É possibile pagare la Tari a peso e non a metri quadri
di Carmine Tranfa
Nel Comune di Ceppaloni, l’applicazione del Regolamento di Igiene e Sanità Pubblica, è una chimera ossia un miraggio, un’utopia. L’evasione fiscale sulla tassa rifiuti solidi urbani (TARI), si può sconfiggere.
Dobbiamo scrivere a “chi l’ha visto” per conoscere in quale cassetto dei “sogni ad occhi aperti” è stato “ARCHIVIATO” il Regolamento di Igiene e Sanità .
Lo stesso fu approvato alcuni anni fa … ma, “da allora”, se ne sono perse le tracce. Eppure, l’art. 114 della Costituzione deroga questi poteri ordinamentali (di disciplina e controlli in materia), ai Comuni. L’art. 50 del TUEL (Testo Unico Enti Locali), attribuisce al Sindaco, in caso di situazioni di “grave incuria, degrado del territorio, dell’ambiente, del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana”, di adottare ordinanze indifferibili ed urgenti, al fine di ripristinare la vivibilità ambientale.
Ma, evidentemente, l’art. 50 Legge 267/2000, NON è conosciuto dal Sindaco, tant’è che i Centri Storici sono diventati “regno incontrastato” di serpi, topi, erbacce, rovi et similia (siamo davvero in “dolce e bella” compagnia). Lo spazio antistante il CASTELLO, per esempio, “pullula” (è pieno) di questi benefici amici dell’uomo e, soprattutto, delle donne. Vedasi anche giardini incolti nella piazza Carmine Rossi del Capoluogo (a 50 metri dal Comune) dove scorazzano indisturbate bestie di ogni tipo.
Per non parlare dei tanti bellissimi ed incantevoli vicolettidei Centri Storici che sono diventati “intransitabili” (vedasi a Ceppaloni capoluogo il Vico Barone e la seconda traversa di via Madonnella). E che dire, poi, del bosco di Ceppaloni, il quale costituisce il “polmone” dell’intero Comune e che, in molti punti, è diventato ricettacolo di immondizia e rifiuti vari, senza che gli Amministratori prendano alcun provvedimento.
Ma come mai questi “sconci urbanistici” ed ambientali che “sfregiano” il decoro urbano, vengono visti da noi, semplici cittadini, innamorati della propria terra natia, e NON dagli Amministratori Comunali, i quali, “NON appaiono molto vigili”. E che dire dei tanti ettari di terreno a ridosso dei Borghi Antichi, qualificati urbanisticamente quale Zona A(Centro Storico) o B (quartieri ad alta densità abitativa), i quali versano in completo stato di abbandono, di indegno degrado e decoro urbano, senza che chi è preposto ad operare, muova “un dito” (fa l’agnostico ovvero l’indifferente). In dialetto napoletano si dice “o muscio”.
L’art. 10 dello STATUTO (anch’esso ignorato) recita: “i Regolamenti costituiscono atti fondamentali del Comune”. L’art. 19 del medesimo STATUTO, prosegue: “il Sindaco, quale Ufficiale di Governo, adotta Ordinanze contigibili (in base all’accadimento cioè alla situazione di fatto) ed urgenti, in materia di sanità , igiene ed edilizia (case abbandonate da anni e ricettacolo di infezioni e malattie), al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini. Assume, in questi casi, i poteri ed adotta i provvedimenti previsti dalla Legge”. L’articolo 19, in riferimento ai fatti descritti, non è pervenuto al destinatario ossia al Sindaco, nella qualità di Ufficiale di Governo.
