Le bollette di Gas, Luce ed Alto Calore sono incomprensibili

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bollettedi Carmine Tranfa

Alzi al mano il lettore che riesce a “decifrare” e a capire le bollette dell’ENI, dell’ENEL, dell’ALTO CALORE e di altri grandi fornitori di energia (luce, gas e acqua). Ormai ci siamo rassegnati!

In automatico procediamo all’esborso delle “bollette” per NON incorrere in diffide legali per insolvenza. In tal caso i colossi energetici o i grandi distributori di acqua, avvertono: “allo scadere del termine avvieremo le iniziative che potranno condurre alla sospensione della fornitura e alle azioni di recupero del credito. Le maggiori spese previste saranno a suo esclusivo carico”. Tutto ciò è consentito in quanto, ai sensi dell’articolo 1559 codice civile, è stato sottoscritto tra le parti, un contratto di somministrazione.

 

L’art. 1559 recita: “la somministrazione è il contratto con il quale una parte si obbliga, verso il corrispettivo di un prezzo, ad eseguire, a favore dell’altra, prestazioni periodiche e continuative”. Trattandosi di un contratto di fornitura, a prestazioni corrispettive, in caso di inadempimento del pagamento da parte dell’utente, è legittima la sospensione dell’erogazione del servizio. Tuttavia emergono dei problemi poichĂ© stiamo parlando di beni essenziali ed esistenziali ai quali va dedicata particolare attenzione e comprensione. 

E’ in questo settore che dovrebbero intervenire i nostri Governanti, allo scopo di “alleviare” i patemi d’animo mensili o bimestrali dei contribuenti, obbligando le S.p.A. del ramo ad inviare bollette chiare, leggibili e comprensibili da tutti. Nelle bollette si nascondono tasse e balzelli vari che l’utente spesso ignora. I costi fissi vengono pagati in eguale misura dal ricco e dal povero (fonte: il giornale del 19/9/2020 a firma di Michele di Lollo).

MA NON SOLO!

Il gas e la luce, nell’anno di grazia 2020, sono considerati (come l’acqua) beni indispensabili. Anche se il nostro Ordinamento Giuridico non la qualifica come diritto, l’acqua è oggetto di una Risoluzione ONU del 28/07/2020, la quale ha dichiarato, per la prima volta nella storia, il diritto ad usufruire dell’acqua come “un diritto umano universale e fondamentale”.

L’accesso all’acqua potabile ed ai servizi sanitari viene, ormai, annoverato tra i diritti umaniuguali per tutti, senza discriminazioni. Ogni essere umano ha diritto ad usufruire di una quantitĂ  di acqua potabile per migliorare la qualitĂ  della vita e della saluteLa sospensione del servizio idrico per morositĂ  è prevista anche per il mancato pagamento di bollette dell’acqua. La Costituzione della Repubblica italiana, all’art. 3, recita: “tutti i cittadini hanno pari dignitĂ  sociale e sono uguali davanti alla Legge. E’ compito della Repubblicarimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertĂ  e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. L’art. 32 comma 1 è ancora piĂą chiaro: “lo Statodeve garantire i servizi essenziali che tutelano la salute e dignitĂ  della persona”. Eppure basterebbe un decreto legge di poche righe per affermare: “tutte le societĂ  erogatrici di servizi essenziali quale acqua, luce e gas, non possono, in costanza di contratto, procedere alla sospensione della fornitura, in presenza di morositĂ , nĂ© hanno il potere di disdire il contratto per questo motivo”. La norma deve fare riferimento agli utenti (privati cittadini) che abitano gli immobili oggetto della fornitura e in quel luogo hanno la residenza anagrafica (dimora abituale). Vengono esclusi i titolari di partite IVA (i quali, nella dichiarazione dei redditi, detraggono il relativo costo limitatamente ai beni strumentali ossia agli immobili utilizzati per svolgere l’attivitĂ ). 

