Vecchioni in concerto con la benedizione di Mastella e De Luca. Le elezioni battono il virus
di Nino Russo
(Io) “E nelle altre 364 sere e 364 giorni come ve la sfangate, Giova’? Pensi che Mastella e signora, con De Luca benedicente, vi regaleranno altre serate da leoni?â€. (Giovà ) - “Non preoccuparti, Ni’, è stata semplicemente ‘na bella serata. La politica può attendereâ€. (Io) - “Giovà guarda che “la bella serata†era tutta politica. È la politica festaiola che ti propinano da decenni Mastella e signora, adesso traslocati nella casa di don Vincenzino De Luca che tutto guarda, controlla e domina dall’alto. Lo sai o te lo sei scordato che ci sono le elezioni? Vecchioni è stato solo il menestrello, lautamente pagato dai padroni per tenere buoni i sudditi. E indurli a votarli di nuovo. Come prima, come sempreâ€. (Giovà ) - “Ti ripeto: ieri sera è stata una serata splendida, il resto lo vedremoâ€.
“E il Covid? Possibile che nessuno fosse preoccupato del fatto che radunare 5/600 persone in piazza è stata un azzardo pericolosissimo, fidando solo sul minimo di distanziamento tra le poltroncine senza considerare che, poi alla fine, quelle persone, se ne sarebbero andate tutte insieme causando inevitabili assembramenti�
Quello che ho riportato è l’estratto di un dialogo via-Facebook, tra me e il mio amico e vicino di casa (a Ceppaloni), Giovanni. Un dialogo dell’incomunicabilità . Ho provato l’ultimo, inutile attacco: “Ieri per una sera vi hanno regalato “la festaâ€. Per il resto dell’anno vi consegnano alla “forca†della dimenticanza e dell’abbandono. Per fortuna non vi manca “la farina†per sopravvivereâ€. Alla fine, mi sono dovuto arrendere davanti alla sua fede incrollabile nella politica “alla Mastella†(e signora), oggi convertiti al “verbo†di don Vincenzino De Luca che tutto guarda, tutto ordina e tutto controlla dall’alto del suo empireo.
Nun ce sta’ chiù nient a fa’: basta un concerto di Vecchioni, in una piazza trasformata in teatro all’aperto, col virus che anche in Campania, stavolta, ha ripreso forza e pericolosità , e tutto sparisce, si annulla nella desolazione che ti circonda. Come ripeto da tempo (attirandomi le contumelie di tanti miei “cari paesaniâ€) basta una sera di canzonette per credere di essere tornati vivi. Per un giorno. “Un giorno da leoniâ€. O una serata. E le altre 364? Tutti a nanna presto. ("Che hai fatto in tutti questi anni, Noodles?". "Sono andato a letto presto". È la famosa battuta tra Fat Moe e “Noodlesâ€-Robert De Niro nel capolavoro di Sergio Leone “C’era una volta in Americaâ€).
Tutto, anche a Ceppaloni, s’è fermato quest’anno. È stata addirittura sospesa l’antica tradizione della Porziuncola che ricorre tra fine luglio e i primi d’agosto. Eppure, allora la Campania era appena sfiorata dal virus e Ceppaloni veniva considerato “Covid freeâ€, cioè zona libera dal contagio. Invece, incredibilmente e irresponsabilmente, la sera dell’11 settembre scorso, con il virus che riprende a fare danni anche in Campania, con contagi e ricoveri in aumento, si decide di organizzare un concerto in piazza, protagonista “il milanese†Roberto Vecchione, immemore personaggio di origini napoletane (padre di San Giorgio a Cremano, madre del Vomero) il quale, ultimamente ha affermato essere Milano l’unica metropoli italiana mentre “le altre città sono solo paesoniâ€, dimenticando le sue origini e soprattutto, che Napoli è stata splendida capitale del Regno dal 1280 fino al 1860. L’unica, vera, storica capitale italiana.
Perché a Ceppaloni pur di “celebrare†quel concerto si è soffocato qualsiasi senso di responsabilità o, per meglio dire, qualsiasi barlume di buon senso? Gli assembramenti sono vietati per legge. Lo sa benissimo don Vincenzine De Luca che con la sua guerra totale alla pandemia, ben condotta, bisogna ammetterlo, e ben propagandata, ha trasformato il palazzo di via santa Lucia 81 (sede della Regione Campania) in una roccaforte inattaccabile. Nonostante i mille problemi suoi e della sua sterminata folla di clienti, liste e candidati che lo sostengono. Lo sa benissimo il sindaco di Benevento, il nostro esimio concittadino Clemente Mastella. Basterebbe leggere il suo proclama, pubblicato su Ottopagine appena dopo il concerto. "Chiedo a tutti maggiore allerta per combattere l'infezione virale che sta crescendo in provincia ma anche nella città . Ci sono persone, irresponsabili, che tornate dall’estero, si sono messe in quarantena ma poi ricevevano disinvoltamente a casa amici e parenti. Evitate di farlo, abbiate cura di voi e degli altri". E conclude “A tutti dico: attenti, il virus c’è, c’è stato e non è mai scomparso". Ma come, tutta questa attenzione vale per Benevento e tutta la provincia, Ceppaloni escluso?
