Amarcord
E’ con l’animo colmo di malinconia che scrivo queste poche righe per la morte dell’amico Pinuccio, l’ingegnere Giuseppe Di Donato. Ci conoscevamo da sempre: ricordo gli anni sessanta quando esplose la “ Celentanomia e Pino, fans di Adriano Celentano, portava i famosi pantaloni bicolori scampanati (a zampa d’elefante); a pensarci bene, fu il primo atto di ribellione giovanile nel nostro paese e, assicuro, non era facile in quei tempi.
Ricordo i pomeriggi e le sere in cui si andava da lui per scambiare i fumetti come “ Capitan Miki, Il Grande Blek, il Monello, l’Intrepido, Tex Willer, Topolino. Aveva tantissimi “ giornaletti” che metteva sempre a disposizione degli amici.
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“ Timbergek, un fumetto del 1959, costava venti lire e aspettavo con trepidazione la pubblicazione settimanale che scambiavo puntualmente per un grande Blek o Capitan Miki( come dimenticare personaggi come “Salasso e Doppio Rhum!)
Poi si cresce, si va all’Università , e la stanza dove io dormivo si trovava di fronte a quella dove egli studiava, per cui vedevo sempre la luce spegnersi alle prime luci dell’alba.
Credo di poter affermare che Pinuccio era “ innamorato” del suo paese: si interessò con grande competenza di problemi storiografici relativi alla sua comunità che diventavano oggetto di discussione e di confronto; mostrava profonda conoscenza della storia del Settecento e dell’Ottocento insieme con una forte memoria che gli permetteva di tenere presente anche tanti dettagli che erano importanti per meglio argomentare le sue tesi.
Quale Presidente della “Pro Loco” cercò di riscoprire le nostre tradizioni e, certamente, si deve a lui se la “ Mascherata”, una manifestazione che continua ancora e si tiene durante il periodo di carnevale, diventò il momento portante dell’intera manifestazione.
Uomo e professionista tollerante ed umile: segni di distinzione di chi non ha bisogno di essere a tutti i costi in prima linea, perché si può essere protagonista ed incidere nella realtà del proprio territorio pur restando, apparentemente, ai margini, in virtù di un riconoscimento che sono gli altri ad attribuirti.
Che tu possa riposare negli spazi eterni ed infiniti che accoglie i buoni di cuore e che hanno vissuto una vita esemplare e in coerenza con i propri principi e quelli della comunitĂ .
Beniamino Iasiello


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