Ovviamente le societĂ  hanno la facoltĂ  di porre in essere tutte le azioni, consentite dall’Ordinamento Giuridico, per il recupero del credito. D’altra parte ciò giĂ  avviene per i pignoramenti presso terzi (INPS). Esiste giĂ  un minimo impignorabile della pensione. La legge garantisce un “minimo vitale” ad ogni persona. Ad oggi, il “minimo vitale” cioè il minimo per poter vivere è calcolato intorno ai 680 euro mensili. Così, ad esempio, una pensione di mille euro, può essere pignorata solo per un quinto (20%) di 1.000 sottratto il minimo vitale cioè 680 euro. Per cui si ha: € 1.000 meno € 680 è uguale ad euro 320; il 20% (un quinto) di € 320 è uguale a euro 64 (sessantaquattro). Di conseguenza il pignoramento di una pensione di mille euro NON può essere superiore a 64 euro al mese. Inoltre la pensione sociale, di invaliditĂ  e l’assegno di accompagnamento sono impignorabili per “definizione” e quindi indipendentemente dall’importo percepito. 

Tutto ciò è previsto dall’art. 545 del codice di procedura civile, novellato (rimodulato ed aggiornato) dal decreto legge n. 83/2015. Il concetto di “minimo vitale” può estendersi anche ad acqua, luce e gas, che sono ritenuti, anche dalla Costituzione, elementi indispensabili per la “dignità” della persona umana nonchĂ© per la salute e la cura del corpo, relativamente e solo in riferimento alla “sospensione” dell’erogazione del servizio. Esemplare ed encomiabile, a questo proposito, il comportamento del Cardinale Konrad Kraiyewski, elemosiniere di Papa Francesco il quale, il 12/05/2019, a Roma, si è calato nella centralina elettrica ed ha staccato i sigilli del contatoreper riportare la luceCommovente la reazione delle 450 persone, residenti nell’ex sede INPDAP di Roma (di cui circa 100 minorenni e molti malati) i quali hanno urlato “senza luce non si vive”. La Polizia allertata dall’Ente Gestore, resosi conto della grave situazione, intelligentemente, ha deciso di evitare qualsiasi scontro ed ha abbandonato la palazzina (fonte: ilgiornale.it del 12/05/2019 a firma di Sergio Rame). Accorato l’appello di Padre Alex Zanotelli il quale ha “tuonato” contro il testo di legge approvato dalla Camera dei Deputati, il quale “fa rientrare il servizio idrico nel mercato per ricavarne un profitto”. Anche Papa Francesco parla dell’acqua come diritto alla vitaLa gestione dell’acqua deve essere pubblicafuori dal mercato e senza profitto” (fonte, Alex Zanotelli: acqua, tradimento di Stato, da “coscienze in rete” del 2/5/2016). Pertanto bisogna tutelare le parti piĂą deboli della popolazione soprattutto a causa del covid-19. 

Il primo operatore in Italia del Servizio idrico è “l’ACEA” (Azienda Comunale – Roma - ElettricitĂ  ed Acqua). Nell’anno 2019 ha conseguito un utile netto di 284 milioni di euro. Poi c’è “Edison S.p.A.” uno dei principali produttori di energia elettrica in Italia – Anno 2015, risultato netto: 980 milioni di Euro (fonte: wikipedia).Coraggiosa ed apprezzabile l’Ordinanza del Tribunale di Torino: “è vietato interrompere i servizi essenziali come luce, acqua e gas nei confronti del condomino moroso, in quanto, si verificherebbe un danno grave ed irreparabile nei confronti del “moroso” (proprietario inadempiente), contrario ai diritti fondamentali della persona, che nella nostra Carta Costituzionale (art. 32: “la Republbica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo”), vengono prima dei diritti di natura patrimoniale (Tribunale di Torino: Ordinanza 21/08/2014, importante ed innovativo principio di diritto; sulla stessa linea il Tribunale di Brescia con la sentenza del 29/09/2014; Tribunale di Milano: Ordinanza del 24/10/2013; Tribunale di Roma: Ordinanza del 27/06/2014; Cassazione: “senza acqua non si può vivere” (fonte: investire oggi del 30/03/2017 â€“ sentenza n. 16894/2016); Tribunale di Lecco: Ordinanza del 29/12/2014; Tribunale di Bologna: Ordinanza del 15/09/2017. Solo per citare alcune sentenze che hanno negato la sospensione dei diritti essenziali della persona).