Forse è colpa della nuova “conversione†dei nostri due illustrissimi compaesani, traslocati stavolta sotto le insegne di don Vincenzino De Luca.
Lo sapevano (speriamo lo sappiano ancora...) gli “inquilini†della Prefettura di Benevento che avrebbero potuto, e dovuto, impedire quella manifestazione a dir poco illegale per la quale non è stata convocata nemmeno la Commissione provinciale pubblici spettacoli. Ci ha pensato personalmente il sindaco di Ceppaloni che se n’è fregato del Prefetto e della Commissione provinciale, sbrigando la faccenda da solo e a modo suo. Ha convocato la più “casalinga†Commissione comunale e in quattro e quattr’otto ha autorizzato il concerto. Poi s’è pure vantato gridando che è stato un successone. Preghiamo (chi lo vuole…) per lui. Scommetto che in quella commissione nessuno ha ricordato al sindaco che solo pochi giorni prima la stessa banda (di Vecchioni) aveva chiesto l’autorizzazione per un concerto a Montefalcone di Valfortore. Autorizzazione negata dal sindaco per ovvi motivi di salute pubblica. E così nel giro di pochi giorni abbiamo assistito a due comportamenti completamente opposti: un concerto (a Montefalcone) annullato per Covid, lo stesso concerto autorizzato a Ceppaloni nonostante il Covid.
Perché a Ceppaloni sì e a Montefalcone no? Non sarà forse che il sindaco e gli amministratori di quel paese che s’arrampica sulle montagne del Valfortore, siano persone libere da pressioni di certi politici, quindi assolutamente autonome e responsabili delle loro scelte, mentre invece a Ceppaloni, c’è gente di potere che ti alita sul collo giorno e notte, ti ritiene alla stregua di un dipendente e quindi pretende che tu sia sempre pronto a esaudire ogni loro desiderio? E l’11 settembre scorso il loro desiderio era una serata di propaganda politica contrabbandata con un concerto di Roberto Vecchioni…e il Covid per una sera vada a farsi fottere.
Che dire che non sia già stato detto? Ma nonostante il detto e ridetto, continuano ad accadere cose stranissime (Camilleri direbbe “vastaseâ€) nello spazio di quei 10/12 chilometri che separano Ceppaloni da Benevento: due Comuni, un solo “padroneâ€. E tanti servitori fedeli e proni. L’ultima, incredibile, assurda storia tratta di un concorso indetto dall’azienda di raccolta rifiuti ASIA per un posto di impiegato amministrativo, riservato “all’inserimento di persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento miratoâ€. (legge n.68 del 12/3/1999). Un’ iniziativa davvero meritevole. In particolare, in una città in cui trovare lavoro è il…lavoro più faticoso e complicato che si possa immaginare. Vabbè, un solo posto, per disabili ma è comunque un inizio. Poi ci si domanda “chissà quanti hanno partecipato a quel bando, considerata la fame di lavoro che c’è a Beneventoâ€. Facile immaginare che la notizia è tra quelle che poi finiscono nei telegiornali tipo: “la carica dei 1500 candidati a Benevento per il concorso a 1 posto riservato a categorie protetteâ€. Invece poi vai a leggere i verbali e scopri che al concorso si sono presentate appena 3 persone. Bene: abbiamo scoperto che a Benevento e provincia gli elenchi di persone giovani, iscritte alle “categorie protette†sono praticamente vuote, deserte. Certo, il posto in concorso era uno solo. Ma perché non provarci? Non dico in 1.500 - è un paradosso - ma almeno 10, 20…. Ah, quasi dimenticavo. Per la cronaca il vincitore, e non possiamo non andarne fieri, è un nostro compaesano dal cognome conosciuto. Anzi, conosciutissimo. Un cognome che…va a finire che uno, se a uno gli gira e ne ha il potere, ti convoca seduta stante, la Commissione comunale pubblici spettacoli e ti organizza all’istante un altro concerto di Vecchioni a Ceppaloni. O, più coerentemente, a San Giovanni…

