De Andre’ corregge … Leopardi?

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benjaminSono passati cinquanta anni! Ne avevo meno di venti quando  Fabrizio De Andrè cantava, per la prima volta : La canzone dell’Amore Perduto. E fu amore al primo ascolto, come, sempre succedeva con le canzoni di Faber. Una delle piĂą belle del cantautore genovese che ha accompagnato intere generazioni nel passaggio dall’adolescenza alla gioventĂą e, poi, alla maturitĂ .  Chi non ha perso un amore? Chi non ha passato notti insonni a tormentarsi per  un amore “così violento,  così fragile, così tenero,  così disperato … per questa cosa … vera come una pianta, tremante come un uccello, calda e viva come l’estate”(Jacque Prevert). E chi non ha  ricoperto … d’oro -  per un bacio mai dato … un nuovo amore.

Paese fantasma?

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benjaminCeppaloni: un paese che va spegnendosi giorno dopo giorno.  Con le poche persone amiche che ancora sono rimaste nel paese, capita di ricordare di quando eravamo in tanti nella piazza, nei vichi e di chiederci che cosa sia successo, come si sia potuto verificare e cosa si potrebbe fare per risollevare le sorti di un capoluogo che ha vissuto tempi migliori. Chiaramente, ognuno ritiene di avere qualche soluzione e, come sempre succede in questi situazioni: piove, il governo ladro , colpevoli diventano le politiche inadeguate messe in campo dalle Amministrazioni presenti e passate. Dimenticando sempre che ognuno di noi ha fatto parte di questa realtĂ  contribuendo, in misura differente, a determinare tale degrado.

Il Teatro a… Ceppaloni

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benjaminNon molto tempo fa, ho avuto il piacere di assistere a Benevento a due atti unici di Eduardo De Filippo, interpretati magistralmente dall’amico e paesano Clemente Rossi con la sua compagnia di cui fanno parte Anna Rita Baldini. Vincenzo Mercurio e Lia Marotti  . Due atti,  Pericolosamente e Farmacia di Turno, scritti  rispettivamente nel  1930 e nel 1938 e presenti nella raccolta de “La Cantata dei giorni pari” di Eduardo De Filippo. La passione di Clemente per il teatro risale alla sua adolescenza, poi, si sa, la vita non obbedisce mai a quelle che sono le inclinazioni di ognuno e, dopo aver recitato, adolescente, al teatro “Diana” di Napoli,  continuò negli studi, si occupò, si sposò,  ma l’antica passione non era mai morta e, non potendo fare diversamente, coltivò questo suo amore nel luogo di lavoro organizzando spettacoli teatrali di forte spessore.

La Scuola Buona

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benjaminLa pensione comporta un ritorno al passato.  Ognuno ritorna nel suo mondo, le frequentazioni con amici e colleghi iniziano a diradarsi perchĂ© è nell’ordine delle cose. Se non vi sono occasioni particolari, si corre il rischio di non rivedersi piĂą.  Prima di Natale, l’Istituto Guacci ha voluto commemorare un collega morto l’anno scorso e a cui ha voluto intestare  la biblioteca dell’Istituto, essendone stato per un trentennio l’animatore e il custode  Sono stato chiamato per partecipare e ricordare l’amico Luigi Telaro con cui  ho diviso gli anni della mia lunga vicepresidenza. E’ stata l’occasione per rincontrare la moglie, i figli e  colleghi con i quali non ci  si vedeva da anni.

Bocelli: dal cuore al cervello

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benjaminL’altra sera ho visto la trasmissione dedicata ad Andrea Bocelli. E’ stata splendida perchĂ© ha messo in evidenza non soltanto il “bel canto” ma anche la semplicitĂ , l’umiltĂ , la disponibilitĂ , l’umanitĂ  che rendono Bocelli una persona speciale. Mentre ascoltavoromanze, arie, canzoni, mi sono ricordato di aver letto su di un settimanale una bella intervista fatta al cantante qualche tempo fa. Siccome, ho l’abitudine , oramai quarantennale, di conservare ciò che mi interessa, ho cercato di ricordare dove avessi messo quel ritaglio, Con poco sforzo l’ho ritrovato e l’ho letto nuovamente.

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