Tanto piĂą che questi colossi internazionali giĂ  dispongono di “agguerriti studi legali”. Difatti, per esempio, l’E.N.E.L. S.p.A. (Ente Nazionale Energia Elettrica) e GAS è l’ottantaquattresima azienda nel mondo per fatturato con 74,46 miliardi di Euro. Lo Stato Italiano, tramite il Ministero dell’Economia e Finanza, ne è il principale azionista disponendo di circa il 24% del capitale sociale ossia delle azioni (fonte: wikipedia). Altro esempio: l’ “ENI S.p.A.” (Ente Nazionale Idrocarburi), è una multinazionale collocata all’83^ posizione nel mondo per fatturato. E’ l’ottavo gruppo petrolifero mondiale per giro d’affari. Lo Stato detiene il controllo della societĂ  con una quota superiore al 30% delle azioni. Nel 2019 ha conseguito 70 miliardi di euro di ricavi, con un utile di 150 milioni di euro. In conseguenza di quanto evidenziato, lo Stato dovrebbe essere di esempio ai cittadini e rispettare le leggi da lui stesso pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale.  Ma, nei FATTI, NON è proprio cosìCome ho giĂ  avuto modo di scrivere, l’art. 163 del T.U.I.R. (Testo Unico Imposte Dirette) Legge n. 917/1986 (ancora vigente) contempla il divieto della doppia imposizione: principio fondamentale del nostro sistema tributario, consolidato dalla Suprema Corte – Sezioni Unite – la quale, con sentenza n. 3671/1997, ha così statuito: “un’imposta non può costituire base imponibile per un’altra; è vietata l’applicazione della doppia imposta”. Ma l’Agenzia delle Entrate, con Circ. n. 226/1999, ha ritenuto legittima la tripla imposizione (accise, addizionale ed IVA). 

Analizziamo, nel dettaglio, in che modo: secondo i dati ufficiali forniti dall’A.R.E.R.A. (Agenzia di Regolazione per Energia Reti e Ambienti), nel primo trimestre 2019, le imposte (accise, I.V.A. e addizionale) hanno inciso mediamente del 36% circa sul totale della bolletta del GAS. Inoltre l’I.V.A. è stata calcolata sul costo complessivo del servizio ossia sulla somma di tutte le voci della bolletta (sul totale della fattura). Tradotto significa che è stato violato il “precetto” della Corte di Cassazione – Sezioni Unite – “un’imposta NON può costituire base imponibile per un’altra” (tassa imposta su un’altra tassa – fonte Sorgenia). 

Ma è necessario sottolineare che questi elementi di tassazione NON dipendono dalle compagnie fornitrici e quindi non possono essere oggetto di trattazione in sede di stipula del contratto. Analizzando la bolletta, si scopre che solo il 40% dell’importo totale corrisponde al consumo effettivo di GAS. L’ARERA ha calcolato che l’incidenza fiscale è questa: 

  • Imposte (in cui sono comprese quelle di consumo, accisa piĂą addizionale regionale ed IVA), che incidono intorno al 36%;

  • spese per il “trasporto del gas” e gestione del contatore che si ripete ogni due mesi (20%), incamerate dalle multinazionali;

  • spese per oneri di sistema (sic!) – spesa variabile tra il 4% e il 10%. Gli oneri di sistema costituiscono un’ulteriore tassa i cui introiti servono, per esempio, per smantellare le Centrali nucleari dismesse (fonte: sinergy gruppo). Totale generale costi 60%. Il che significa che su un consumo di GAS, per uso domestico e familiare, di Euro 400 si dovranno pagare Euro 1.000 (mille). Infatti € 1.000 meno il 60% di imposte e spese varie pari ad € 600, restano € 400 di consumo di GAS. 

