Storie del tempo che fu
Tempi difficili per l’economia italiana , tempi di sangue e sudore. La manovra economica per l’anno prossimo prevede ulteriori sacrifici e maggiore impoverimento delle famiglie italiane. E , nel futuro, un federalismo fiscale che potrebbe ancor di più aggravare l’economia del Sud. Tempi duri, tempi di tagli, di mancati trasferimenti di danaro agli enti locali che finiranno col trovarsi più fortemente in difficoltà . Ci dicono che è necessario risanare la finanza pubblica, ma essendo un leitmotiv che cantano da decenni, diciamo la verità , i nostri politici sono diventati non più credibili, basta ricordare, ultimamente, come si sono comportati rispetto all’abolizione delle Province o come si sono rivoltati al solo cenno che potessero essere intaccati i loro benefici!
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Il regista Nanni Moretti, rivolgendosi al “ popolo della sinistra”, in occasione della festa del primo Maggio di qualche anno fa, gridò sconsolato : con questi uomini non vinceremo mai e, parafrasando, ritengo di poter affermare che con questa classe politica nessun risanamento sarà mai possibile. Mentre , tra me, facevo queste considerazioni, mi sono ricordato di aver letto , tempo fa, alcune storie riguardanti il nostro paese che mi avevano colpito per il modo deciso e immediato con cui i nostri amministratori cercarono di porre rimedio alla disastrata economia del nostro paese. Siamo alla fine degli anni quaranta del Novecento e l’Amministrazione comunale era guidata dal Sindaco, Geom. Costanzo Barone, dagli assessori: Valerio Catalano, Cavuoto Rinaldo, Lizza Italico(effettivi) , Bosco Giuseppe e Di Donato Giuseppe(supplenti) e dai i consiglieri Iasiello Francesco fu Antonio, Parente Angelantonio, Iasiello Francesco di Giuseppe, Catalano Pietro, Porcaro Carmine, Simeone Fortunato,Polcari Egidio, Parente Osvaldo, Zerella Modestino, Vetta Attilio, Catalano Ettore, Rossi Nicola, Polcari Ciriaco, Lizza Italico. Il 19 Dicembre del 1948, alle ore 10.00,si riunì il Consiglio Comunale per discutere di un argomento abbastanza importante relativo al problema occupazionale di parecchi lavoratori comunali, nonostante ciò, solo undici consiglieri su venti parteciparono ai lavori del Consiglio. L’atto n. 28 dell’odg così recitava: Revisione della pianta organica del personale amministrativo salariato avventizio e sanitario del Comune di Ceppaloni ai fini dell’assestamento sanitario dell’Ente. Il Sindaco, Costanzo Barone, espose la grave situazione di deficit in cui versava il Comune e ritenendo che solo provvedimenti radicali avrebbero potuto risanare l’economia locale , ritenne fondamentale rivedere … la posizione dei singoli servizi amministrativi e del relativo personale ritenuto non necessario.. La prima operazione, da parte del Sindaco, fu quella di elencare i posti in organico: un segretario, un applicato, un messo inserviente, una guardia municipale, quelli sanitari del posto di un medico condotto, due levatrici condotte ed un veterinario consorziale. Tutti gli altri servizi e cioè quelli della manutenzione stradali comunali, bidella della scuola, custode del cimitero, manutenzione pubblico orologio fontane e nettezza urbana sono gestiti da personale avventizio con mensili fissi che importano al Comune un aggravio complessivo annuo di lire 1.464.804.00 oltre i contributi. Il Sindaco propone la soppressione della seconda condotta ostetrica( che serviva S. Giovanni e Beltiglio). I posti da sopprimere erano quelli di bidella, di fontaniere e manutenzione dell’orologio pubblico che comportavano una economia di lire 319.414 oltre i contributi … a questi servizi si può provveder con il messo, la guardia municipale e personale a compenso annuo un tantum; che vengono modificati col sistema dell’appalto i servizi di manutenzione stradale,, spazzamento pubblico,, custodia e manutenzione del cimitero comunale, con una economia prevedibile, e migliore rendimento del 50% sull’attuale spesa che ammonta a lire1.145.430, oltre i