… non avrete il mio odio
Gli ultimi avvenimenti hanno mostrato quanto le grandi città siano permeabili alle azioni violente di terroristi che considerano la vita umana meno di niente. Purtroppo si interviene sempre con ritardo e quando … les jeux sont faits. Situazioni estremamente esplosive, difficili da capire perché si giocano su uno scacchiere geopolitico internazionale non sempre facilmente comprensibile. Se le forze speciali conoscevano i “covi” dei terroristi a Saint – Denis e a Molenbeek perché non sono intervenuti prima? L’intelligence conosceva i loro movimenti, sapeva che in quel quartiere vi erano cellule islamiche pronte a preparare un nuovo 11 Settembre in Europa? E’ vero che erano state fatte filtrare notizie di attentati in quei giorni e che non sono state tenute in grande considerazione?
Tanti interrogativi, poche risposte e non chiare. Ciò che resta, purtroppo, sono le centinaia di giovani vittime che, uscite per passare una serata con gli amici o per ascoltare nel locale Batlacan il complesso rock degli “Eagles of Death Metal”, non sono più ritornati alle loro case.
L’ISIS potrebbe essere facilmente sconfitto se l’America ed altri (senza la Russia diventa difficile qualsiasi tentativo) inviassero sul “campo”, oltre gli aerei che bombardano, anche truppe di terra. Però pare che nessuno sia disposto ad impegnarsi in una operazione di questo tipo (una guerra, in effetti)e le trattative in corso, al di là delle parole, prenderanno ancora molto tempo per organizzare una grande coalizione militare e politica che abbia come punto di riferimento l’America e la Russia. Nonostante il Consiglio di sicurezza dell’ONU abbia votato una risoluzione anti – Isis, vi sono ancora molte difficoltà da superare. Probabilmente L’Occidente è confuso, non sa più come orientarsi e come affrontare la nuova geopolitica che si è delineata anche dopo le cosiddette “primavere arabe”, ma soprattutto non sa che fare nei confronti della Siria e di Bashar al Assad. L’Europa si sta scardinando e c’è chi afferma che la Gran Bretagna ha avuto ragione nel non essere entrata né in Schengen (libera circolazione) né nell’unione monetaria. Ogni vittima aveva una sua storia, ma, soprattutto aveva un mondo davanti nel quale realizzare il proprio progetto di vita, spezzato, invece, da una follia il cui unico disegno è propagare paura e distruzione.
Tanti giovani, tante storie, tanto amore sconvolto da un sentimento di odio irrazionale. Tanti giovani come la nostra Valeria Solenin, un viso bello e solare, che ha portato con sé tutti i sui sogni, o come i cugini Pierre Innocenti e Stefano Albertini, il loro ristorante “chez Livio” è un’istituzione di Parigi. O come Antoine Leiris che nella “macelleria” del Bataclan ha perso la moglie, Hélèn Muyal. La lettera di Antoine, postata su Facebook, è l’esternazione di una lucida razionalità , di un amore immenso e di una fede nel futuro nel quale credere per sé, per il figlio e per tutti quelli impegnati a costruire una società fondata sulla tolleranza e il rispetto reciproco tra genti diverse. Riporto, integralmente, il testo :
Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio saperlo, siete delle anime morte. Se il Dio in nome del quale uccidete ciecamente ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola sul corpo della mia donna sarà allora una ferita nel suo cuore. E io allora non vi farò il dono di odiarvi. Certo lo meritereste ma rispondere all’odio con la collera sarebbe cedere alla stesa ignoranza che vi ha resi ciò che siete. Voi volete che io abbia paura, che guardi i miei concittadini con sospetto, che sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. Perso, non ce la farete. L’ho vista stamattina. Finalmente dopo giorni e notti d’attesa. Ed era così bella come quando è uscita venerdì sera, bella come mi ha fatto follemente innamorare di lei dodici anni fa. E’ sicuro sono devastato dal dolore, questa piccola vittoria ve la concedo, ma sappiate che sarà di breve durata. Io so che lei ci accompagnerà ogni giorno e che la ritroveremo nel Paradiso delle anime belle nel quale voi invece non avrete mai accesso. Noi Siamo solo due, io e mio figlio, ma siamo più forti di tutti le armi del mondo. Non ho più tempo da dedicarvi ora, devo andare da Melvil che si sta per svegliare dal suo riposo. Ha solo 17 mesi e come ogni giorno mangerà la sua merenda e poi andremo a giocare come sempre e per tutta la sua vita questo bambino vi farà l’affronto di essere felice e libero. Perché no, non avrete nemmeno il suo, di odio.
Parole sofferte che entrano nelle coscienze di tutti, con la speranza che l’oblio non porti con sé questa ennesima tragedia così come lo è stato per le altre che l’hanno preceduta. L’animo umano tende a dimenticare piuttosto che a ricordare. Le città e gli uomini, ha detto qualcuno, non hanno memoria, per cui, dopo la rappresentazione mediatica di queste ultime settimane e l’esaltazione dei buoni sentimenti, è necessario intervenire con forza per annientare il fanatismo terroristico
Beniamino Iasiello

