Dal Partito Comunista d’Italia - 21 Gennaio 1921 – al P.D.

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benjaminNell’occasione del centenario della fondazione del Partito Comunista d’Italia, molti sono stati gli scritti dedicati a questa forza politica che ha segnato settanta anni della Storia d’Italia. In origine vi era il Partito Socialista Italiano con le sue varie correnti interne divise sul modo di porsi all’interno della società italiana: riformare gradualmente il sistema o attendere il tempo giusto per la rivoluzione? Difficoltà, incomprensioni acuite dalla presa del Palazzo d’inverno in Russia dove Lenin, col trionfo della rivoluzione d’ottobre, aveva preso il potere ed era diventato punto di riferimento di tutte le forze rivoluzionarie comuniste mondiali.

 

 

Dal 15 al 21 gennaio del 1921, teatro Goldoni di Livorno, si tenne il XVII congresso del Partito Socialista Italiano. Fu un congresso difficile dove si fronteggiavano due anime: quella riformista e quella massimalista che, vicino all’Internazionale Comunista, chiedeva, attenendosi ai 21 punti elaborati da Lenin, l’espulsione dal partito dell’ala piĂą moderata. Essendo stata bocciata la suddetta mozione, i comunisti “puri” (rappresentavano la sinistra minoritaria del P.S.I.) come essi si definivano, abbandonarono i lavori e si riunirono al Teatro S. Marco dove si tenne il primo congresso del Partito Comunista d’Italia con Amadeo Bordiga, che ne diventò segretario, Antonio Gramsci, Umberto Terracini, Nicola Bombacci1 ed altri. Antonio Gramsci, fu imprigionato, nonostante fosse deputato in carica, nel 1926 da Mussolini che ostacolò in ogni modo la sua liberazione per vietargli di pensare ed agire politicamente. Certe teste pensanti era meglio tenerle lontano dagli altri e Piero Gobetti, intellettuale liberale antifascista morto a 25 anni per le aggressioni subite dai picchiatori fascisti, era solito affermare che Gramsci aveva la testa di un rivoluzionario dove … il cervello ha soverchiato il corpo.

Successivamente divenne segretario Palmiro Togliatti …l’ultimo grande rappresentante della terza Internazionale, il principale architetto delle politiche post – belliche del Pci â€¦ che, dopo la liberazione del Sud Italia, dalla Russia sbarcò a Salerno e fu proprio con la “Svolta di Salerno” del 1944 che, mettendo da parte l’opposizione alla monarchia, fu deciso di costituire un fronte unitario antifascista con le altre forze politiche e di rinviare alla fine della guerra la questione istituzionale. Figura importante non solo del comunismo italiano, la via italiana al socialismo, ma della storia della repubblica italiana. Ma la scissione di Livorno non fu soltanto un evento prettamente maschile, perchĂ© vi furono donne che aderirono e organizzarono il partito apportando un grosso contributo come Tersa Noce, Rita Montagnana, Camilla Ravera, Ortensia De Meo, Caterina Picolato e tane altre che subirono il carcere fascista e parteciparono , poi, alla Resistenza contro le forze nazifascista.

Inizia, con gli anni post - bellici, una marcia lunga e molto sofferta del PCI, che lo porterĂ  a riconoscere gli errori e orrori del comunismo sovietico da cui inizierĂ  a prendere le distanze. Fu un processo lento che passò attraverso momenti cruciali, ma, fino al 1968, nĂ© le rivelazioni di Nikita Krusciov sui crimini stalinisti, nĂ© l’invasione dell’Ungheria,1956, dove fu riportato l’ordine con i carri armati, incrinò la fede della classe operaia e dei suoi rappresentanti nel sol dell’avvenire e nel ruolo guida della Russia sovietica. Se molti “compagni”, rispetto ai fatti d’Ungheria, come Antonio Giolitti, abbandonarono il partito per confluire nel P.S.I., diversa fu la reazione nei confronti dell’invasione della Cecoslovacchia del 1968: il Pci condannò l’intervento militare, che pose fine alla “Primavera di Praga”, con il segretario Luigi Longo e il suo vice Enrico Berlinguer ; e questa fu la prima decisa e vera condanna nei confronti dell’U.R.R.S. La figura del segretario Enrico Berlinguer, stroncato da un ictus, 1984, in un comizio che stava tenendo a Padova, dominò la scena nazionale, col porre sul tappeto la questione morale, e internazionale quando affermò che era un bene per l’Italia essere protetta dall’ ombrello della NATO. 

Molti saranno i momenti di grande frizione col partito fratello sovietico, ma intanto la situazione politica in Russia e nei Paesi dell’Est europeo diventava sempre più difficile e trovò il suo punto più alto nel “Crollo del Muro di Berlino” del 1989 che travolse l’intero sistema sovietico che mostrò per intero la sua fragilità: un gigante dai piedi di argilla. Due anni dopo, il Natale del 1991, sarà ammainata la bandiera rossa dal Cremlino. Il sogno comunista di una società giusta ed eguale era miseramente fallito.

Questi avvenimenti sconvolgenti portarono il Pci a prendere in esame l’ipotesi di un cambiamento al suo interno. E rispetto ad una societĂ  che aveva subito una grande trasformazione, il segretario Achille Occhetto indisse un congresso straordinario che porterĂ  alla Svolta della Bolognina. In veritĂ  non era la prima volta che il P.C.I. discuteva di cambiare il suo nome: 1985 quando Giorgio Napolitano, ex Presidente della Repubblica, affermò che era contrario al nome P.D. perchĂ© …  era troppo generico e non significa nulla

Il costituirsi di una nuova forza politica venne approvata, comunque, da circa il 60% dei delegati e, nel contempo, fu stabilito di indire un congresso straordinario, XX congresso del 1991, dove il nuovo soggetto politico, P.D.S. prese vita e di cui Achille Occhetto ne divenne, poi, il segretario.

Nel 1994, la gioiosa macchina da guerra della sinistra perse le elezioni contro una coalizione formata da Berlusconi con Lega Nord e Alleanza Nazionale, il che comporterà un susseguirsi di trasformazioni: Massimo D’Alema Presidente del Consiglio e Segretario del partito nel 1998 cambiò la denominazione del partito in D.S., Democratici di Sinistra, con l’eliminazione del simbolo del PCI. L’ultimo cambio avverrà nel 2007 con la nascita del P.D., Partito Democratico, segretario Walter Veltroni, che rappresentò la conclusione di un processo unitario che vide insieme i principali soggetti politici: P. D. e Margherita, di cui facevano parte molti democristiani.

Tutto il resto è storia dei nostri giorni: Bersani, Letta, Renzi, Zingaretti con una visione del partito, della politica, della società di difficile comprensione. E la crisi a cui stiamo assistendo in questi giorni rappresenta l’epilogo di circa un trentennio dove la sinistra, allontanandosi dai reali problemi della società e, “catturata” dalla chimera del potere, ha dimenticato che le vere lotte sono quelle che si portano avanti per colmare le diseguaglianze e non per accentuarle, e per una società giusta. Principi ideali che caratterizzarono i padri fondatori del Partito Comunista d’Italia del 1921.

Beniamino Iasiello 

1 Strano destino quello di Nicola Bombacci, il cui corpo sarĂ  esposto a Piazzale Loreto insieme con quello di Mussolini con cui aveva condiviso l’esperienza della Repubblica di Salò, Entrambi prima fucilati a Dongo dove erano stati catturati. “Il Comunista in Camicia Nera” è un bel libro che Arrigo Petacco ha dedicato alla vita di Nicola Bombacci.

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