NovitĂ  fiscali importanti in arrivo: il Comune di Ceppaloni ha la facoltĂ  di abolire l'I.M.U.

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (2 Votes)
NovitĂ  fiscali importanti in arrivo: il Comune di Ceppaloni ha la facoltĂ  di abolire l'I.M.U. 4.5 out of 5 based on 2 votes.

trasparenzadi Carmine Tranfa

L’imposta municipale unica (ex I.C.I.), tassa non solo gli immobili destinati ad uso domestico (case), ma anche quelli destinati ad uso commerciale (capannoni, negozi, ecc.), compresi i terreni edificatori (soggetti a potenziale edificazione). Dal 2016 l’IMU non è dovuta sulla prima casa ossia quella dove si ha la residenza anagrafica (dimora abituale).

Analizziamo, adesso, il concetto di seconda casa, dal punto di vista fiscale, che, in alcuni casi, è esilarante (spassosa) e degna di una commedia di Carlo Goldoni. Due giovani, residenti in Comuni diversi, si innamorano e decidono di convolare a “giuste nozze”. Ognuno di loro porta “in dote” un appartamento ereditato dai genitori o acquistato con grandi sacrifici.

 

La sposa va ad abitare a casa dello sposo, a Ceppaloni, che diventa la sua residenza anagrafica ovvero dimora abituale. L’anno successivo, la giovane signora, con grande disappunto “scopre” che, per una sorta di “magia”, la sua unica casa, per il Fisco, è diventata la seconda. Sulla stessa, nel Comune di provenienza, dovrĂ  pagare lo 0,9 per cento ossia il massimoconsentito dalla Legge. Ebbene, il valore dell’immobile, le viene stabilito in base alla rendita catastale (valore fiscale dell’immobile), rivalutata del 5 per cento e moltiplicata per i numeri 55 – 65 – 80 – 140 e 160. NON C’E’ CHE DIRE!

Numeri buoni per una bella cinquina, ma non per i cittadini! Si ignora su quale “ruota” vengono “pescati” questi numeri teorici, virtuali ed aleatori. Questi “numeri” sostanzialmente servono per determinare “il presunto” valore degli immobili (fabbricati e terreni). E pensare che quando fu istituita l’I.C.I. (imposta comunale sugli immobili), ora denominata I.M.U., il titolo della legge n. 201/2011, era “per la crescita” (delle casse comunali) e per l’equitĂ  (è la piĂą iniqua, ingiusta ed odiata legge conosciuta fino ad oggi).

La conseguenza di tutto questo “groviglio” ovvero di “ammasso intricato” di norme, è una sola: se l’immobile, sulla scorta della procedura descritta, viene valutato “centomila” euro, la “povera” sposa dovrĂ  “sborsare” novecento euro per ogni anno, come se periodicamente, vendesse la casa. Ma, in realtĂ , soldi “in entrata” non ne ha MAI VISTI, neanche da lontano. Il commercialista le dice “Signò, avete sbagliato tutto”. Dopo il matrimonio non dovevate coabitare. Sarebbe stato meglio restare ognuno per i fatti vostri: in questo modo avreste evitato il pagamento dell’I.M.U. sulla “seconda casa”. Per non parlare del giovane meridionale che, per lavoro, emigra. E’ costretto a pagare il fitto per la casa, oltre l’I.M.U. per l’abitazione ereditata dai genitori nel paese di origine poichĂ© è diventata seconda casa. Al danno, ai sacrifici, la beffa!. 

In questo senso il Fiscofa miracoli in quanto, con un “trucco legislativo” fa diventare la prima casa, seconda casa. Ma la “novella sposa” comincia a pensare al divorzio, perchĂ©, se torna alla dimora originaria (quella precedente al matrimonio) NON paga piĂą l’I.M.U. sulla prima casa. Anche per questo l’I.M.U. va soppressa, poichĂ© potrebbe essere causa di divorzio. Inoltre la sposa dovrebbe “abiurare” (rinnegare) la propria fede religiosa cristiana. Il Diritto Canonico ossia l’Ordinamento giuridico della Chiesa cattolica, considera il matrimonio un Sacramento. Di conseguenza il Codice Canonico prevede, oltre che la “consumazione” anche la “coabitazione”. Del resto, anche il Codice Civile (Articolo 143) impone ai coniugi l’obbligo della coabitazione.