Secondo “il Giorno” in base ad uno studio presentato in Senato dal Centro ricerche ambiente e consumo dalla “Fondazione Univerde”, la spesa degli italiani per gli oneri generali del sistema, presente in tutte le bollette (luce, gas, ecc.) dal 2010 al 2017, ha superato i cento miliardi di euro. Una cifra pazzesca, incredibile, impensabile! Ma dove va a finire questa “sconfinata” massa monetaria. Come riferisce “ilgiornale.it” del 21/05/2019 con un articolo di Fabio Franchini, questi “maledetti costi accessori” vengono, per lo piĂą, spesi per lo smantellamento di siti nucleari, agevolazioni alle Ferrovie, bonus famiglie, ecc. D’altra parte “basta costi extra” in bolletta: eliminare gli oneri di sistema (dichiarazione resa dall’Amministratore delegato ENEL Francesco Storace, vedasi “il giornale.it” del 21/5/2019 firmato Fraschini Sofia). Il cittadino che è proprietario di un diritto reale su altra abitazione e non la usa (quindi nessun consumo) è obbligato lo stesso a “sborsare” minimo 50 euro ad ogni “lieto” arrivo della bolletta. Ma il “poverino” si chiede: perchĂ© devo “erogare” 600 euro annuali per il “trasporto dell’energia” (con quali “mezzi” avviene non si sa), per la “gestione del contatore”, per gli “oneri di sistema” ed altre partite varie, se la casa non viene mai utilizzata e quindi il contatore è fermo? Il Giornalista Fabio Franchini commenta in questo modo: “trattasi di una bella beffa che, nonostante venga denunciata da anni dalle Associazioni dei consumatori, continua a levare denari dai portafogli dei consumatori (ossia dalle famiglie italiane). Malgrado ciò, nessun Governo ci ha messo mano, provando a ridimensionare le tasse fisse, che fanno delle nostre bollette tra le piĂą care d’Europa”.

In sintesi cambiano i Governi ma le imposte e tasse restano sempre al loro posto (indomabili come i leoni). Anzi tendono sempre piĂą a “crescere ed aumentare”. L’economista Augusto Graziani ha scritto: “i servizi pubblici hanno la funzione di ripartire alcuni beni essenziali fra tutti i cittadini, indipendentemente dalla ricchezza di ognuno”. Privatizzare scuole, sanitĂ , trasporti, ecc. significa approfondire e rimarcare le diseguaglianze nella scala di distribuzione della ricchezza. L’ex Giudice della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, ha scritto: “il settore dei beni essenziali non deve essere privatizzato per nessun motivo, perchĂ© l’obiettivo del privato è il profitto”. Se lo scopo principale è il profitto non potrĂ  mai essere realizzata l’uguaglianza sostanziale fra cittadini, sancita dall’art. 3 della Carta Costituzionale” (fonte: moderny money theory italia: Costituzione e servizi pubblici essenziali del 15/4/2018 a firma di Elisabetta Uccello).  Quanto rappresentato è ciò che sono riuscito a comprendere dalla lettura delle bollette nĂ© chiare, nĂ© intelligibili.

Ringrazio l’Editore Elio Fiorillo di aver voluto istituire la “Rubrica dell’Avvocato”. Spero di scrivere articoli “comprensibili” che siano di “utilità” intellettuale, ma anche “pratica” ai cittadini che avranno la “bontà” di leggermi.

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