I giorni… del Covid

Sono giorni che credevi relegati, per sempre, nella storia e nei suoi romanzi
Sono giorni della paura, una paura cosmica che avvolge tutto e tutti
Sono giorni della sofferenza e della morte che sovrasta l’uomo
Sono giorni di solitudine e di vuoto interiore
Sono giorni in cui l’IO prevale sul NOI
Sono giorni in cui povertà e diseguaglianze aumentano
Sono giorni in cui la politica, inetta, genera incertezze e angoscia
Sono giorni in cui, ancora di più, ti rendi conto di come la natura sia stata snaturata
Sono giorni in cui lo Stato d’Eccezione limita i diritti individuali
Sono giorni della disillusione, dell’utopia capovolta in distopia.
Per tutto questo, gli anni post – pandemici, il mondo che verrà , per chi ci sarà , dovrebbe essere, come canta il Blasco nazionale, quello dove …
Non si può fare quello che si vuole
Non si può spingere
Solo l’acceleratore
Guarda un po’
ci si deve accontentare
Qui si può solo perdere
e alla fine non si perde neanche più …
perché tutto sarà sommerso da una grande ondata, da questo virus che … azzera i nostri destini e riscrive la nostra storia … non ci sono più destini individuali, ma una storia comune costituita dalla peste e sentimenti condivisi da tutti (da “La Peste†di Albert Camus).
Pessimismo? Forse.
La speranza è progettualità … è audace, sa guardare oltre le piccole sicurezze e compensazioni che restringono l’orizzonte per aprirsi a grandi ideali che rendono la vita più bella e dignitosa (Lettera Enciclica: “Fratelli Tutti†di Papa Francesco)
È visione di un futuro che accende gli animi e scalda i cuori, ma i politici, intrappolati nell’hic et nunc, nella politique politicienne, che inorgoglisce il loro ego smisurato, non si accorgono di frantumare i sogni delle nuove generazioni e mortificare le vecchie perché fuori dal sistema produttivo e quindi “avanzi†da buttare via! E’ la cultura dello scarto che trionfa sul cammino della speranza che include tutti: vecchi e giovani che insieme rappresentano l’architettura di ogni società .
Beniamino Iasiello