E adesso veniamo alle dolenti note cioè alla TARI (Tassa Rifiuti Solidi Urbani), di grande attualità ed oggetto di scontri “dialettici” tra maggioranza ed opposizione: che, ovviamente, è collegata al concetto di ambiente. La TARI è la nuova imposta comunale che si paga sui rifiuti. Introdotta nel 2014 ha sostituito la TARES e la TARSU. La tassa sui rifiuti è composta da due voci, una che riguarda la “quota fissa” ed un’altra la “voce variabile”. La “tariffa” si ottiene moltiplicando la quota fissa per i metri quadrati dell’immobile, aumentata in base al numero dei componenti il nucleo familiare. Per la qual cosa si ha: proprietario che dispone di una superficie di 300 mq per 3 euro (quota fissa stabilita dal Comune di Ceppaloni: una delle più alte d’Italia), uguale ad Euro 900, da “sborsare”, per l’unico componente il nucleo familiare. Per non parlare delle seconde case, la cui “quota base” è al massimo consentito. La Legge di stabilità 2014, attraverso l’art. 1 comma 659, ha dato la possibilità ai Comuni di prevedere esenzioni o riduzioni della TARI. Numerosi Comuni, sensibili al sociale, hanno così statuito: “i nuclei familiari con un reddito complessivo (Modello Isee) inferiore a seimila euro, sono esenti dal pagamento della tassa”. Hanno previsto una riduzione del 50% per i redditi complessivi inferiori a settemilacinquecento euro ed al 30% per i redditi familiari inferiori a novemila euro. In caso di locazione (fitto) dell’immobile, il conduttore (affittuario) è tenuto al pagamento della TARI, con le agevolazioni descritte (escluse le locazioni transitorie cioè inferiori a sei mesi). Sono state previste, dai Regolamenti Comunali, delle sensibili riduzioni tariffarie, per le abitazioni con un unico occupante, al fine di evitare ingiustizie manifeste: unico occupante proprietario di un fabbricato esteso metri quadri 300 per 3 euro (tariffa), è costretto a “scucire” 900 euro all’anno. Il titolare di un diritto reale su una superficie di 60 metri quadri, con un nucleo familiare di sei unità e quindi con un consumo di rifiuti solidi urbani cinque volte maggiore, paga 200 euro.
Questi fatti si possono definire “aberranti” nel senso che vengono violati o calpestati elementari principi morali e di buon senso. Come pure molti Comuni hanno codificato forti riduzioni sulla tariffa per i fabbricati rurali ad uso abitativo. Ma purtroppo l’articolo 1 comma 659 della Legge di Stabilità 2014, risulta sconosciuto agli amministratori. L’art. 1 comma 659, Legge n. 147/2013, in vigore dall’1/1/2014, recita: “il Comune può prevedere riduzioni tariffarie ed esenzioni per abitazioni con unico occupante, fabbricati rurali ad uso abitativo e soggetti con disagi economici”.
A Ceppaloni, poiché la tariffa è alta, il contribuente si aspetta un servizio efficiente ed esemplare. Invece NON è così! I rifiuti organici (umido) vengono raccolti due volte a settimana: i ceppalonesi “mangiano” due volte a settimana. La cosiddetta raccolta dei rifiuti ingombranti ossia di “peso” notevole (per esempio mobili, arredi da Ufficio, elettrodomestici, scarti di giardino), nella maggior parte dei Comuni, questo servizio viene affidato ad un’azienda specializzata. Il cittadino, informato dall’Ente Locale, attraverso comunicazioni pubbliche, viene autorizzato a contattare l’azienda e la rimozione dei rifiuti viene effettuata in modo rapido ed efficiente, senza un costo suppletivo per l’utenza. Invece, nel Comune, per la raccolta dei rifiuti ingombranti, bisogna telefonare a “chi l’ha visto”. Basti pensare che, in piena estate 2020, i cittadini “operosi” che tagliano le “erbacce o i rami secchi” dai propri terreni,devono provvedere, a proprie spese, al riciclaggio delle stesse, attraverso aziende specializzate, sobbarcandosi costi notevoli. Un “brindisi” alla salute al pagamento della TARI (Tassa Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani).
MA UN RIMEDIO C’E’!
