Je suis Charlie
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- Creato Lunedì, 12 Gennaio 2015 10:13
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Michel Houellebecq è un saggista, uno scrittore, considerato tra i più importanti autori contemporanei francesi, basti ricordare“ Le Particelle elementari – La possibilità di un’isola”.
Alcuni giorni prima che la Francia venisse colpita da uno dei più gravi attentati terroristici dell’ultimo trentennio, già si discuteva animatamente dell’ ultimo romanzo uscito in Francia il 7 Gennaio, lo stesso giorno in cui si è scatenata la violenza terroristica da parte di ali estremiste mussulmane. “ Sottomissione” (traduzione letterale di “Islam), è il titolo di questo romanzo laddove l’autore immagina che, in Francia, nel 2022, un centro destra ed un centro sinistra oramai, privi di forze e di idee, lascino spazio, per l’elezione del Presidente della Repubblica alla destra di Marina Le Pen che però viene sconfitta dal candidato moderato dei “Fratelli Mussulmani”, Mohamedd Ben Abbes. L’autore ritiene che l’Occidente sfibrato da secoli di razionalità e di illuminismo “si arrenda dolcemente” senza opporre grande resistenza all’Islam.
1914 – 2014: I caduti del Comune di Ceppaloni nella " grande guerra"
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- Creato Venerdì, 19 Dicembre 2014 10:12
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Oltre 650.000 soldati e 600.000 civili uccisi fu il tributo della nostra Nazione alla prima guerra mondiale; tra questi, un gran numero di contadini provenivano dalle campagne meridionali. Tanti giovani che uscivano per la prima volta dai propri paesi che si trovarono a combattere sul Carso, sull’Isonzo e in altri luoghi sconosciuti agli ordini di comandanti che li consideravano come carne da macello. Basta leggere, oltre le tante testimonianze di soldati che, a fine guerra, tornarono a casa, “ Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu per capire quanti soldati italiani vennero decimati dai nostri comandi …. tutte le volte che c’era un attacco, arrivavano i carabinieri. Entravano nelle nostre trincee, i loro ufficiali li facevano mettere in fila dietro di noi e noi sapevamo che avrebbero sparato a chiunque si fosse attardato nei camminamenti invece di andare all’assalto.
Gli orologi pubblici del Comune (2)
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- Creato Mercoledì, 10 Dicembre 2014 09:06
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S. Giovanni ebbe il suo orologio solo nel 1935, non grazie all’Amministrazione Comunale, per l’intervento di un cittadino di S. Giovanni, il prof. Emilio Lonardo, che viveva e svolgeva la sua professione a Campobasso, nel cui Liceo insegnava. Nato, però, a S. Giovanni dove possedeva anche una casa.
Il bisogno di regalare un orologio al suo paese era legato ai ricordi di quando era ragazzo, piccoli episodi di vita vissuta che portarono il prof., ancora adolescente, ad esclamare … Ah, e pecché non ce sta l’urologio a S. Giovanni? Ci mancano i sordi … rispose il cugino Quirino … se e’ tenesse i’, u’ farria i’ l’urologio a S. Giovanni … rispose Emilio.
La scomparsa di Pietro: lutto per la cultura locale
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- Creato Martedì, 25 Novembre 2014 12:57
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La disponibilità , l’affabilità , la curiosità intellettuale, l’amore per il paese e per la sua storia erano le caratteristiche essenziali di Pietro Zerella.
Di molteplici interessi che spaziavano dalla storia alla poesia; ma ciò che maggiormente lo intrigava era soprattutto la ricerca storica che iniziò molti anni fa con uno studio relativo al paese in cui viveva, S. Leucio del Sannio, ma nativo del Comune di Ceppaloni, per poi allargare sempre di più i suoi orizzonti a tematiche e figure storiche di ampio respiro come “ Stefano Borgia” che fu, nel XVIII secolo, governatore del ducato Pontificio di Benevento, o ad Arturo Bocchini, o all’interessantissimo “Preti, Contadini e Briganti nell’Unità d’Italia – 1860 – 1862” per il quale ricevette una “ menzione speciale” al Premio di Letteratura “G. D’alessandro” nel 2001.
Gli orologi pubblici del Comune
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- Creato Mercoledì, 19 Novembre 2014 09:10
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Ho avuto già modo di parlare dell’orologio comunale di Ceppaloni che da oltre quattro anni non segna più la sua ora. Certamente il danno è molto grave e qualche “pezzo” dell’ingranaggio non è possibile reperirlo, perché sono certo che i nostri amministratori stanno facendo del tutto per far sì che il “martello” continui a battere e misurare il tempo della comunità . Nell’attesa, voglio riportare un episodio che riguarda l’ installazione degli orologi comunali di Ceppaloni e Chianche (Beltiglio) risalente agli inizi del 1900! E’ da precisare che, nel capoluogo, l’orologio pubblico esisteva già da qualche secolo e che, forse, in quella occasione, insieme con l’installazione dell’orologio a Chianche, fu deciso di sostituirlo


La rubrica di Benjamin