Chiamate la levatrice

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benjaminE’ un libro di narrativa , pubblicato da poco in Italia, di Worth Jennifer. Giovane ostetrica che negli anni cinquanta svolse la sua professione nei quartieri poveri della zona Est d Londra. Il libro racconta la desolante realtĂ  delle Docklands londinesi attraverso una serie di storie, a volte, drammatiche e di ritratti di donne che emozionano e fanno riflettere sulla drammaticitĂ  della vita delle donne( appena cinquanta anni fa!). Dal 2002 al 2009 ha scritto tre libri dove racconta la sua esperienza, iniziata a 22 anni, da cui è stata tratta anche una fiction di successo trasmessa anche in Italia. Mentre leggevo questo libro, mi chiedevo  quali fossero state le levatrici nel nostro paese e se vi fossero storie possibili da rintracciare.

 

Di storie, per mancanza di testimonianze dirette, niente; ma, tenendo presente degli appunti che conservo , mi è stato possibile ricostruire, quasi per intero, la storia  delle levatrici - ostetriche del nostro Comune negli ultimi 150 anni. 

La prima nomina della … levatrice condotta per le partorienti povere … risale al 20 ottobre del 1890 quando il Consiglio Comunale … eseguita la votazione per schede segrete si è conosciuto e verificato che è stata eletta a levatrice per i poveri la nominata Carolina Galasso di Angelo con compenso di lire 15.00.

Ma una delibera successiva, 28 Aprile 1891, ci permette di conoscere il nome della prima levatrice del Comune di Ceppaloni, subito dopo l’UnitĂ  d’Italia; infatti la levatrice, che ancora esercitava la professione di ostetrica nel 1891, si chiamava Maria Giuseppa Barone … autorizzata anche dalla Reale Prefettura da epoca remota … ( quaranta anni di servizio) la quale aveva fatta domanda al Sindaco per poter continuare … detto esercizio … il Consiglio non credendo sua attribuzione di deliberare l’autorizzazione in parola e ritenendo che detta levatrice non ha dato motivo di lagnanza  per sì lungo servizio e  che potrebbe benissimo continuare la levatrice patentata ne raccomanda la presa in considerazione all’AutoritĂ  Sanitaria Provinciale.

La levatrice patentata  non era in possesso del diploma che veniva rilasciato dall’UniversitĂ  di Napoli, ma semplicemente di un attestato del Ministero dell’Interno che autorizzava a svolgere la professione. Bisogna tenere presente che durante quel periodo le levatrici regolarmente diplomate erano poche e ciò comportava gravi difficoltĂ  per l’organizzazione del servizio.

Si provi ad immaginare, per il nostro Comune, diviso come era in tre frazioni, molte borgate e …  case sparse,  come una sola levatrice potesse, inizialmente con sede a Ceppaloni capoluogo, “ stare dietro” alle donne dell’intero Comune, anche abbastanza prolifiche. La scrittrice, Worth Jennifer, racconta di aver aiutato, nela Londra post – bellica,  una donna  a partorire il suo venticinquesimo figlio!

 Passano circa sei anni e il Consiglio Comunale, 23 Luglio 12897 darĂ  un sussidio di lire 50 alla giovane Carmina Filomena Rossi che stava conseguendo il diploma di levatrice, ma, fino al 1900 non troviamo altre notizie relative alla organizzazione del servizio all’interno dell’intero Comune, nĂ© nomine di nuove levatrici da parte dell’Amministrazione comunale di Ceppaloni.

 In quegli anni, l’Ufficiale Sanitario del Comune era il dottore Domenico Polcari, mentre la Commissione Sanitaria era costituita dall’ Ufficiale Sanitario, dal perito Carmine Pepicelli e dal farmacista Paolo Lizza.

Il Consiglio comunale era formato dal sindaco Pasquale Caruso e dai consiglieri Cosimo Barone, Michele Capone, Francesco Cavuoto, Pasquale Francione, Pietro Giuseppe Lizza, Paolo Lonardo, Mele Andrea,  Mario Parente, Onofrio Parenti, Domenico Martino, Pietro Catalano, Carmine Varricchio. Gli assessori erano Francesco Testa, Giovanni Parente e Giovanni Sellitti.

    continua                                                                           

 

Beniamino Iasiello 

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