Patto territoriale Valle del Sabato. Le riflessioni di Mario Cataudo

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patto territorialeIn riferimento alle considerazioni apparse il 17 settembre scorso sulla stampa, ed esternate anche da qualcuno in altre occasioni, circa il futuro della Società del Patto Territoriale 'Valle del Sabato', di cui è socio il Comune di Ceppaloni, con Arpaise, la Provincia di Benevento, la Camera di Commercio e altri 21 privati per un totale di 25 soci, mi perrmetto di dare, come ex presiidente della società Patto, qualche elemento in più di conoscenza e di valutazione.

 

 

Io concordo che, allo stato attuale, se non vi dovessero essere altri finanziamenti o altre progettualità, "la società del Patto territoriale non ha più motivo di esistere .. ". Sono le stesse considerazioni che io ho sempre fatto, come nel Cda del 30.03 .2007, del 29.09.2007, del 17.10.2007 e nelle assemblee dei Soci del 30.04.2007 e del 31.10.2007 (vedere verbali agli atti della Società); dicevo che entro il 2007 si sarebbe esaurito il contributo globale stanziato nel 2002 dal Ministero per la normale attività di gestione della Società nel corso degli anni; la regolarità della gestione della Società è stata sempre verificata e convalidata da atti del Cda dall'Assemblea e dal Collegio dei revisori dei conti.

Va ricordato che i bilanci vanno valutati complessivamente, sia in base alle perdite sia in base ai crediti che la Società deve riscuotere. Né chi è stato Amministratore comunale di maggioranza o di opposizione, può oggi dire di non conoscere i bilanci della società Patto, in quanto era suo diritto dovere prenderne visione, se voleva, e nessuno lo poteva impedire. Tutti sanno, o dovrebbero sapere, che ogni società può comportare spese di gestione per la realizzazione degli obiettivi che la società stessa si propone. Gestione controllata e controllabile dagli organi preposti. Nel momento in cui lo Stato non intende più erogare finanziamenti per la gestione della società (lettera del 18/03/2008) allora sono i soci che devono decidere se tenere in piedi la società, assumendone le spese di gestione, oppure sciogliere la società e procedere al recupero dei crediti e ripianare i debiti; e questo è il grande dubbio e la grande decisione di tutti i soci, tra cui soprattutto il Comune di Ceppaloni che è il socio con maggiori quote.

Ed è molto apprezzabile la dialettica, quando non è strumentale nel Comune di Ceppaloni, a livello di amministratori comunali di maggioranza e di opposizione e di forze politiche per stabilire se conviene uscire dalla società, rinunciando però alla utilizzazione di circa 25 miliardi di vecchie lire per la rimodu1 azione destinate ali 'insediamento di altre industrie, già autorizzata dal Ministero con comunicazione del 18.03.2008 chiesta il 29.12.2005, oppure restare nella società del Patto e utilizzare quei circa 25 miliardi della rimodulazione per nuovi insediamenti nel territorio del Patto, contribuendo però alle spese di gestione della società. Da notare, inoltre, che in tale rimodulazione il 25% delle somme può essere destinato alle infrastrutture del territorio PIP Questa difficile decisione spetta al Comune di Ceppaloni, come agli altri soci: programmare anche per il futuro ulteriori investimenti con gli obblighi che ciò comporta, oppure accontentarsi di ciò che attualmente è stato realizzato dal patto senza ulteriori occasioni di sviluppo.

Tutti coloro che a Ceppaloni crearono il Patto, coloro che si sono successivamente impegnati in questa società, hanno sempre avuto come obiettivo il massimo sviluppo industriale del nostro territorio . .I ricorsi dei proprietari del terreno, le revoche dei decreti, gli incidenti di percorso delle imprese (vedi Ital Print) non si potevano prevedere. Una cosa è certa, che nove aziende sono sorte nel Patto territoriale con significativi benefici economici, prospettive occupazionali e attività indotte, anche se sono successi eventi imponderabili. Altre aziende potrebbero sorgere con la rimodulazione, ma ciò comporterà oneri per poi produrre benefici.

Oggi il dilemma per il Comune di Ceppaloni è uno solo: o continuare a far parte della Società Patto, contribuendo alle spese della società stessa in rapporto alle sue quote sociali, oppure uscire dalla società del Patto e rinunciare ai nuovi investimenti della rimodulazione, a nuovi sviluppi per il futuro, a nuovi introiti per il Comune, oltre a 160mila euro di rifinanziamento.

A proposito poi degli espropri dei terreni vorrei dire che il Patto con conseguente indicazione dei luoghi, fu approvato ali 'unanimità alcuni anni or sono e se oggi alcuni proprietari hanno avuto ragione in tribunale, per loro invocati diritti è giusto che vengano risarciti delle loro spettanze da parte di chi di dovere. E vorrei inoltre dire che i nomi dei docenti dei corsi sono inseriti in atti ufficiali del Patto e anche alla Regione, e che i corsisti, i docenti, l'Ente di formazione e i fornitori non sono stati ancora pagati perché la Regione Campania non ha ancora erogato un solo euro dei circa tre miliardi di vecchie lire autorizzate, anche se l'assessore regionale Gabriele, proprio a Ceppaloni, dette assicurazioni in tal senso.

Né mi risultano logiche partitiche o di interesse personale nella nomina del CDA, anche perché i componenti dello stesso e dell'Assemblea non percepiscono alcun emolumento, se non solo il rimborso spese per le sedute (circa 40 euro) e che adesso non percepiscono neppure. Ritengo vi sia solo una logica di continuità gestionale, già attuata in varie commissioni, per persone serie, oneste e che hanno bene operato all'interno della società.

Mi auguro che certi reiterati interventi giornalistici siano veramente dettati dalla volontà di dare un contributo alla soluzione dei problemi per creare sviluppo nelle nostre zone e non siano, invece, occasioni per strumentalizzazioni politiche o personali. In questa logica penso chi di dovere deve decidere con equilibrio, obiettività e serenità nel solo interesse della Comunità.

 

Fonte: Il Sannio Quotidiano

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