In memoria di Lorenzo

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benjaminHo avuto la fortuna di conoscere Lorenzo.  Superato l’esame di terza media, si iscrisse all’Istituto Magistrale “ G. Guacci”, indirizzo Scientifico-Tecnologico, un corso di studi abbastanza duro che superò agevolmente. Fu l’occasione, per me, di ritrovare il papĂ  di Lorenzo, Claudio Lizza che è di Ceppaloni ,piĂą piccolo di me, ma che conoscevo così come tutta la sua famiglia. L’ho seguito per tutto il quinquennio degli studi e ogni giorno , alla fine dell’orario delle lezioni, lo incontravo perchĂ© si fermava nell’istituto ad aspettare il padre.

 

 

Mi fermavo a parlare con lui, a volte lo “sfruguliavo” dicendo: Lorè hai voglia d’aspettare, papĂ  si è dimenticato di venirti a prendere! “Rivedo” ancora  la sua risposta: un grande sorriso , gli occhi si illuminavano, da potervi leggere,  tanto erano puliti e trasparenti,   sentimenti, emozioni e la certezza che mai nessuno si sarebbe dimenticato di lui perchĂ© sapeva che la sua famiglia era il suo mondo  all’interno del quale  occupava un posto speciale per papĂ  Claudio, la madre Paola e  il fratello Raffaele.    Ho visto ogni mattina il padre Claudio accompagnarlo a scuola e venirlo a prendere e sul suo volto mai  segni di stanchezza , di cedimento, ma sempre sorridente, di un sorriso che non era di occasione o di opportunitĂ , ma franco , sincero dal quale traspariva il grande amore che lo legava al figlio.

 La prima cosa che mi colpì di Lorenzo fu il suo sorriso, il suo sguardo solare, schietto, ingenuo  capace di trasmettere amore , serenitĂ .  I docenti del  corso e i suoi compagni di classe gli hanno voluto un mondo di   bene , si era iscritto all’UniversitĂ  di Benevento, facoltĂ  di Giurisprudenza, dove seguiva i corsi con profitto. Era un ragazzo straordinario che ha vissuto i suoi giovani anni tra molti dolori e sofferenze per una grave patologia, molto rara, di cui nel mondo,  qualche  tempo fa, se ne conoscevano pochi casi, ma dal profondo della sua malattia riusciva ad infondere coraggio e “letizia” alla sua famiglia e  a quelli che gli stavano attorno. Era un ragazzo generoso con la vita che con lui si era rivelata avara, ma non si era fatto sottrarre la voglia e la gioia di vivere che era visibile a chiunque gli fosse vicino. Riposa in pace negli spazi infiniti e  profumati del cielo che accolgono chi è riuscito  ad  insegnare  che il dolore e la sofferenza possono essere fonte d’amore, di dolcezza, di bontĂ , di  altruismo, di“ beatitudine” che resterĂ   il ricordo piĂą bello , non soltanto per me, ma per tutti quelli che ti hanno conosciuto e ti hanno voluto bene.

Era un ragazzo  meraviglioso che è morto il 25 Settembre 2012, il giorno in cui compiva ventiquattro anni.  

 Beniamino Iasiello

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