconosciuto, dai propri figli, qualche merito devono prima … morire! Solo dopo la morte, e nel tempo, i figli capiscono che suggerimenti, consigli, eventuali ingerenze, nĂ© richiesti, nĂ© desiderati, non volevano essere una limitazione della loro autonomia decisionale, ma semplicemente l’espressione di una disponibilitĂ  sulla quale poter sempre contare.

Ma sappiamo che non è così!

Ieri e Oggi

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benjaminPer avere la conferma di alcune notizie relative all’agricoltura, industria e commercio del periodo post – bellico nel nostro Comune, qualche tempo fa, mi recai all’emeroteca di Benevento per consultare vecchie annate del giornale “Il Mattino”, di cui, però, sono conservate quelle a partire dal 1960, per le precedenti è necessario rivolgersi all’emeroteca di Napoli.

Piazza S. Venceslao: cinquant’anni dopo

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benjaminIl 19 Gennaio del 1969 moriva Jan Palach. Un giovane ceco, aveva circa 20 anni, che, tre giorni prima, si era dato fuoco, in Piazza S. Venceslao a Praga, per protestare contro l’invasione,  da parte delle truppe sovietiche, che misero fine alla “Primavera di Praga”Nella notte tra il 20 e il 21 Agosto l’U.R.S.S., insieme con i soldati e i carri armati â€¦ son come falchi quei carri appostati â€¦  dei paesi facenti parte del “Patto di Varsavia”, occupò l’intera cittĂ :  ricordo ancora le immagini giornalistiche e televisive dei giovani cechi vicino ai carri armati che cercavano di parlare con i soldati occupanti per fare capire l’abnormitĂ  dei fatti accaduti.

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