 

MA NON E’ FINITA QUI!

Se la “fresca coniugata” vende la prima casa, ma la stessa è sempre una e non due, come asserisce il Fisco ed incassa il ricavato di una, non di due case. 

A questo punto i giovani sposi decidono di acquistare una casa NON di lusso a Benevento e di chiedere le “agevolazioni fiscali” per la prima casa (aliquota agevolata sulla tassa di registro). Le ottengono, purchĂ© dichiarino di trasferire la residenza anagrafica (dimora abituale) in cittĂ , entro 18 mesi dal rogito notarile e di non aver beneficiato di agevolazioni fiscali, sui primi due appartamenti di proprietĂ .

In tal modo la seconda casa ridiventa prima casa, indipendentemente dalla proprietĂ  di due appartamenti.MIRACOLI DEL FISCO!! Trattasi di una “fictio iuris” ovvero di una “finzione giuridica”, vedasi il fisco vampiro (fonte: Qui Finanza del 2/2/2011 – CONFESERCENTI – Balzelli d’Italia – “le cento trappole per imprese e famiglie” (rapporto dell’1/2/2011 estratto dal giornale “diretta news”). 

L’art. 163 TUIR (Testo Unico Imposte Dirette) statuisce il divieto della doppia imposizione. L’art. 163 recita in questo modo: “la stessa imposta NON può essere applicata due volte in dipendenza del medesimo presuppostoneppure nei confronti di soggetti diversiPrincipio cardine del nostro sistema tributarioil quale serve per evitare che lo stesso reddito venga tassato piĂą volte (vedasi anche Corte di Cassazione - Sezioni Unite - sentenza n. 3671/1997: un’imposta NON può costituire base imponibile per un’altra. E’ vietata l’applicazione della doppia imposta).

 

 

MA, NEI FATTI, NON E’ PROPRIO COSI’!

L’esempio “classico” è l’utile della societĂ  di capitali (S.p.A., S.r.l., ecc.) il quale viene tassato come IRES(Imposta Redditi di societĂ ), ma anche in funzione dell’IRPEF (imposta redditi sulle persone fisiche), in sede di distribuzione di dividendi (utili). Nel tempo, per “mitigare” questa ingiustizia del prelievo sull’IRPEF, l’imposizione fiscale, si è ATTENUATAma non è stata eliminata.

Ma lo stesso reddito viene sottoposto a tassazione anche ai fini IRAP (Imposta Regionale sulle AttivitĂ  produttive). Se a tutto ciò si aggiunge anche l’IMU (nel caso in cui la societĂ  è anche proprietaria dell’opificio), il peso fiscale diventa veramente insopportabile (quarta imposizione sullo stesso presupposto di imposta). Per non parlare poi di coloro che hanno acquistato un immobile per garantirsi una “rendita”. Anche questi poveri “percossi” (in diritto tributario “percosso” è chi subisce un prelievo tributario) sono soggetti alla doppia tassazione, poichĂ©, oltre all’IMU, il ricavato del fitto va ad aggiungersi al proprio reddito (siccome l’imposta è progressiva ed aumenta in base al “reddito complessivo”, la rendita quasi si annullaI malcapitati sono rimasti con il “cerino in mano” nel senso che si sono “scottati”. Ma, “dulcis in fundo”, (il bello viene sempre alla fine) ci sono i proprietari di terreni edificatori ossia quelli che, potenzialmente, sono suscettibili di costruzione. I terreni sono diventati “edificatori in base agli strumenti urbanistici deliberati dai Comuni. Di conseguenza il proprietario, suo malgrado ed incolpevolmente, dovrĂ  pagare l’IMU, pur non ricavando alcun tipo di reddito dal terreno. Se, per esempio, lo “sventurato” possiede tremila metri quadri di terreno edificatorio a Ceppaloni, lo stesso viene valutato a 40 euro al metro quadro. Per la qualcosa il terreno “avrebbe” un valore commerciale di Euro 120.000 per 0,76 per cento, uguale a 912,00 euro. In dieci anni avrĂ  pagato 9.120,00 euro, senza aver incassato niente. Se, uno su mille, riesce a vendere il terreno, a causa del mercato edilizio in crisi, aggravato dal COVID-19, gli offriranno il 30% del valore “calcolato” dal Comune. Sul prezzo, giĂ  decurtato del 70 per cento, dovrĂ , ai sensi dell’art. 67 primo comma del TUIR (Testo Unico Imposte DIrettte) versare allo Stato, la “PLUSVALENZA” ossia la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita del terreno edificatorio. L’importo incassato dovrĂ  essere esposto nella dichiarazione dei redditi e di conseguenza, va a sommarsi ai ricavi conseguiti nell’anno di venditaE meno male che la doppia imposizione è proibita, come “STATUISCE” una Legge munita del Sigillo dello Stato.

