A Ceppaloni il 30 luglio lo spettacolo Malleus Maleficarum

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 Pro-Loco di Ceppaloni
malleus maleficarum
RUR Atelier Multisensoriale – progetto nato nell’ambito dell’associazione Ars Nova - dopo il successo ottenuto il 23 giugno al Musa (circa 1200 spettatori), riporta in scena la storia di una strega e del suo processo.  “Malleus Maleficarum – Processo ad una strega”, verrà riproposto a Ceppaloni lunedì 30 luglio alle 21,30, in piazza San Donato, nell’ambito delle manifestazioni organizzate dalla Pro Loco e dedicate alla “Porziuncola”. Una rilettura multimediale, anzi, multisensoriale, che si estrae dal tempo e dal contesto storico della vicenda e si libera dalla rappresentazione filologica, affrontando tematiche ancora presenti nella sociètà attuale.  


Elena Spinello, Maurizio Picariello, Paolo Capozzo e Fedele Canonico si caleranno nelle vesti di inquisiti e torturati, accompagnati dal violino di Sergio Fanelli, dal trombino barocco di Francesco Amoroso e dall’inquietante presenza di Domenico Santo e Paolo Mele. Saranno proposte particolari coreografie curate da Carmen Castiello su musiche originali di Vanni Miele, che ha curato anche la regia dei video realizzati da Marino Cataudo. Regia generale di Massimo Sconcerto. La storia si ripete. Rivive nelle piazze, in un tempo circolare.  Dal 1257 al 1816 l’Inquisizione torturò e bruciò sul rogo milioni di persone innocenti. Erano accusate di stregoneria e di eresia, giudicate senza processo, torturate senza pietà. In tre secoli alcuni storici hanno stimato che furono sterminati nove milioni di streghe. Il manuale dell’Inquisizione, il Malleus Maleficarum (letteralmente, maglio delle streghe), utilizzato ma mai accettato ufficialmente dalla Chiesa, stabiliva che la strega accusata doveva essere “spesso e frequentemente esposta alle torture”. Questo regime di terrore durò cinque secoli, sotto la benedizione dei papi di turno.
Le cacce alle streghe erano campagne ben organizzate, intraprese, finanziate ed eseguite dalla Chiesa e dallo Stato.  Le donne costituivano il bersaglio preferito, soprattutto quelle ‘libere’, padrone della notte e della propria vita, in grado di minacciare il potere maschile dell’autorità.
Qualunque donna non sposata dotata di un’abilità insolita o caratterizzata da un tratto particolare (per esempio i capelli rossi) rischiava l’accusa di stregoneria e quindi la morte. Le autorità dichiaravano che non considerare pericolose le streghe era una convinzione eretica.
Questo vale ancora oggi. Il regime di terrore si perpetua, in forma più sottile: la storia non finisce mai di ripetersi. Si salverà la strega? Riscatterà la sua storia? Troverà giustizia?  Uno spettacolo da non perdere, ricco di suggestioni.Le regole del Malleus non perdonano….
Tullia Bartolini
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