Ricordi in versi di Mario Cataudo

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (2 Votes)
Ricordi in versi di Mario Cataudo 4.5 out of 5 based on 2 votes.

benjamin

l tempo passa e, all’improvviso, ci si ritrova nell’etĂ  in cui la vita inizia ad essere popolata di ricordi e, forse, di qualche rimpianto; è un volgersi indietro per cogliere il senso della propria esistenza, di come si è speso il tempo datoci in prestito. Si guarda al passato nĂ© con malinconia, nĂ© con nostalgia, ma come un momento da cui trarre ancora le energie per migliorare sĂ© stessi e il presente in cui si vive. Spesso è in questo momento della vita che ritornano interessi e passioni che erano stati “nascosti” perchĂ©, nell’etĂ  del fare, per ognuno è necessario tendere alla affermazione della propria professionalitĂ , della propria umanitĂ . Con la vecchiaia, la vita assume un ritmo piĂą blando, gli affanni della vita vengono, per un momento, messi da parte e la memoria vaga tra passato, presente e … futuro. 

 

 

Qualche tempo fa, l’amico Mario Cataudo mi regalò una raccolta di poesie, intitolata “Pensieri Silenziosi”, che accettai con piacere e con sorpresa perchĂ©, abituato a vederlo come medico e politico (formazione positivista e pragmatica), non pensavo avesse avuto il tempo per coltivare il “verso” capace di esprimere una gamma di sentimenti capaci di penetrare nella profonditĂ  del cuore umano. A dimostrazione che noi conosciamo solo l’aspetto visibile di amici e conoscenti che cataloghiamo in stereotipi e pregiudizi, per cui tutto ciò che devia provoca sempre grande meraviglia. 

La raccolta consta di 19 poesie, quasi tutte dell’ultimo decennio, che rivelano un mondo fatto di ricordi legati a emozioni, passioni, entusiasmi che hanno caratterizzato la sua vita. I suoi versi, testimonianza di una cultura classica che non è mai venuta meno, ti riportano ad un tempo in cui i valori fondanti erano costituiti dalla famiglia, dall’ attaccamento alle proprie origini e al proprio paese, dalla funzione spirituale e sociale della religione che influenzava enormemente la formazione dei giovani. 

Nella sua poesia troviamo tutti questi motivi intercalati da momenti di sofferenza, di forte malinconia, ma anche di gioia, e di una felicitĂ  ultima che … v’è nel mondo e tutti invita – con nessuno resta unita - e resta in tutti il desio – trovar gioia solo in Dio. Parole antiche capaci di trasmettere una gamma di emozioni legate alla sua … antica famiglia – genitori, fratelli e tua gente – che facean tua vita appagata … al paese natio di cui ricorda l’ulivo secolare che dall’alto del suo tempo ha visto passare â€¦ segni di morte, fuggir di gabbiano, - fuga di gente, tremor di terra …  a cui contrappone l’amore per la natura, per l’intero creato e per la pace che soprattutto, oggi, di fronte alla paura cosmica scatenata dal Covid 19, rappresentano il fondamento su cui costruire un nuovo umanesimo, perchĂ© …  cattiverie non vò piĂą sentire – odio, invidie e voci meschine - di chi è ingrato, e ama solo blandire - e nel nulla guazzare e gioire. 

E, ancora … il tiglio con chioma ombrosa fluente … il bel monte ove bimbo salivo … il campanile -… che si erge da Chiesa nel cielo … ma soprattutto … in mio cuore ho sempre Beltiglio, mia dolce terra natia.

Ne “I mie i ricordi” ripercorre l’arco della propria esistenza levando un peana al buon Dio …  so d’esser stato dal cielo premiato … e prece vò alzare – di darmi ancora vita e salute con ore serene – tra i miei familiari, persone sì care – che tanto han sofferto per tutte mie pene. Nella sua visione trovano spazio Fede e Scienza che si completano vicendevolmente … ti ha retto la Fede, la scienza umana – di illustri maestri in noti ospedali – in siti vicini o in terre lontane – ove piĂą forte è il soffrire dei mali.

Il senso della precarietĂ  della vita aleggia, però, nel suo verso, da quando, ancora giovane ha vissuto la perdita, prematura, del padre a cui dedica alcune poesie nelle quali si coglie l’angoscia, il dolore, la tristezza, il rimpianto per chi aveva sognato … per figli e famiglia alte vette â€¦ ma non volle la sorte – tu godessi dolcezza di orgoglio e di gioia … la morte crudele improvvisa e violenta ti portò sì presto nel cielo – con gran dolore che ancor mi tormenta.