Altra imposta “non gradita” dagli italiani è il canone RAI, riscosso dall’Agenzia delle Entrate – settore Canone TV di Torino. L’83 per cento degli incassi vengono riversati alla “RAI”. Nel 2016, sono entrate nelle casse della RAI 1,9 miliardi di Euro (fonte: QuiFinanza del 27/01/2018). Il pagamento del canone fu introdotto dal Regio Decreto Legge n. 246/1938, MAI abrogato. Il decreto legislativo n. 213/2010 (semplificazione delle Leggi) ha ritenuto “indispensabile” la sua permanenza in vigore “forse” perchĂ© lo Stato “trattiene” il 17 per cento delle entrate. 

Per non parlare poi delle “accise” (accisa: termine derivante dal latino “accidere”) che è una tassa la quale colpisce i consumi piĂą diffusi e, per lo piĂą, indispensabili (energia elettrica, gas, tabacchi, alcol, fiammiferi, carburanti, oli minerali, ecc.). Nel caso di ENEL e GAS trattasi di imposta su imposta (accisa piĂą I.V.A.), proibita, ma, di fatto, CONSENTITA e legittimata, per comprensibili ragioni, dallo Stato (Agenzia Entrate Circ. n. 226/1999), il quale è il principale azionista dell’ENEL ed ENI (energia elettrica e gas) ed ha il pieno monopolio (senza concorrenza) sulle sigarette. L’accisa è una tassa “sciagurata” in quanto viene aumentata, “una tantum” (in via temporanea) in caso di calamitĂ  naturali e di eventi luttuosi (terremoti, inondazioni, guerre, ecc.). Ma, in Italia, non c’è nulla di piĂą definitivo delle tasse temporanee: basti pensare che paghiamo ancora la tassa sulla “Guerra d’Etiopia (N.B.: la benzina è cara per colpa della Guerra d’Etiopia, anno 1935). Malgrado la pronunzia della Suprema Corte – Sezioni Unite – n. 3671/1997, una Direttiva CEE del 2006 ha stabilito che l’accisa e le addizionali devono essere compresse nella base imponibile, oltre I.V.A. Intanto l’art. 163 del T.U.I.R. è rimasto immutato (fonte: laleggepertutti.it del 7/3/2017).

Nel gioco del “LOTTO” a Napoli, il numero 62 corrisponde a “o muorto accise” (il morto ammazzato). Molto probabilmente il numero 62 corrisponde al contribuente italiano. 

