“Patto territoriale, fallimento che si poteva e doveva evitareâ€

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ninorossiAltro consiglio convocato per lunedì e 4 febbraio. Questa volta la richiesta proviene dal gruppo di opposizione che porterà al centro del dibattito due tematiche: le condizioni attuali del Patto â€˜Territoriale Valle del sabato’ e la definizione dei rapporti sussistenti tra la struttura casa albergo  per anziani e il relativo gestore, il Comune di Ceppaloni Come si ricorderà la società consortile oggetto del primo punto previsto all'ordine del giorno, sarebbe un passo dallo scioglimento. L’unica ancora di salvataggio auspicata era il cambiamento dello Statuto che avrebbe consentito un ampliamento dei servizi.

 

 

Ad oggi non ci sono stati interventi ne in questa direzione, né in merito ad una sua definitiva cessazione. Nino Rossi, capogruppo della minoranza, cosi argomenta le istanze presentate dal suo gruppo: “Abbiamo convocato questo consiglio per conoscere la situazione attuale del Patto Territoriale che ufficialmente non ancora è fallito, ragion per cui vogliamo apprendere quali siano sulle sue sorti gli orientamenti della maggioranzaâ€. Il problema evidenziato da Rossi, è che “l’amministrazioneha considerato il Patto semplicemente come programmatore di attività industriali ma questo è un settore ampiamente in crisi, non ci sono che capannoni dismessi. E nessun passo avanti è stato fatto in favore di un recupero. Poteva essere ammessa la gestione di altri servizi, come la raccolta differenziata o il Castello, se fosse diventato Museo delle Streghe. Ma niente di tutto questo è passato al vagli dell’amministgrazione. La mancanza di a attuazione di iniziative di questo tipo è stata la ragione del fallimentoâ€. Dunque anche Rossi, così’ come aveva precedentemente auspicato Giacomo Fantasia, presidente del cda, propone il cambiamento dello statuto ma afferma “ciò potrebbe effettivamente costituire una possibilità di recupero ma non ci sono più i tempiâ€, quindi contesta anche “una mancata vigilanza da parte del Comune di Ceppaloni (ente capofila) sulla ricezione delle quote annualiâ€. E precisa:, “Pur avendo tratto dei benefici da questo progetto ci sono comuni che non hanno versato la quota, l’amministrazione poteva e doveva sollecitare questi pagamenti. Non ci si è mossi né da un punto di vista operativo né da un punto di vista giuridicoâ€. E attribuisce le responsabilità non solo all'attuale amministrazione ma anche a quella precedete,  perchè - precisa - non si è  fatto nulla per proseguire questa iniziativa e si è aspettato inerti il suo declinoâ€. Altra questione di cui si discuterà riguarda la 'casa albergo per anziani'. Rossi ne ricorda innanzitutto il concepimento iniziale: “Questa struttura fu avviata dall’amministrazione da me presieduta nel 96. Noi puntavamo ad una gestione in cui il comune avesse avuto parte integrante, doveva essere; una società mista. Ma successivamente sono state completamente ignorate le aspettative iniziali. La struttura - afferma il consigliere - è stata affidata ad un'azienda che mensilmente doveva versare un canone di 2mila e 500 euro al Comune ma la gestione è stata per un decennio quasi completamente gratuita. L’azienda è in debito di 170 mila euro di fitto - sostiene Rossi - e di una cifra che si aggira tra i 50 e 60 mila euro disposti inizialmente per l’acquisto di alcune attrezzature. Non si può più ignorare tutto questoâ€. E conclude: “Noi vogliamo massima chiarezza sul rapporto che sussiste tra struttura e gestione. È inconcepibile che laddove si potrebbero ricavare degli utili non si fa nulla. Si devono pretendere i costi di gestione perché questi soldi potrebbero essere investiti in altri servizi utili alla
cittadinanzaâ€.

Fonte: Ottopagine

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