Protagonista assoluto del suo mondo è l’amore smisurato per la famiglia che si coglie nelle poesie dedicate alla morte dei fratelli e ai dolci ricordi ... dell’antica nostra famiglia â€¦ e, grazie al tempo che lenisce il dolore, Mario riconosce che il cielo lo ha premiato …  con dolce compagna e figli sublimi … di tua moglie … consorte gioiosa – con principi umani e di fede … premure per ansie e perigli. E la rosa che nacque nel suo giardino …  in anni molto lontani … Ă¨ certamente la moglie, Cristina, donna solare, sempre con un sorriso franco, luminoso e … par che mi guarda, mi scruta e mi dice: vengo con te ov’è triste il fato – vengo con te ove il sito è felice. 

Il senso del dolore, della sofferenza, della morte, sempre pronta a sconvolgere la vita, non è mai passato del tutto se, ancora in una delle ultime poesie scrive … mi sovviene il duolo provato – per distacco Persone a me care … l’ombra che il mal può tornare turbano il sonno di notte – e rendono le gioie dei giorni – sempre piĂą rare. Un timore e tremore che, tra tanti momenti di felicitĂ , di serenitĂ , è sempre presente perchĂ© Mario sa che la vita è pronta a tendere le sue insidie, a colpire a â€¦ infrangere i sogni … che, come querce secolari, credevi non potessero mai venire meno. La sua poesia nasce dal bisogno dell’anima e per la consolazione che offre nei momenti piĂą bui della esistenza umana di cui ne allevia le sofferenze e ne lenisce il dolore. Egli avverte l’esigenza di comunicare i propri stati emotivi attraverso la poesia per ricordare a sĂ© stesso e a tutti che, come il poeta G. Conte ha ricordato, l’uomo non è robot o ologramma, ma un essere umano libero, con un corpo che desidera, un’anima che contiene abissi, con desideri, speranze, sofferenze, solo di fronte al mistero della vita e della morte. 

Riporto alcune delle sue poesie:

 

La Rosa 

nel mio giardino) 

 

In anni molto lontani 

Nel mio giardino nacque una rosa 

Per dar profumi dolci ed arcani 

E placar alma gioiosa e pensosa 

Quando passo sereno o turbato 

Par che mi guarda, mi scruta e mi dice:

vengo con te ov’è triste il fato, 

vengo con te ov’è il sito è felice; 

 

e la porto con me quando il sole è splendente

o quando nubi offuscano il mare

e lascia il segno in core e in mente

di gioia raggiante o di lacrime amare.

 

Lode al Ciel che t’ha mandata nel mondo

Per dar voce ad ogni affetto profondo-

 

Sfogliando i miei vecchi libri

 

I sogni in tanti anni ho vissuto

Ritrovo in vecchi libri ingialliti

E rinnovan le gioie che ho avuto,

le ansie, i dubbi, in travagli romiti

 

Mi ravvivan liete novelle

Che negli anni mi han reso contento

Rammentano pure sventure non belle

Spesso segnate in triste momento

 

I miei libri, cari amici fidati,

alleviarono doglianza provata

e addolciron miei giorni passati

quando la sorte con me non fu grata.

 

In essi ho sempre trovato

Forza, conforto e valori

Che nel tempo han poi forgiato

Mia mente, miei studi e lavori

 

Il tempo oggi scorre costante

Con sĂ© porta dolcezze, tristezze, speranze, 

e le gioie dai libri son tante

che rendon quieta la vita che avanza

 

 

 

Per i tanti che hanno perso, in questo ultimo anno, un proprio caro, voglio ricordare la poesia che Eugenio Montale scrisse per la morte della moglie Drusilla Tanzi: 

 

Ho Sceso dandoti il braccio

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno 

un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto 

ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo 

viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni, le trappole. 

Gli scorni di chi crede che la realtĂ  sia 

quella che si vede.

 

Ho sceso un milione di scale dandoti 

il braccio

non già perché con quattr’ occhi si

vede di piĂą.

Con te le ho scese perchĂ© sapevo che di 

noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto 

offuscate, erano le tue.

 

PerchĂ© capaci di guardare oltre l’apparenza e cogliere la realtĂ  nelle sue pieghe piĂą recondite. 

 

 

Beniamino Iasiello

Sei qui: Home La rubrica di Benjamin Ricordi in versi di Mario Cataudo
Find us on Facebook
Follow Us