Per non parlare della Tassa di circolazione istituita nel 1953. GiĂ  70anni fa il Fisco (vampiro) “aveva bisogno di succhiare sangue”. Il “vampiro” è un essere mitologico che sopravvive nutrendosi di sangue (fonte:QuiFinanza del 2/2/2011). Ovviamente va a colpire la platea piĂą ampia possibile. Attualmente il ricavato della “tassa di circolazione” viene incamerato dalle Regioni. Nella lingua italiana “circolazione” di un veicolo significa quando lo stesso macina chilometri. Il Fisco italiano, per aggirare l’ostacolo, è ricorso ad un’altra “fictio iuris” ovvero “finzione giuridica”. Anche se il soggetto “percosso” (picchiato, malmenato) dimostra che il mezzo non è stato utilizzato o, addirittura, è oggetto di “fermo fiscale”, il “contribuente” deve ugualmente pagare in quanto trattasi di “tassa di proprietà”. Il che significa che il “tapino” (sfortunato) viene “punito” perchĂ© ha dato una mano alla crescita economica dell’Italia. Il “contribuente” è colui il quale, con minaccia di sanzioniè obbligato a pagare le tasse. Di conseguenza il termine è improprio: quello esatto, in diritto tributario, è “soggetto inciso” (consumatore finale). In italiano corrisponde a “ferito” (chirurgicamente). Pensate alla “goduria” (delizia) di milioni di contribuenti quando hanno saputo, attraverso i “mass media”, delle cosiddette “spese pazze” (a carico dei cittadini) di taluni Consiglieri Regionali (cene luculliane cioè di pasti lussuosi oltre a regali ad amici, casse di vini pregiati, caviale,ecc… fonte il Messaggero del 10/11/2014). E pensare che un “semplice” Consigliere Regionale percepisce, mediamente, l’indennitĂ  di undicimila euro lorde mensili ! (fonte: “money.it” del 27/1/2020, a firma di Isabella Policarpio e “Umbria 24” dell’8/1/2011, a firma di Ivano Porfiri). In Campania, un Consigliere Regionale percepisce un’indennitĂ  mensile lorda di Euro 11.040,00 (fonte: l’ecodelsud.it del 27/12/2017).

Ma, per fortuna, oggi si può usufruire della legge di bilancio 2020 n. 160 del 27/12/2019 (art. 1 commi da 738 a 783) la quale dispone: “per gli immobili diversi dall’abitazione principale (locali commerciali, studi professionali), l’imposta I.M.U. può essere portata in detrazione al 50 per cento per il 2019 e al 60 per cento per gli anni 2020 e 2021, purchĂ© i locali siano strumentali nel senso che vengono utilizzati direttamente dall’impresa o dai professionisti”. Nell’annualitĂ  2022 è prevista l’integrale deducibilitĂ  (detrazione) dell’I.M.U. dal reddito di impresa o da lavoro autonomo. Invece, per i privati cittadini (non possessori di partita I.V.A.) la medesima legge di bilancio 2020 n. 160/219, all’art. 1 comma 754 statuisce che “nell’anno 2021, l’IMU può essere diminuita o abolita dai Comuni”. Trattasi di una Legge rivoluzionaria, che andrĂ  ad incidere sull’essenza stessa del tributo I.M.U.Di conseguenza, di fatto, gli operatori economici in possesso di partita IVA, nell’anno 2022, potranno portare in detrazione l’intera imposta IMU ed il costo graverĂ  sul bilancio dello Stato. Resteranno con il “cerino in mano” ovvero si scotteranno le dita, solamente i proprietari di “seconde case” (nel senso descritto dalla giovane sposa), i proprietari di terreni edificatori (non per loro colpa), coloro che hanno dato in affitto gli immobili per “garantirsi” una rendita e le pertinenze utilizzate per negozi o studi professionali. Legge palesemente incostituzionale poichĂ© crea una evidente disparitĂ  di trattamento tra cittadiniMA UNA SOLUZIONE C’E’! Il Comune di Ceppaloni potrebbe incassare l’imponente cifra di Euro 3.940.000,come emerge dal BILANCIO relativo ai residui attivi (ossia somme da riscuotere) al 31/12/2019. Dalla lettura dei dati Ufficiali, scaturisce quanto segueTITOLO I: ENTRATE TRIBUTARIE: € 2.150.000; TITOLO II:TRASFERIMENTO DA ALTRE AMM.NI (STATO): € 792.000; TITOLO III: ENTRATE DERIVANTI DA MULTE SULLA CIRCOLAZIONE STRADALE: € 1.000.000. TOTALE EURO 3.940.000Somma da riscuotere nell’anno 2020: euro 3.940.000 meno i residui passivi al 31/12/2019 per euro 3.220.000, restano: euro 720.000. Altro che centinaia di accertamenti I.M.U. e TARI inviati ad indifesi ed onesti cittadini per riscuotere “pochi” spiccioli. In questo caso trattasi di crediti certi, liquidi ed esigibili, documentati da un Bilancio Ufficiale. Peraltro NON si comprende perchĂ© con questi enormi residui attivi, si fa ricorso ad anticipazioni di liquiditĂ  (bilancio provvisorio). Probabilmente il “personale” è insufficiente per recuperare questa mastodontica somma

