Beneficenza per pochi, tasse per tutti
L’11 maggio 2020 è stato convocato un Consiglio Comunale senza che la cittadinanza ne sia stata informata, se non attraverso la pubblicazione sull’Albo Pretorio, contro ogni divieto di assembramento e senza sfruttare il potere/dovere della legge di effettuare una videoconferenza. Modalità risultata, a detta del Presidente, difficile da attuare nonostante il Comune continui a pagare profumatamente la società “Soluzioni Halley s.r.l.” che avrebbe sicuramente potuto far fronte con il proprio supporto tecnico alle “difficoltà in campo tecnologico” in cui si sono imbattuti gli amministratori di maggioranza. Del resto riuscire a sfruttare dei programmi che consentissero una riunione in videoconferenza (utilizzata da tutti, di questi tempi) è risultato troppo difficile per degli amministratori che, solo in questo periodo, hanno finalmente scoperto gli strumenti social del Comune, magicamente apparsi dopo che loro stessi ne avevano negato l’esistenza ai tempi del regolamento per le trasmissioni e le registrazioni video dei consigli. Ovviamente questi strumenti conviene utilizzarli esclusivamente per fare pubblicità e proselitismo, ma assolutamente non per informare i cittadini sulle questioni da dibattere in un Consiglio Comunale. (Il video integrale della seduta lo trovate qui: https://youtu.be/YqqB8JKvbxw).
Questo impegno pare sempre più snobbato dall’Amministrazione, che non curante di norme statali o di Regolamenti comunali continua a gestire un po’ come se fosse il suo orto di casa: non solo le convocazioni avvengono esclusivamente nei casi strettamente necessari previsti dalla legge (infatti in tempi di emergenza sanitaria non si è tenuto alcun consiglio sulla questione) ma le convocazioni, nonostante i numerosi richiami, continuano ad essere fatte a discrezione del solo Presidente del Consiglio.
Lo stesso pare sempre più inadatto ad un ruolo cruciale che dovrebbe garantire l’imparzialità e che invece sta scadendo sempre più nel ridicolo: a una nota inviata nella stessa mattina della convocazione, in cui evidenziavamo le criticità di una riunione di persona in questo periodo delicato, lo stesso ci ha reso la sola “cortesia” di leggere la risposta (che ci è stata inviata solo due giorni dopo) senza concederci possibilità di replica.
Tornando alle questioni discusse, volendo riassumere, le questioni importanti hanno riguardato la richiesta di un’anticipazione di cassa per un importo di circa 313.000 euro per coprire debiti del Comune relativi all’energia elettrica (bollette ENEL degli anni 2018 e 2019) al servizio gestione rifiuti e al servizio postale.
A beneficio di tutti, ricordiamo che l’anticipazione di cassa è uno strumento a disposizione degli Enti Pubblici per far fronte a temporanee problematiche di cassa relative ai crediti di fornitori di beni e servizi, insomma uno strumento da utilizzare in casi eccezionali e al quale, invece, il nostro Comune ricorre sempre più spesso per coprire addirittura spese correnti.
La peculiarità di questo strumento è che l’importo anticipato dovrà essere restituito entro la fine dell’anno in corso. Proprio questo è uno dei problemi relativi al suo utilizzo: ad oggi non ci è dato sapere come il Sindaco e la sua amministrazione intendano restituire tali somme considerato che il periodo emergenziale che stiamo vivendo comporterà sicuramente una riduzione delle entrate comunali. Altre problematiche legate all’utilizzo di tale strumento che abbiamo fatto rilevare sono: il mancato rispetto della procedura prevista per la richiesta (la delibera di approvazione di questo strumento da parte del Consiglio doveva essere effettuata entro il 30 aprile), e, ultimo ma non meno importante, l’utilizzo improprio dello stesso (considerato che i debiti inseriti nella richiesta non sono gli stessi debiti che saranno pagati con le somme richieste, ma su questo saremo più chiari tra poco).
Perché riteniamo che l’utilizzo di questo strumento sia improprio? Perché, con l’ennesima invenzione contabile, i nostri amministratori stanno aggirando la norma che prevede l’utilizzo delle somme richieste con l’anticipazione non per pagare i debiti nei confronti del gestore dell’energia elettrica, ma per saldare i debiti che, nel frattempo, sono stati acquistati da una società che si occupa di recupero crediti. Quindi i soldi richiesti per pagare il gestore non saranno utilizzati a tale scopo, ma verranno usati per chiudere una transazione finanziaria con un soggetto diverso. L’approvazione di tale transazione è stata il secondo punto all’ordine del giorno (non a caso).
In parole povere tutta questa operazione serve esclusivamente a mettere l’ennesima toppa alla voragine del problema dei debiti del Comune di Ceppaloni che, da anni ormai, sta ingessando l’azione amministrativa al punto di non avere neanche più le risorse per coprire regolarmente i costi dei servizi essenziali (corrente, spazzatura, poste).
Ma ovviamente, i botti non erano ancora finiti.
Dopo la lunga discussione sui punti suddetti, è stata approvata una variazione di bilancio che sposta dei fondi dalla lotta al randagismo (altro serio problema del nostro Comune cui non è dato trovare una soluzione) a favore di interventi per soggetti e imprese in difficoltà .
Ovviamente non abbiamo nulla contro gli interventi ai soggetti che si trovano in difficoltà ma abbiamo comunque contestato l’operato in quanto, dato il momento, erano a disposizione altre fonti di finanziamento per queste operazioni e, quindi, non era necessario togliere delle risorse per un servizio importante in questo periodo più che mai.
Il gran finale ha poi riguardato l’approvazione dell’aumento dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF, che è passata dallo 0,60% allo 0,65%, avvicinandosi sempre più al suo massimo possibile (0,8%).
Dopo anni di mancato rispetto delle procedure per l’applicazione di questa nuova aliquota (che di fatto non veniva variata da tanti anni ormai perché il Comune non aveva mai comunicato la variazione al Ministero), l’Amministrazione decide di aumentare le tasse ai cittadini di Ceppaloni nel bel mezzo di una crisi economica di cui ancora si deve capire l’entità .
Ovviamente, abbiamo fatto notare l’assurdità di un’amministrazione che con una mano sposta soldi per creare degli strumenti di sussidio alle persone in difficoltà , avendo libero spazio di manovra e lasciando indietro molti soggetti (privati e imprese), e con l’altra mano colpisce tutti i cittadini aumentando di fatto l’imposizione fiscale.
Sul punto il Sindaco ha però ritenuto di voler continuare a fare la beneficenza come fatto finora.
Dando a pochi, scelti in maniere molto discutibile, e contemporaneamente colpendo tutti.
Forse questo atteggiamento ha un nome, ma al momento ci sfugge e pensiamo di avervi annoiato fin troppo…
P.S.: speriamo presto di riuscire a capire qualcosa in più relativamente alla gestione dell’emergenza e ai criteri utilizzati nel fare beneficenza, quando il Sindaco e la sua amministrazione ci degneranno di una risposta alle nostre interrogazioni, questioni alle quali Sindaco e amministratori di maggioranza hanno scelto di non rispondere in questa seduta del Consiglio Comunale.
Cittadinanza Attiva per Ceppaloni

