Dove sono state nascoste quelle bombe ecologiche?

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fiume sabatodi Nino Russo

“Spettro Gomorra per il Sannio: allarme ecomafie†Rifiuti tossici sversati in cave o cantieri edili. Gomorra? No, la provincia di Beneventoâ€. In nero titolo e sommario dell’articolo pubblicato su “Ottopagine†mercoledì scorso. Forse a Benevento e dintorni comincia a squarciarsi il pesante velo di omertà, reticenze e omissioni che hanno colpevolmente coperto e di fatto consentito l’interramento illecito di rifiuti tossici. Ci sono stati altri articoli su quotidiani e periodici locali e nazionali negli anni scorsi, tutti rimasti senza riscontro.

 

Anche iniziative giudiziarie come quella per ora ferma alla richiesta di rinvio a giudizio per disastro ambientale di 38 sindaci da parte del sostituto procuratore Antonio Clemente (inchiesta sull’inquinamento dei fiumi Calore, Sabato e Isclero). Ma i ritmi d’azione (il gip ha rimandato tutti a settembre) appaiono troppo lenti. Senza nascondere che l’assenza di altri “rappresentanti istituzionali†dall’inchiesta appaia alquanto misteriosa. Ci si chiede, infatti, se la Provincia di Benevento non abbia proprio niente da dire su questo disastro. Eppure le cronache del 2006 riferiscono di un ambizioso progetto sulla “riqualificazione ambientale dell’area del Calore†predisposto (immaginato?) dall’allora presidente Carmine Nardone in stretta collaborazione con l’Autorità di Bacino che prevedeva addirittura (o si immaginava?) la creazioni di “zone lacustri†per il benessere e lo svago dei beneventani. E i sindaci di Comuni come Ceppaloni, Chianche e altri lungo il territorio del Sabato e del Calore? Ed è mai possibile che soprattutto l’Autorità di Bacino†non abbia proprio niente da riferire? Eppure tra i compiti fondamentali della “Autorità†ci sarebbe l’uso della prescrizioni “contro l’inquinamento del suolo ed il versamento nel terreno di discariche di rifiuti civili ed industriali che comunque possano incidere sulle qualità dei corpi idrici superficiali e sotterranei e la riqualificazione di aree degradate e valorizzazione di aree caratterizzate da valore fisico-ambientaleâ€. E intanto tra omissioni, omertà e lentezze giudiziarie, la Provincia di Benevento si insedia sul podio (terzo posto) dietro Napoli e Salerno nell’indecente gara nazionale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti . “Trovati in tre corsi d’acqua del Sannio il batterio della salmonella e idrocarburi aromatici di natura cancerogenaâ€â€¦In molti punti di quei fiumi l'inquinamento supera 730 volte il limite, in altre anche 1.000 volteâ€. (2009) “La Provincia dispone il divieto di pesca assoluto nei fiumi del Sannio. Salmonella ed escherichia coli hanno superato il livello di guardia†(2011). Sono due notizie “esemplari†delle tante che sono  altre che risalgono che risalgono agli inizi del nuovo secolo. Quindi cade il primo, fondamentale alibi di chi ancora tenta d’aggrapparsi al classico “non sapevoâ€. E invece tutti sanno e tutti sapevano. Oggi e ieri. Ma nessuno ha mosso un dito. In particolare chi era obbligato per ruolo e responsabilità. Ritardi, reticenze e omissioni che uccidono. Letteralmente! Anche se nessuno sì è ancora azzardato a promuovere ricerche utili a produrre statistiche. Colpa anche questo delle ataviche reticenze. E omissioni. E omertà. Ricordo l’anno scorso. Agosto, mese della mia tradizionale “rimpatriataâ€, a Ceppaloni. Era un lunedì mattina. I soliti quindici minuti di macchina per arrivare a Benevento, nella palestra che frequento