MA IL RIMEDIO C’E’!

L’articolo 51 dello STATUTO prevede l’assunzione di giovani (meglio se residenti nel Comune), mediante convenzioni a termine (a tempo determinato), in caso di necessitĂ . PoichĂ© il mancato incasso dell’I.M.U. si aggirerebbe intorno ai 600 mila euro (€ 720.000 meno € 600.000) ci sarebbe una differenza attiva di euro 120.000, utile per salvare gli equilibri di bilancio, anche per gli anni successivi. Senza contare che i titolari di Partita IVA, come giĂ  esposto, nel 2022, di fatto, giĂ  godranno dell’esenzione a carico dello Stato. Per la qual cosa il mancato pagamento dell’IMU e quindi il minor introito, sarebbe veramente irrisorio. L’I.M.U. si ridurrebbe a sporadici soggetti passivi ovvero a quelli sprovvisti di partita IVA, ai proprietari di seconde case, alle pertinenze di privati destinate ad usi commerciali o professionali, a pochi terreni edificatori e a coloro che fittano l’immobile per uso commerciale. Non ci dimentichiamo che, in Italia, esistono circa cento tasse, di origine diversa (Statali, Regionali, Provinciali, Comunali, ecc., fonte: Confesercenti – “ Balzelli d’Italia”). Lo Stato è come un uomo che si vanta di aver procreato 15 figli, ma molti di essi sono illegittimi (vedasi, ad esempio, l’I.M.U., la quale viene incamerata dai Comuni e l’IRAP dalle Regioni). Gli altri Stati “invidiano” l’Italia per la grande fantasia dimostrata nella veste di vampiro. Oltre al “fisco lunare” c’è il “numero 62” (o muorto accise: il morto ammazzato, derivante dal latino “accidere”), con palese riferimento al contribuente. Oppure soggetto “percosso” che, in italiano, significa “picchiato, malmenato” ma per il Fisco corrisponde a “chi paga l’imposta”. In ultimo c’è “l’inciso” (ferito chirurgicamente) ossia il cittadino (consumatore finale del bene). 