contributi assicurativi. Dopo breve discussione tra il consigliere Angelantonio Parente che si associò alla proposta del Sindaco( ma è fondamentale costituire una commissione comunale che precisi le modalità e i compiti per il funzionamento dei servizi assolutamente necessari) e Francesco Iasiello che si dichiara contrario alla proposta sindacale, Il sindaco propone che il consiglio voti, col sistema della scheda segreta, su ogni singolo posto da sopprimere .Nominati gli scrutatori, si passò alla prima votazione che riguardava la soppressione del posto di bidella comunale il cui servizio sarà sistemato appositamente con criterio più confacente all’economia locale. Su undici consiglieri presenti, dieci votarono per la soppressione del posto e uno per il mantenimento. Si passò poi alla seconda votazione con la quale fu soppresso il posto di fontaniere e manutenzione dei pubblici orologi il cui servizio sarà gestito in appalto: nove a favore della soppressione e due per il mantenimento . La soppressione del posto di custode e manutenzione del cimitero fu eliminato con voti otto a favore e tre contrari; per cantonieri stradali ci saranno nove voti per la soppressione e due per il mantenimento , infine fu sottoposto a votazione la soppressione del posto di spazzino comunale che fu eliminato con voti otto contro tre. Tali incarichi, continuò il Sindaco, con deliberazioni motivate, dovranno essere assegnati al messo o alla guardia oppure ad incaricato con compenso annuo una tantum . Effettuate tutte le votazioni necessarie, si stabilì,poi, la data da cui partiva il licenziamento : immediatamente, sotto la data di approvazione del presente verbale, il posto di bidella, di fontaniere e manutenzione degli orologi pubblici, mentre il personale addetto alla custodia e manutenzione del cimitero, nettezza urbana e manutenzione stradale dovrà cessare dall’incarico entro il 31 Marzo 1949, epoca entro la quale tali servizi dovranno sistemarsi con appalti i cui capitolati speciali verranno proposti da una commissione comunale così formata: Catalano Pietro, Porcaro Carmine, Parente Angelantonio, Lizza Italico, Di Donato Giuseppe, Bosco Giuseppe, assistiti dal segretario del Comune. Subito dopo, viene discussa la soppressione della seconda condotta ostetrica che riguarda le frazioni di S. Giovanni e Beltiglio che comporta una spesa annua di lire244.776 oltre i vari contributi. Il consigliere Catalano Pietro si oppose alla soppressione perché riteneva insufficiente una sola ostetrica per un territorio così vasto ma anche perché le frazioni sono lontane dal centro di Ceppaloni. Si passò subito alla votazione che soppresse con otto voti contro tre la seconda condotta ostetrica. Ciò che risalta subito, nella seduta del consiglio di cui ho raccontato, è l’assenza di nove consiglieri su venti che ritennero di disertare la seduta nonostante all’odg vi fossero problemi di così grande rilevanza, ma bene fecero i consiglieri presenti a deliberare su di una materia così scottante, perché nei momenti di grande difficoltà deve pur esserci qualcuno che si assuma la responsabilità di operare scelte impopolari, e bisogna ricordare che votarono a favore anche alcuni consiglieri delle frazioni, nonostante qualche provvedimento risultasse fortemente limitativo soprattutto per S. Giovanni e Beltiglio.E’ necessario riconoscere la serietà degli amministratori che cercarono di affrontare e risolvere la questione fondamentale che teneva il nostro paese continuamente a rischio di collasso economico, ma, soprattutto non ebbero paura di intraprendere una strada piena di insidie e di difficoltà anche dal punto di vista politico. Non tutti avrebbero iniziato un’opera di risanamento sapendo a quali sacrifici avrebbero costretti una comunità che aveva vissuto la grande miseria morale e materiale di una guerra.  Ma, dignità e responsabilità , che, oggi ,sono una “merce” molto rara ,imposero una scelta che veniva fatta nell’interesse del paese non” hic et nunc”, ma per il futuro.
Beniamino Iasiello