L’art. 1 comma 668 legge n. 147/2013 (legge di stabilità 2014), dispone: “i Comuni che realizzano sistemi di “misurazione puntuali” della quantità di rifiuti al servizio pubblico, possono prevedere l’applicazione di una tariffa avente natura “corrispettiva” (riferimento al D.P.R. n. 158 del 27/04/1999 ed art. 49 comma 10 Decreto Legislativo n. 22/1997 – legge Ronchi).
La tariffa “corrispettiva” è applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio (come, del resto, già avviene, in parte, per i verbali relativi alle sanzioni in materia di circolazione stradale). L’intera delicata questione è stata riaffrontata attraverso il decreto legge del 27/04/2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22/05/2017 ed entrato in vigore il 6 giugno 2017. E’ previsto l’obbligo di adeguamento dei REGOLAMENTI al decreto legge, entro il 6/6/2019. I Comuni hanno l’obbligo di prevedere una tariffa avente natura corrispettiva, ossia applicata in base al “peso” delle buste e NON ai metri quadri dell’immobile. Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento, la TARI (tassa rifiuti soldi urbani) è abolita e sostituita dal pagamento in base alla misurazione della quantità conferita. I sistemi basati sulla “misurazione puntuale” massimizzano la raccolta differenziata e coprono interamente i costi di servizio mediante congegni elettronici elaborati da aziende specializzate in materia, che provvedono anche alla riscossione (il tutto, ovviamente, previsto nei capitolati di appalto). Formula vincente consigliata anche dall’Unione Europea. I sistemi di misurazione devonoconsentire di identificare l’utenza che conferisce. E’ sufficiente un codice associato all’utenza e alla registrazione del peso, attraverso dispositivi elettronici, ecc. In tal modo, come d’incanto, scompare anche l’evasione totale o parziale. Il tutto analiticamente descritto nel decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22/05/2017 in vigore dal 6/6/2017, il quale prevede l’obbligo dei Regolamenti Comunali di adeguarsi al Decreto entro il 6/6/2019.
Le Leggi esistono: basta conoscerle ed interpretarle correttamente. Ma non risulta che il Comune di Ceppaloni abbia dato seguito a questo obbligo legislativo. Si tratta di una legge “rivoluzionaria”, vantaggiosa anche per il Comune. Ognuno paga in base al consumo effettivo(con il controllo elettronico del peso e del codice identificativo), ferme restanti le esenzioni e le riduzioni della tassa per i redditi più bassi, per i fabbricati rurali adibiti ad abitazione principale e salvaguardando il “principio” della tariffa agevolata per i consumi domestici. Ma il Comune di Ceppaloni è in grado di adeguarsi, in tempi rapidi, a questo preciso obbligo legislativo, avendo già accumulato, inutilmente, oltre un anno di ritardo? (il nuovo sistema doveva attuarsi entro giugno 2019).
“L’evento prodigioso” della “liquefazione del sangue di San Gennaro” a Napoli, si verifica, quasi sempre, tre volte all’anno (il mattino: 4/4/2020). Speriamo che, in questo caso, si verifichi, almeno, ogni cinque anni. E’ necessario ed indispensabile abbandonare le “oasi o isole ecologiche” le quali esistono solo nel “libro dei sogni o nelle fiabe per bambini” , ma NON nella realtà . Per non parlare dello stato “pietoso” in cui versano.
Solo con il ricorso al metodo della “tariffa corrispettiva” (già in vigore anche nella maggior parte degli Stati Europei), si può seriamente combattere l’evasione fiscale totale o parziale imperante. Il cittadino, non munito di “codice di identificazione”, non potrà più conferire i rifiuti e dovrà , giustamente, pagare in base al consumo effettivo. Il ritiro dei sacchetti e degli “ingombranti” avviene direttamentepresso la residenza dell’utente. C’è il superamento, come ho dimostrato, di una legge assurda, irragionevole che obbligava al pagamento in base ai metri quadri posseduti. Cosa c’entri l’immobile con il consumo di rifiuti è un altro “mistero dell’assurdità della legislazione italiana”.