Per i motivi esposti, in materia nuova IMU, l’esempio del Governo deve servire da stimolo anche per i piccoli Comuni. Gli Amministratori comunali, una volta tanto (“una tantum”), possono diventare i “capitani coraggiosi”, come dal romanzo di Rudyard Kipling. I rappresentanti del popolo hanno tempo fino al 28/10/2020 per inviare al Dipartimento fiscale, la comunicazione che il Consiglio Comunale ha soppresso l’I.M.U.a partire dal 2021. I cittadini, attendono, fiduciosi e speranzosi la decisione di cui sopra, anche se fino ad oggi, l’articolo da me scritto di pagare la TARI (tassa rifiuti) a peso e non a metri quadri dell’immobile, risulta non pervenuta al Comune di Ceppaloni. Come pure la proposta di poter riscattare le abitazioni nel “vigneto Tranfa”. Inoltre bisogna anche considerare che la cancellazione dell’IMU sicuramente stimolerebbe la richiesta di locazione o di acquisto di immobili ubicati nei Centri Storici del Comune. Il che consentirebbe la “rinascita” degli “Antichi Borghi”, con consequenziali effetti positivi dell’indotto (commercio, artigianato, ecc.). Anche in questo caso la domanda dei cittadini sulla incomprensibile e colpevole chiusura del Castello, è rimasta inevasa. A questo proposito i cittadini si chiedono anche come mai la “CASA ALBERGO PER ANZIANI”, di proprietĂ  comunale,fiore all’occhiello e vanto del Comunegestita in modo organizzato e professionale dall’impresa “ISAIA”, da alcuni mesi è chiusa e in stato di completo abbandono e degrado. I 30 ospiti sono andati via ed il Personale(tutto di elevato livello tecnico) è rimasto senza lavoro e privo di prospettive per il futuro (trattasi di decine di dipendenti, quasi tutti sposati con figli a carico). Quali iniziative sono in corso, da parte degli Amministratori Comunali, per tornare agli “antichi splendori”?

Concludo, dicendo che il Comune, con delibera di Giunta Municipale n. 109 del 16/1/2020 (esecutiva), ha adottato il Nuovo piano Urbanistico Comunale (P.U.C.). Conseguentemente, come si legge nella medesima delibera, sono scattate le norme di salvaguardia. Il significato è che, essendo diminuito il numero degli abitanti rispetto al precedente P.U.C., molti terreni edificatori sono diventati NON costruibili. Ritengo, pertanto, che per questi terreni, l’IMU relativa all’anno di imposta 2020, NON debba essere pagata, perchĂ© la costruzione è vietata. In caso di versamento, giĂ  effettuato, compete il rimborso non la compensazione (invito i cittadini a richiederlo, con specifica istanza motivata). 

Ricordiamoci che una delle battute più divertenti esistenti è: “il fisco giusto”.

Oppure, in genere la gente ti chiede: come stati? Invece il Fisco “che hai”?

Ancora: bisogna prendere il denaro dove sta ossia tra i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti (Ettore Pratolini). 

Non so se posso vivere o no con il mio reddito… il Governo non mi lascia provare (Bob Thaves). 

PerchĂ© “denunciare” il reddito dopo il bene ch vi ha fatto? (Marcello Marchesi).

Il contribuente è uno che lavora per lo Stato, senza essere un impiegato statale. 

In questo mondo non vi è nulla di sicuro tranne la morte e le tasse (Benjamin Franklin). 

Sono convinto che se molti membri del Congresso americano si compilassero i modelli delle tasse da soli, ci sarebbe stata una riforma fiscale (Bill Archer). 

 

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire (vedasi Comune di Ceppaloni). Non ha risposto a nessuna domanda formulata dai cittadini, in netto contrasto con lo Statuto, che prevede l’esatto contrario. Nella prefazione dello STATUTO, è scritto“c’è la volontĂ  dell’Amministrazione di dotarsi di uno strumento agile e democratico, capace di dare risposte concrete alle Istanze che provengono da una societĂ  civile sempre piĂą variegata, attraverso il coinvolgimento della rappresentanza politica ed una diretta legittimazione popolare (sic!). NON RISUTA CHE LO STATUTO SIA STATO ABOLITO.

In effetti è rimasto ancora valido l’insegnamento del Principe di Lampedusa (tratto dal romanzo “il Gattopardo”) nel quale l’Aristocratico afferma “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.Sostanzialmente, NULLA è cambiato (se non in negativo) in materia di imposte e tasse nonchĂ© sul piano della programmazione in generale malgrado le affermazioni di novelli Amministratori del Comune di Ceppaloni e nonostante le tante possibilitĂ  offerte dal Legislatore.

Sei qui: Home La Rubrica dell'Avvocato NovitĂ  fiscali importanti in arrivo: il Comune di Ceppaloni ha la facoltĂ  di abolire l'I.M.U.
Find us on Facebook
Follow Us