Chiamate la levatrice 3

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benjaminRipigliamo la nostra storia da quel concorso che  doveva essere indetto per la condotta della seconda ostetrica per Chianche, di cui si era iniziato a parlare nel 1907; sarĂ  solo nel 1914(!!!)  che verrĂ  deliberato di … dare aspetto al servizio ostetrico della borgata Chianche e che quindi è necessario che il posto in pianta sia messo in concorso. Il Consiglio del 30 Novembre 1914 bandirĂ  il concorso che, tra l’altro, pose come condizione che l’ostetrica avrebbe dovuto risiedere nella Frazione; il compenso  fu stabilito in lire 200 annue.

Chiamate la levatrice 2

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benjaminI primi provvedimenti, per razionalizzare la condotta ostetrica  nel Comune, furono presi nel Consiglio del 12 Dicembre del 1900. Ma piĂą che disposizioni, sono la testimonianza della superficialitĂ  con cui il Consiglio  affrontò tale problema e, di conseguenza, di quanto poco tenesse in considerazione la salute della donna,  in quanto si arrogò il diritto di stabilire che non era necessario  bandire un concorso per la scelta della levatrice  … trattandosi di uno stipendio di appena 70 lire annue, sarebbe cosa dispendiosa e senza profitto.   Fu designata, nel 1901, per un biennio, levatrice per i poveri l’ostetrica Carmela Rossi che, poi, nel 1903  fu nominata  ostetrica del Comune.

Chiamate la levatrice

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benjaminE’ un libro di narrativa , pubblicato da poco in Italia, di Worth Jennifer. Giovane ostetrica che negli anni cinquanta svolse la sua professione nei quartieri poveri della zona Est d Londra. Il libro racconta la desolante realtĂ  delle Docklands londinesi attraverso una serie di storie, a volte, drammatiche e di ritratti di donne che emozionano e fanno riflettere sulla drammaticitĂ  della vita delle donne( appena cinquanta anni fa!). Dal 2002 al 2009 ha scritto tre libri dove racconta la sua esperienza, iniziata a 22 anni, da cui è stata tratta anche una fiction di successo trasmessa anche in Italia. Mentre leggevo questo libro, mi chiedevo  quali fossero state le levatrici nel nostro paese e se vi fossero storie possibili da rintracciare.

Un Ricordo personale

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benjaminCredo che, oggi, sia una brutta giornata per la comunitĂ  ceppalonese. Per me è così. E’ morto il professore Mattia. E’ stato il maestro di molte generazioni di giovani che negli anni sessanta frequentavano la scuola elementare di Ceppaloni . Per moltissimi anni , fu colui che organizzava nel Comune la vita scolastica di alunni e maestri. L’ultima volta l’ho visto , qualche settimana fa,  insieme col figlio Antonio, che andava verso casa; sempre sorridente, di una irruenza bonaria sempre pronto a fermarsi per parlare, per chiedere notizie  dei tanti “giovani”  che vivono in altre regioni o all’esrtero. Ricordo il tono bonario, paterno col quale era solito, a volte, rimproverarti, ma anche la gioia spontanea, sincera quando sapeva che qualcuno dei suoi “ragazzi” aveva raggiunto traguardi importanti.  

Perché il Sud resta indietro

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benjaminIl libro di Emanuele Felice â€ś PerchĂ© il Sud resta indietro” ha dato adito a molte discussioni e polemiche  con interventi di Giuseppe Galasso, di Pino Aprile, Marco De Marco , il filosofo Antonio Eposito ed altri.  La tesi sostenuta dall’autore Ă¨ condivisibile: se il Sud Ă¨ rimasto indietro, la colpa Ă¨delle classi dirigenti che badarono maggiormente ad indirizzare le risorse verso la rendita piuttosto che verso gli usi produttivi. E’ difficile districarsi  tra chi guarda ad un passato mitizzato e chi, invece, ritiene che tutte le colpe di un Sud arretrato siano da cogliere nella inadeguatezza delle classi dirigenti meridionali,  o in una sua diversitĂ  antropologica o nel blocco storico del capitalismo del Nord con la  borghesia agraria del Sud.

 

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