Gli orologi pubblici del Comune (2)

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benjaminS. Giovanni ebbe il suo orologio solo nel 1935, non grazie all’Amministrazione Comunale, per l’intervento di un cittadino di S. Giovanni, il prof. Emilio Lonardo, che viveva e svolgeva la sua professione a Campobasso, nel cui Liceo insegnava. Nato, però, a S. Giovanni dove possedeva anche una casa.

 Il bisogno di regalare un orologio al suo paese era legato ai  ricordi  di quando era ragazzo, piccoli episodi di vita vissuta che portarono il prof., ancora adolescente, ad esclamare … Ah, e pecché non ce sta l’urologio a S. Giovanni? Ci mancano i sordi …  rispose il cugino Quirino … se e’ tenesse i’, u’ farria i’ l’urologio a S. Giovanni … rispose Emilio.

 

Quando davvero riuscì a realizzare il suo sogno dirà che quella idea  â€¦ l’ho sempre accarezzata nelle peripezie della mia vita multiforme e romantica ed oggi solo mi è stato dato di attuarla. Ringrazio con tutte le mie forze Iddio di avermi benedetto, finora, dandomi onori, gloria e danaro. Allora mancava il danaro, per attuare il mio disegno: ora Iddio me l’ha dato, ed io ho dato a voi, esultante, l’orologio che io volevo avere nella mia fanciullezza.

E’ il 30 Dicembre del 1934 quando l’orologio fu inaugurato. Alle ore 15, con l’intervento delle autorità del Comune. Fu una grande festa, infatti il paese … fu imbandierato, mentre il concerto musicale di Pietrastornina rallegrava le vie cittadine e il fochista R. De Blasio, ogni ora, sparava dei colpi in aria. Alla presenza di tantissima gente, accorsa anche dai paesi vicini, il Podestà del Comune, Ciriaco Parente, ringraziò, a nome di tutti i cittadini di S. Giovanni il prof Lonardo Emilio per la magnifica offerta con la quale ha voluto donare alla Frazione S. Giovanni un pubblico orologio, antica speranza dei nostri avi.  Ma, oltre l’orologio, il prof. Lonardo provvide, sempre a proprie spese, a trasformare la facciata della Chiesa facendo costruire due pilastri interni all’ingresso della Chiesa  e alla cabina dell’orologio, l’opera di imbiancatura della facciata della chiesa e dell’interno della chiesa, come pure il tamburo in legno all’ingresso della chiesa. In questa sua opera di beneficenza … al suo S. Giovanni … egli fu anche incoraggiato dalla moglie Marietta Margarita, la quale, pur non essendo natia di S. Giovanni nutriva un grande amore … per sì ridente paese.

Dopo la benedizione dell’orologio, fatta dal parroco Don Pellegrino Parente, la madrina Ester Lonardo … rompeva la rituale bottiglia di sciampagna … l’orologio veniva scoperto, e faceva sentire i suoi tocchi armoniosi, le campane sonavano a distesa la musica intonava un inno festoso e forti spari in alto annunziavano che, ormai, l’orologio, a S. Giovanni, era un fatto compiuto.

Si doleva che una zona del paese, Casa Parenti, forse non avrebbe ascoltato i rintocchi perché separata dal centro del paese da una colle, O tuoppe ‘e gguardie, che non permetteva né di poter guardare l’orologio, né di ascoltare  i rintocchi.    

Subito dopo, una grande folla si diresse alla sede del “Fascio” dove era stato preparato un rinfresco e dove il professore lesse alcune poesie dedicate all’orologio e a  S. Giovanni. Riporto una delle poesie declamate  dal professore in quella occasione:

 E SEMPRE SONERA’                                                                  

E sempre sonerà tra i colli ameni                        

di Ceppaloni e di Beltiglio, le ore                          

ai villici annunziando, nell’ardore                    

del sole, e nei dì foschi e nei sereni.

Sempre che il contadino in mezzo ai fieni,

dodici tocchi udrà, gran gioia in core

ei sente: getta allor la falce, e fuore

esce dai campi, di sudor già pieni.

Quando, al mattino, sorgere dal letto

Ei dovrà, per recarsi ai campi suoi,

del gallo il canto attender più non deve.

Infuria il vento, cade giù la neve:

tutto è silenzio: ei sol veglia per noi …

e suona e suonerà con grande affetto.

Il Comune, successivamente, si preoccupò di mantenere in maniera efficiente l’orologio pubblico , anche in tempi, come si dice oggi, di “ Spending Review”. Infatti,  il 19 dicembre 1948, la commissione incaricata di esaminare i provvedimenti per il risanamento delle finanze comunali,  di cui faceva parte Catalano Pietro, Porcaro Saverio, Lizza Italico, Bosco Giuseppe, Di Donato Giuseppe, soppresse il posto in organico  di “Regolatore dell’orologio pubblico” che … portava un aggravio non indifferente alla finanza comunale.  Però, affidò  al messo  comunale, per il centro di Ceppaloni, e al sagrestano di S. Giovanni, per la frazione omonima, l’incarico del funzionamento dei pubblici orologi con un compenso annuo forfettario di lire 3.600.

Ringrazio l’amica Marietta Lonardo per avermi procurato la pubblicazione  “L’orologio del mio S. Giovanni”, che mi ha permesso di ricostruire la storia dell’orologio pubblico di S. Giovanni.  Sconosciuto, credo, alla gran parte dei cittadini del Comune.

Beniamino Iasiell

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