Ieri e Oggi
Per avere la conferma di alcune notizie relative all’agricoltura, industria e commercio del periodo post – bellico nel nostro Comune, qualche tempo fa, mi recai all’emeroteca di Benevento per consultare vecchie annate del giornale “Il Mattinoâ€, di cui, però, sono conservate quelle a partire dal 1960, per le precedenti è necessario rivolgersi all’emeroteca di Napoli.
Non ho trovato le notizie che cercavo, ma in compenso, nel consultare qualche giornale locale, come “Il Secolo Nuovo†del 1948 (solo alcune copie conservate dal 1948 al 1958) ho trovato alcune storie interessanti da cui emerge quello che era lo “Spirito del Tempoâ€.
Il 1948 ha rappresentato una data importante per la storia d’Italia perché il 18 Aprile si tenne la prima elezione politica del dopoguerra dove si confrontarono la Democrazia Cristiana ed il “Fronte Popolare†costituito dal P.C.I. e dal P.S.I., soprattutto, oltre al P.R.I. – P.S.D.I. P.L.I: e formazioni minori.
Fu una consultazione fondamentale per la successiva evoluzione della società italiana perché i cittadini venivano chiamato a scegliere, in fondo, se continuare a far parte del blocco occidentale (D.C.) o, con la vittoria del “Fronteâ€, entrare nell’orbita sovietica: fu una campagna elettorale dura, spigolosa, violenta: la sinistra, con Togliatti e Nenni, riteneva di poter vincere le elezioni, mentre la D.C., con Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio, si oppose in maniera decisa per sbarrare il passo al “vento del Nordâ€. La Chiesa scese in campo con tutto il suo apparato, a fianco della D.C., con frati, suore, preti: tutto il mondo cattolico si schierò contro il pericolo del comunismo dilagante. E’ in questo clima infuocato del dopoguerra che si verificò l’episodio che vide protagonisti due promessi sposi e la curia arcivescovile di Benevento.
L’articolo, che riporto così come l’ho trovato, faceva parte di uno spazio del “Secolo Nuovo†intitolato “Controveleno†e firmato da Bellfagor:
Vi prego amici lettori di meditare sull’episodio che qui di seguito vi narrerò e che si è verificato in questi ultimi giorni ad opera della Curia Arcivescovile di questa città . Gilda Forgione e Vincenzo De Vita sono due giovani iscritti al PCI. Trascorso il periodo di fidanzamento e stabilita la data del matrimonio, i due giovani si sono presentati dal parroco della parrocchia per iniziare le pratiche necessarie.
Procedura, regolamenti, pubblicazioni rituali, mentre facevano i preparativi per la cerimonia nuziale e quella religiosa. Mancava un solo documento e i due promessi sposi non ebbero esitazioni a sollecitarne il rilascio rivolgendosi direttamente alla segreteria della curia arcivescovile di Benevento.
È proprio qui che scoppia la grana che dovrà , come vedrete, farci ricordare di Don Alessandro Manzoni, e del vecchio “latinorum†di cui i preti continuano sempre a servirsi nei loro contatti per la “beatificazione del prossimo cristiano sprovvedutoâ€. Il Manzoni, riferendosi a don Abbondio annotava: non aveva gran fatto pensato agli obblighi ed ai nobili fini del ministero al quale si dedicava. Il sacerdote incaricato in Curia chiese per la prima cosa ai due sposi a quale partito appartenessero. E i due interpellati risposero chiaro e tondo di essere comunisti. Per fortuna questa volta non c’era nessun don Rodrigo e il don Abbondio di turno anziché elencare le condizioni per un buon matrimonio chiese ai due giovani soltanto la consegna della tessera del P.C.I. per il rilascio del documento.
Come, per il rilascio di un documento, per la celebrazione di un rito religioso?
E che c’entra?
Proteste di Gilda e Vincenzo e promessa certa e impegno sottoscritto di battezzare ed educare i figli nella fede cattolica. I due giovani sono due bravissimi giovani ed al di fuori della loro ferma convinzione politica sono rimasti fedeli alla religione di Cristo ed alle tradizioni cattoliche.
Però!
Questo matrimonio non s’ha da fare se gli sposi non rinnegano le loro convinzioni politiche. Difatti recatisi per porre a punto ogni cosa per la celebrazione del rito religioso presso la parrocchia di S. Sofia i due giovani s’accorsero che sul documento era scritto in latino(!) che la cerimonia doveva avvenire in sacrestia ed a porte chiuse. Immaginatevi, amici lettori, il dolore e lo sdegno di una madre che deve vedere trattata la propria figliuola come una pervertita qualsiasi!
Si recò la poverina dal parroco a pregarlo di modificare la ingiusta determinazione, ma invano. Il matrimonio poteva avvenire solo in sagrestia. Allora la vecchia madre che aveva cara la figlia quanto le sue radicate convinzioni religiose, insorse, tutti i familiari, cattolici professanti insorsero. Conclusione: pur di non subire un umiliante affronto i giovani, sulla decisione comune dei genitori, si sono sposati col solo rito civile.
Considerazioni? le faranno i lettori.
Belfagor conclude annotando che ora si scoprono meglio le cause delle sempre più frequenti rotture dei rapporti tra famiglie italiane con la chiesa cattolica e le ragioni del disprezzo che è diffuso in larghi strati dell’opinione pubblica verso quei sacerdoti che continuano a mischiare il sacro col profano.
L’unica considerazione che, oggi, mi sento di fare:
sono passati appena 70 anni e il Comunismo, una meteora della Storia che ha provocato immani danni, è scomparso, mentre la Chiesa ha avuto in “dono†una persona come Papa Bergoglio il quale, con umiltà , che non è debolezza bensì la cifra di un pontificato che resterà nella storia per la capacità che ha di confrontarsi col nostro tempo alla luce del Vangelo e per il coraggio e la semplicità con cui smonta secolari dottrine:
il sesso è un dono di Dio, serve l’educazione a scuola … è peccato rubare, uccidere, non pagare le tasse … ho paura di chi va in chiesa la domenica e poi paga in nero … ha affermato sull’aereo che lo riportava in Italia da Panama.
Beniamino Iasiello

