300mila euro investiti in maniera incomprensibile dal Comune di Ceppaloni
IL COMUNE DI CEPPALONI HA UTILIZZATO 300.000,00 EURO (TRECENTOMILA) DA RESIDUI DI MUTUI (PRESTITI) CONTRATTI CON LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI, MA IN CEPPALONI CAPOLUOGO E S. GIOVANNI SONO STATI INVESTITI IN MODO INCOMPRENSIBILE (DELIBERE DI GIUNTA N. 70 E 71 DEL 18/09/2019, PERALTRO PRIVE DI MOTIVAZIONE SULLE CAUSE CHE HANNO DETERMINATO LE SCELTE AMMINISTRATIVE).
… di Carmine Tranfa
Trecentomila euro, in tempi di VACCHE MAGRE sono una “MANNA CADUTA DAL CIELO” (frase tratta dalla SACRA BIBBIA: “Esodo degli Ebrei”).
Qualsiasi buon padre di famiglia, allorquando dispone di una certa somma di denaro, ma è cosciente di NON POTER ACCONTETARE TUTTI I FAMILIARI, “fa di conto”, dando la PRIORITA’ alle spese veramente necessarie.
Questo concetto, in economia politica, viene definito “UNITA’ MARGINALE DEL BENE” ossia se, per esempio, un soggetto dispone solo di un litro d’acqua, mezzo litro lo userà per soddisfare il bisogno della sete e l’altro mezzo litro per cuocersi un “BEL” piatto di pasta. Tralascerà i bisogni NON primari quale, per esempio, quello di “lavarsi”.
Questi “SANI” principi valgono, ovviamente, anche nel campo del diritto amministrativo dove, all’art. 97 della Costituzione, si legge: “per buona amministrazione si intende che la stessa deve conformarsi ai criteri di economicità , efficacia ed efficienza”. L’art. 4 della legge 165/2017 (c.d. Rosatellum) prescrive che ogni gruppo politico, il quale presenti le liste elettorali, ha l’obbligo di allegare il programma elettorale.
La legge 267/2000 (Testo Unico Enti Locali) prevede che il Documento Unico di Programmazione comprenda il programma triennale delle opere pubbliche nonché l’elenco annuale delle opere da realizzare (da pubblicare anche sul sito del Comune).
Tutto ciò, per evitare, da parte dei pubblici amministratori, decisioni estemporanee o, peggio, prese a seguito di pressioni di varia natura o di interessi personali.
Questa premessa si è resa necessaria per ben comprendere il seguito.
E adesso torniamo ai trecentomila euro iniziali.
Alla frazione Beltiglio centomila euro sono stati spesi per sistemazione di strade, rifacimento di reti idriche in zone ad ALTA INTENSITA’ ABITATIVA (delibera di Giunta Municipale n. 81 del 9/10/2019). E QUESTO CI STA BENE!.
A San Giovanni, invece, centomila euro sono stati destinati alla “realizzazione di un asse viario di collegamento tra località Paradisi e Corso Umberto I” (ANFITEATRO COMUNALE).
I cittadini, increduli, si sono chiesti: “ma che bisogno c’è di costruire un’altra strada, parallela a quella già esistente? (praticamente un doppione).
Qualcuno dei presenti, ha malignato: “non vi scordate che a via Paradisi abita il Sindaco”. Un altro ha incalzato: “ricordo la testimonianza che l’imperatore romano Cesare fece durante il processo a Clodio, “presunto” amante della moglie. La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”. Il che, tradotto in termini odierni, significa che un uomo pubblico, anche se non commette reati, non deve essere sfiorato neanche dal dubbio o dal sospetto. La legge morale è prioritaria rispetto a quella giuridica (Immanuel Kant, filosofo). Ma un cittadino buontempone (ossia burlone, scherzoso) presente, disse : “voi, come al solito, non avete capito niente”!.
Ettore De Blasio è così innamorato del suo ruolo di Sindaco, che sta facendo costruire una strada moderna, per raggiungere con più velocità il Municipio.
I cittadini, entusiasti di aver constatato l’attaccamento morboso del Sindaco al glorioso “Gonfalone” (vessillo o simbolo del Comune), se ne tornarono a casa “FELICI E CONTENTI”.
E intanto l’ex edificio scolastico di Tufara che è anche sede di seggio elettorale, il quale versa in uno stato pietoso e di completo abbandono, aspetta il suo turno. Gli amministratori si sono dimenticati che Tufara rappresenta il polmone economico del Comune.
Ancora piĂą incomprensibile la scelta operata nei confronti del capoluogo (sede del Municipio) e quindi del Sindaco, per la destinazione dei rimanenti centomila Euro.
Il primo cittadino e la Giunta Municipale hanno ritenuto di impegnarli per la costruzione di una rete idrica (acqua) alla località “Mai” o “cimitero” (che è tutto un programma), distante due chilometri dal Centro. Ma come, afferma un cittadino, si spendono centomila euro per servire due nuclei familiari, colà residenti; questi due ceppalonesi sono stati veramente fortunati, hanno vinto la lotteria di capodanno! Tra l’altro, in via Mai o Cimitero, da oltre venti anni non è stata costruita neanche la “capanna dello zio Tom” (dal romanzo della scrittrice Harriet Stowe).
Eppure, continua, sia nel programma che nel comizio di chiusura della campagna elettorale era stato annunciato che sarebbero state considerate opere prioritarie: la costruzione dei marciapiedi ed il completamento della pavimentazione nel Centro Storico.
Tanto più che la strada Provinciale che collega via Bosco al vigneto Tranfa, dal Piano Urbanistico Comunale, è stata inquadrata quale zona B ossia nucleo ad alta densità abitativa.
A questo punto, è intervenuto il gioviale cittadino bontempone, il quale ha detto : voi, come al solito, non capite niente! Il Sindaco e gli Assessori sono cattolici, credenti e praticanti e, nel caso di specie, hanno seguito l’insegnamento di Gesù, il quale, nelle sette opere di misericordia corporale, ha elencato anche quella di “dare da bere agli assetati” (Vangelo – Matteo capitolo 25). Pertanto con quest’opera di misericordia si sono guadagnati “il Regno dei Cieli” (con i soldi pubblici comunali).
I cittadini, preso atto dello spirito evangelico dei componenti la Giunta Comunale (con la tasca degli altri), se ne tornarono a casa “felici e contenti”. E intanto i marciapiedi ed il Centro Storico aspettano e “stanno a guardare” (…dal romanzo di Archibald Cronin: “e le stelle stanno a guardare”).
E pensare che, con duecentomila euro, si sarebbero potuti realizzare comodissimi marciapiedi, a tutela e salvaguardia fisica di migliaia di persone, oltre al recupero del decoro urbano nell’antico Borgo.
IN UN SIMILE CONTESTO ANCHE I NOSTRI CONSIGLIERI COMUNALI “STANNO A GUARDARE” E OGNI SERA TORNANO A CASA FELICI E CONTENTI!
IN CONCLUSIONE, la “Democrazia intesa quale partecipazione del POPOLO alle scelte amministrative, costituisce un ELEMENTO FONDAMENTALE, se si vogliono evitare degenerazioni del sistema. Ogni decisione finale su un atto amministrativo deve essere partecipata e non arbitraria” (Aristotele, filosofo).

