Piazza C. Rossi: un deserto di cemento!
Sul cartello di cantiere, affisso al cancello in lamiera grigia di accesso all’area di lavoro allestita in Piazza Carmine Rossi probabilmente dice “.. lavori di messa in sicurezza” o “.. lavori di riqualificazione”, o cose del genere. Lavori comunque. Lavori che, ancora una volta, dimostrano scarso rispetto della memoria storica e del profondo valore ecologico e paesaggistico degli alberi che adornavano la piazza di Ceppaloni. La storia si ripete. Già qualche anno addietro, lavori di rifacimento dello stesso slargo giustificarono la distruzione una intera villa comunale, unico punto di frescura e di refrigerio nel centro del paese.
Una violenza contro cui l’intera collettività non seppe opporsi, poi rammaricandosi. Uno sfregio ancora oggi visibile, a cui si è tentato negli anni di porre riparo. Un errore che a quanto pare non ha insegnato nulla visto che “per il muro di contenimento” il Comune ha deciso di sacrificare l’ultimo, l’unico pino rimasto sulla Piazza C. Rossi (quello con la freccia rossa). Un maestoso pino di una quindicina di metri circa di altezza, con una chioma che proiettava a terra un’ombra di 50 metri quadrati , oggi non c’è più. La ruspa prima e la catena della sega elettrica poi, in pochi minuti, hanno ridotto quel grande albero di circa un secolo di vita in qualche camion di legna da ardere. L'imponenza di un simile albero è stata distrutta in pochi minuti con un'operazione prepotente che ha visto il blocco della strada, l'interruzione della circolazione e il taglio frettoloso, a cui poi si è aggiunto lo sradicamento e l'abbandono di una Magnolia di circa 4 metri e di un Ulivo (foto in basso). Se sia legittimo o meno il taglio del maestoso pino fa poca differenza. Il problema fondamentale è che di anno in anno il Comune di Ceppaloni perde monumeti vegetali che hanno impiegato decine di anni per crescere e vedono concludere la propria esistenza per lasciar posto ad un'oltraggiosa, impetuosa e grigia edilizia selvaggia. Una tendenza, agevolata soprattutto dalle autorizzazioni "facili" rilasciate dall'Ufficio Tecnico del Comune di Ceppaloni, che non fa altro che minare lo stato di vivibilità di Ceppaloni e della sua Piazza, ridotta ormai ad un deserto di cemento. Questo è l’ultimo esempio di interventi brutali del Comune di Ceppaloni a riguardo del patrimonio arboreo che, fino a pochi anni fa, contraddistingueva Ceppaloni e la sua Piazza.
E' davvero ora di finirla con questa scellerata politica della cementificazione a spese dei cittadini e della vivibilitĂ del paese.
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