Una pagina di storia ceppalonese

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benjaminEra il 1948!

Da poco si era insediata la prima Amministrazione comunale post – bellica e le condizioni in cui versava il Comune erano disperate, come sempre. Il Consiglio comunale si era riunito per l’approvazione del bilancio per il cui pareggio erano necessari 3.451.516 di lire che dovevano derivare dalla tassazione dell’imposta di famiglia e da una super contribuzione sui terreni, oltre il terzo limite già applicato, che era il massimo consentito

Il Sindaco, Costanzo Barone, prima di sottoporre la proposta all’approvazione dell’Assemblea, lesse una nota con la quale il Prefetto faceva presente ai consiglieri la responsabilità che gravava sul Consiglio … trattandosi di definire provvedimenti intesi a normalizzare la vita economica del Comune ed eliminare i danni che potranno derivarne in mancanza di provvedimenti adeguati.

 

Dopo tale precisazione quattro consiglieri abbandonarono la seduta impedendone, così, la prosecuzione per mancanza di numero legale. Il bilancio fu approvato nel Consiglio successivo con voti, 14/14, ma prima prese la parola il consigliere di opposizione Angelantonio Parente, liberale, eletto in una lista civica di S. Giovanni, che con un intervento, deciso ed intelligente, mosse accuse molto gravi nei confronti dell’Amministrazione che riteneva inefficiente e disonesta. Con un parlare chiaro, violento quasi, inchiodò gli Amministratori alle loro incombenze e … pur riconoscendo, iniziò a dire il Consigliere, la necessità assoluta dell’ente comunale di raccapezzare danari per far fronte allo sperpero ingiustificato voluto dall’attuale amministrazione, non potrebbe votare l’aumento di tasse per sopraccaricare maggiormente i contribuenti del comune. La maggior parte di questi contribuenti sono lavoratori della terra e spesse volte si sobbarcano a sacrifici privandosi anche del necessario. Il cittadino paga le sue tasse quando sa che è bene speso. Invece in questo caso specifico i nostri amministratori si sono dimostrati negligenti ed incapaci del compito loro affidato. Si domandano sacrifici finanziari ai cittadini: a che cosa servono? a tenere in carica una pletora di impiegati e salariati del comune, salvo qualche debita eccezione, i quali fanno a gara a chi può non fare niente, a chi più fa domanda per aumenti di stipendio e quando capita qualche cittadino delle frazioni che ha percorso Km 10 di strada per recarsi alla casa comunale a domandare qualche certificato, cinicamente gli viene risposto: venite domani … e questo avviene alla presenza dei sindaci e degli assessori del Comune senza che niuno osi pigliare provvedimenti a riguardo. Il solo patrimonio che esiste sono le strade comunali, molte di esse usurpate e non vi si guarda.

Con i soccorsi dell’E.C.A. si sarebbero potuto tutte accomodare, dare lavoro ai poveri, agevolare i disoccupati, ma nulla di questo è stato fatto. Il denaro dei poveri è servito per dare comodità ai ricchi, altro è rimasto addirittura nelle tasche di certi amministratori di tale ente: e le cose rimangono lì perché tutto è in famiglia, non vi sono controlli. Ognuno è utilizzato a fare come gli pare anche se commettono azioni illecite. Si è mai pensato di vendere quei tratti di strada abbandonati e che i limitrofi proprietari se ne sono appropriati … si è mai pensato di vendere il legname cresciuto sui margini delle strade comunali, si è mai pensato di far pagare l’occupazione di suolo pubblico a quelli che hanno costruito scavalcavie, scalinate ed altro sulla proprietà del Comune … il comune di Ceppaloni se amministrato bene, con rettitudine e giustizia avrebbe potuto essere uno dei primi della provincia di Benevento sia per il numero dei cittadini che per l’estensione e fertilità del terreno, sia per la bontà e la laboriosità dei cittadini. Invece la cattiva amministrazione ed i continui abusi hanno depresso, avvilito ed inasprito gli animi dei cittadini fino al punto che i nativi della frazione Beltiglio, che potrebbe chiamarsi la gemma del comune di Ceppaloni, hanno chiesto di staccarsi da esso Comune formando un Comune autonomo. E così che si amministra per il bene pubblico? E quando S.E. il Prefetto vuol porre fine a questa gazzarra e dire basta?

Infine concluse affermando che avrebbe approvato il bilancio   … solo a patto che si prendano urgenti provvedimenti onde alleviare gli oneri finanziari dell’Ente comunale e questo solo per l’anno in corso 1948, in modo che per l’anno 1949 la sovraimposta dovrebbe essere tolta. L’assessore Valerio Catalano, anche a nome della Giunta risponde: Va bene. Nessuno ebbe niente da ridire sulle accuse molto gravi fatte dal Consigliere, nĂ© durante lo svolgimento del Consiglio nĂ© successivamente. Forse dovevano essere fatti abbastanza noti, ma per noi, oggi, impossibili da conoscere, per cui erano difficili da smentire. Il Consiglio si chiuse con l’intervento, coinciso, ma penetrante perchĂ© metteva a nudo l’essenza della questione, del consigliere Fortunato Simeone il quale precisò che … pur votando favorevole per l’aumento delle tasse, fa notare che è necessario diminuire tutti gli impiegati superflui dipendenti del Comune per evitare ulteriori ingiusti aggravi di tasse sui cittadini.

Inutile dire che la situazione peggiorò al punto tale che, alcuni anni dopo, il Prefetto inviò un suo delegato per cercare di mettere ordine nei “conti” del Comune che, per contrasti interni, non riusciva a riscuotere nemmeno le tasse.

Beniamino Iasiello

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