Diario di un professore

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Professoredi Domenico Rossi

Erano anni che stava buttato lì in mansarda quello scatolone. Apren­dolo stamane, ho sentito le voci dei miei allievi. Quanti da trentacinque anni a questa parte! Non ricordo i co­gnomi ma i volti sì . Ricordo pure la  â€śfame” che ho fatto da supplente di lungo corso ad ore annualmente va­riabili. La povertĂ , vegliata come un angelo dalla mia dignitĂ , rimaneva nascosta dietro la facciata di mattoni rossi di cui era rivestita la mia casa.  

Grande emozione per il conferimento della cittadinanza onoraria a Don Laureato Maio, giĂ  Parroco di Ceppaloni

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Citt DonLAURONella gremita Aula Consiliare e, a seguire, nell’affollata “Chiesa Dell’Annunziata” prsenti tanti ex parrocchiani.
 
Sabato pomeriggio si è vissuta a Ceppaloni una giornata importante, ricca di emozioni e di ricordi per il conferimento della cittadinanza onoraria a Monsignor Maio.
 
Il momento più bello e più vibrante della serata è stato quello in cui il Sindaco Dr. Claudio Cataudo ha consegnato a Don Laureato Maio le chiavi simboliche del Comune. Don Lauro, che pur essendo natio di Castelpoto (BN) si è sempre sentito “adottato” dai Ceppalonesi, è, dal 9 giugno 2012, un cittadino in più del nostro Comune.

Foto dei Lettori

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comeravamoLa foto allegata è stata scattata al campo sportivo Cretazzo il 20 settembre 1957 e si riferisce alla squadra di calcio del Ceppaloni di quel tempo, nella quale io giocavo nel ruolo di portiere. Non partecipavamo ad alcun campionato ufficiale, ma la nostra passione ci portava ogni domenica ad affrontare al campo di Cretazzo, oppure in trasferta, le squadre di altri paesi quali Altavilla Irpina, Tufo, Circello, Paduli, Tufara, ecc. La partita di calcio era il nostro sano divertimento domenicale e tutto il paese ci seguiva con molta passione. Il simpaticissimo capotifoso "Tommasone" era colui che organizzava il tifo con cori divertenti che ci stimolavano al massimo impegno.

Alcuni, purtroppo, non ci sono più, ma in quelli che li hanno conosciuti è sempre vivo il ricordo di quei bravi ragazzi con il loro genuino entusiasmo.

 Un caro saluto a voi per questa lodevole iniziativa che ha risvegliato anche in me tanti bei ricordi.
 Giuseppe Rossi


(in piedi, da sinistra) Giuseppe Rossi (io, Peppe di Santa Croce, portiere) Carmine Porcaro (di Barba)  Giuseppe Rosa Cosimo Galasso Giovanni Rossi (Giannino)
(accosciati, da sinistra) Genesio Donisi (di Santa Croce)Carmine Rossi (Minuccio)  Giuseppe Rossi (Pino) Bruno Tranfa

Le Cause dell'Emigrazione postunitaria nel Sannio

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emigrazione

Proponiamo ai nostri lettori la relazione del  Dott. Alfredo Rossi presentata alla tavola rotonda: "Il contributo del Sannio all’emigrazione italiana", organizzata  dall’ASMEF e dall’associazione Ecoitaliani a Ceppaloni il 24 Luglio.


Il fenomeno dell’emigrazione ha avuto un impatto straordinario nella storia italiana. Risulta difficile tentarne una ricostruzione, sia perché le ondate migratorie hanno avuto origini ed andamenti diversi, a seconda del periodo storico e sia perché ha rappresentato un dramma, un dolore collettivo da rimuovere. Nella ricorrenza dei 150 anni dall’unità d’Italia corre l’obbligo di tracciare, almeno per grandi linee, le motivazioni economiche e sociali che portarono tanti nostri conterranei a trovare nella “grande fuga” la soluzione al problema della miseria, che specie nel Mezzogiorno aveva radici antiche.

Onora il padre..

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Riceviamo e pubblichiamo
Definizione di “cliente”: Nell’antica Roma, il cittadino che accettava la protezione di una persona autorevole o influente in cambio di generici servigi speciali nell’ambito della vita civile e politica.
Mi fa quasi sorridere scoprire a che epoca risale tale definizione, mi fa quasi sorridere costatare che tale “pratica” abbia trovato spazio nei secoli senza perdersi nella crescita culturale, mi fa quasi sorridere che i nostri padri ne hanno sfruttato la scia…mi fa sorridere molto meno capire che questo sistema contorto ed egoistico si perpetui fino ad intaccare le giovani menti di questo secolo!
Questa ironica introduzione vuole stendere un velo pietoso sulle trame che intrecciano la vita politica che ci circonda, vuole ridicolizzare un “sistema” a numero chiuso che ci insegna a prendere il nostro bel numerino nell’attesa che arrivi il nostro turno per raccogliere i resti lasciati da chi ci ha preceduto, vuole sbatterci sul grugno l’estrema realtà nella quale ci stiamo perdendo!
 
 
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