Il Cavalier Turchino

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cavalierturchino La storia del " Cavalier Turchino", ha origini antichissime ed è basata sull'incontro tra il Cavalier Turchino e la Morte, che si presenta a lui per mettere fine alla sua vita dissoluta e senza scrupoli. E' la paura dell'ignoto, dell'aldilà, che tanto caratterizzò il Medioevo, che qui prende forma e si identifica con la morte. Il tema della morte che assume sembianze umane per presentarsi a coloro che sono giunti al termine della vita e punirli dei loro peccati, è molto diffusa nella tradizione popolare, soprattutto attraverso i famosi "Cunti". 'U Cunto del Cavalier Turchino", presente nelle nostre zone, riguarda l'incontro tra il Cavaliere e la Morte in un ambiente oscuro, illuminato soltanto da lumi ad olio, che emanavano luci di intensità molto diversa tra loro. Il Cavaliere chiede alla Morte il perchè di quella diversità di luce e la Morte risponde che ogni luce corrisponde ad una persona e l'intensità dipende dal tempo che resta ancora da vivere a quella persona. Resosi conto che la luce corrispondente a lui era tra le più fioche, il Cavaliere invita la Morte a fare un travaso di olio da altri lumi al suo.Alla risposta negativa della

I Dodici Mesi

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Nella gestualità popolare la mascherata I 12 MESI rappresenta la drammatizzazione simbolica di alcuni aspetti del ciclo annuale, legati alla memoria degli antichi riti della fertilità. Come vengono personificate alcune feste(Capodanno, Befania, Quaresima e lo stesso Carnevale), così anche i mesi dell’anno divengono personaggi che si presentano ciascuno con le sue caratteristiche, riportati all’unità di tempo e di luogo dal momento rituale. La rappresentazione imita la successione ordinata dei mesi, con gli aspetti di ognuno ben evidenziati, in modo che questa successione viene propiziata e quasi indotta. Il rappresentare l’evento diviene dunque una garanzia affinchè questo si realizzi. Il testo di questa mascherata varia da luogo a luogo, così come il numero dei personaggi, che, dai 12 di base, sale con l’inserimento di altri come Pulcinella, Capodanno, Carnevale, le Stagioni... fino ad arrivare addiruttura a 32 come nel caso della rappresentazione di Cercepiccola


Ricerca a cura dell'Ing. Giuseppe Di Donato

Il dragone infernale

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dragone.jpg La storia si origina con la vendetta che Pruta, capo degli inferi, scacciato dal Paradiso, intende portare nei confronti del re cristiano. La chiave di lettura dell’intera vicenda è l’aldilà che si confronta ai massimi livelli, in uno scontro eterno e sempre attuale tra il bene ed il male e che trova la sua soluzione nel personaggio di S. Martino. Ma il trionfo del bene sul male nel finale non è un miracolo, perchè la mascherata umanizza il divino ed esalta l’uomo semplice ed onesto Negli ultimi anni è stata rappresentata due volte, nel 1994 e nel 2000, nella magica cornice del castello medioevale di Ceppaloni, che ha contribuito a rendere ancora più suffestiva ed efficace la scenografia .Una notevole mole di lavoro per questa rappresentazione, soprattutto per la costruzione del dragone, lungo circa 8 metri e per il coivolgimento di oltre cinquanta interpreti.
Ricerca a cura dell'Ing. Giuseppe Di Donato

I Due Maghi

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100_0043.jpg La mascherata si basa sulla vendetta che la principessa pagana dama Rovenza intende portare nei confronti di Carlo Magno e dei Paladini di Francia per l’uccisione di suo fratello Oldauro per mano di Orlando. Di conseguenza ne verrà fuori uno scontro tra le due fedi, cristiana e pagana, che vedrà impegnati due eserciti e due abissi infernali, capitanati, questi ultimi, da mago Malagio e mago Tuttofuoco. I due maghi si affronteranno in un epico duello che si concluderà con la morte del mago Tuttofuoco per opera di un fulmine inviato dalle celesti volte per salvare il mago cristiano(Malagigio). Alla fine lo scontro tra i due eserciti terminerà con la vittoria dei cristiani sui pagani e, quindi, con il trionfo del bene sul male, caratteristica questa comune a tutte le mascherate. Questa mascherata, ritenuta da molti superiore a tutte le altre per impegno, per numero di personaggi e per i costi, fu rappresentata, a detto degli anziani, due volte, nel 1944 e nel 1945. Successivamente il testo, analogamente ad altri testi di mascherate, andò irrimediabilmente perduto. Un appassionato locale, Giuseppe Di Donato, si impegnò per due anni( dal 1994 al 1996)) ad intervistare gli anziani di Ceppaloni e dei paesi limitrofi che avevano interpretato questa mascherata nel passato, riuscendo a ricostruirne il testo e così, finalmente, nel 1996, fu possibile mettere di nuovo in scena questa straordinaria opera della cultura popolare. A dar vita a questa manifestazione vi furono oltre 80 interpreti e fu allestito un castello di 16 m di lunghezza, oltre a varie macchine belliche(catapulta, ariete.... ).

La Bella Lesina

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La Storia a mascherata “La Bella Lesina” può considerarsi appartenente al genere delle “Zingaresche”, rappresentazioni carnevalesche incentrate sul personaggio della zingara che predice il futuro e fa la questua; genere di spettacolo che fiorì nel XV secolo, soprattutto a Roma. Inizialmente le zingaresche erano una sorta di spettacolino animato da canti, successivamente intere compagnie teatrali si specializzarono per intrattenere il pubblico con spettacoli più elaborati. Le zingaresche oggi sopravvivono soltanto in alcune località, come in provincia di Lucca, ed alcune di esse sono presenti anche nella nostra cultura carnevalesca come “La Bella Lesina”. Questa rappresentazione è basata sul dramma sentimentale di un cavaliere che è innamorato perdutamente della bella Lesina, ma non è corrisposto perchè quest’ultima ha donato il suo cuore ad un forte e valoroso guerriero. Il cavaliere , allora, non esita a dannarsi , promettendo la sua anima al diavolo, pur di conquistare la bella Lesina. I diavoli, per procacciarsi l’anima promessa, rapiscono Lesina, ma , alla fine, grazie ad un intervento divino, quest’ultima sarà liberata e si sposerà con il guerriero mentre il cavaliere sarà portato nelle fiamme dell’inferno a sprofondare. Quindi, nel pieno rispetto delle mascherate, il bene trionfa sul male ed i cattivi vengono severamente puniti. E’ stata rappresentata negli anni 1999-2003-2004
Ricerca a cura dell'Ing. Giuseppe Di Donato

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