nei giorni in cui ritorno “a casaâ€. La trovo chiusa: c’è un avviso mortuario sulla serranda con il nome del defunto, Duilio. L’età: 34 anni. E una foto: il volto di un giovane a cui la vita sembrava promettere ancora tanto… Entro in un bar, m’informo. “E’ morto nel giro di due mesiâ€. Penso a un incidente. “Ma quale incidente. Oggi qui si muore di leucemia. E’ diventata comme fosse ‘a scarlattina. Pensate che il parroco durante ‘a predica ha gridato contro chi nun fa niente pe’ ferma’ sta la peste “che ammorba e uccide anche le vite più giovaniâ€. Proprio accussì ha dettoâ€. Ecco un altro dato, quello più tragico, col quale si tenta di non fare i conti. Spesso ci si rifugia nel silenzio anche davanti all’evidenza clamorosa rappresentata dalle morti che si succedono come fossero davvero dettate dai ritmi implacabile di un’epidemia. Ne ho discusso spesso animatamente, con i miei pochi amici d’infanzia che mi sono rimasti a Ceppaloni. A volte ci troviamo a raccontare di quelli che abbiamo perso e di chi sta lottando contro la malattia. E’ un elenco che comincia a diventare troppo lungo. C’è il giovane, famoso ed amato ex calciatore, Carmelo Imbriani, ma ci sono anche i vari Salvatore, Michele, Antonio, Duilio, Giuseppina, Carla, Paola, Francesco… gente anonima, ma anch’essa altrettanto amata e rimpianta da familiari e amici… Quel lunedì dello scorso anno il viaggio di ritorno da Benevento decisi di farlo sulla vecchia Statale per Avellino. Attraversata la ferrovia, mi fermai sul ponte del Sabato. Giù scorreva un liquido maleodorante color marrone fradicio che attraversa, avvelenandole, le valli dell’Irpinia e del Sannio. Guardai l’ansa che da piccoli chiamavamo “ ‘o pescone†per via di un lungo masso che sorgeva nel mezzo del fiume e mi sembrava di rivedere noi ragazzi che da quel masso ci tuffavamo e le donne che, tra i filari di pioppi lavavano e stendevano la biancheria. E i grandi, mio padre, gli zii i loro amici che pescavano pesci e anguille spingendosi fino alla “palata ‘e Rotolaâ€â€¦ Poi lo sguardo andò sulla campagna che dalla valle s’inerpica fino al colle di Ceppaloni. Tutto sembrava uguale a prima. Anche l’ambiente intorno sembrava quasi quello di tanti anni fa, anche se in quel lunedì di mezzo agosto non si udivano il vociare dei ragazzi e i canti delle lavandaie. Tutto uguale in un silenzio spettrale, salvo alcuni particolari: certi spazi apparivano “incongrui†con la zona circostanti. Vaste aree ripulite da piante e arbusti, in cui la terra, una volta dall’andamento irregolare, adesso appariva liscia, curata. Mi chiesi (e continuo a chiedermi, se quella “incongruità†ambientale sia notata anche da altri. Continuavo a spostare l’attenzione dal fiume diventato cloaca a quegli spazi che sembravano piste levigate, buone per farvi correre i cavalli. O chissà cos’altro. Questo sopra. Ma sotto? La soluzione sta tutta nella risposta a questa semplice, fondamentale domanda.

Fonte: Ottopagine 

Commenti   

 
0 #1 RE: Dove sono state nascoste quelle bombe ecologiche?NINO RUSSO IL VERO 2013-06-26 06:54
SALVE, Nino Nic Russo, volevo chiederti la cortesia di utilizzare un nome e cognome diverso da quello che potrebbe trarre in inganno le persone sulla mia persona.
Io mi chiamo Nino Russo e non intendo essere accostato al nich che utilizzi, quindi ti chiedo di utilizzare un nick che non lascia confusione nei lettori, in modo da essere chiari e rispettosi dei lettori dicendo sempre la verità anche e soprattutto su chi scrive.
Buona giornata.
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