I Sancto Ianne allargano gli orizzonti
Proseguono i riconoscimenti per il gruppo “Sancto Ianne†dopo il successo ottenuto al Premio Tenco. La formazione sannita, infatti, ha conquistato definitivamente, pubblico e critica specializzata dopo la pubblicazione dell’ultimo lavoro discografico ‘Mo Sient, pubblicato ad ottobre 2006 per l’etichetta: FolkClub Ethnosuoni. Il disco ha sfiorato la vittoria per l’assegnazione del Premio Tenco 2007, categoria ‘album in dialetto’, entrando a far parte della rosa dei cinque finalisti insieme a nomi prestigiosi della scena nazionale.
Inoltre proprio nelle ultime settimane altri gratificanti riconoscimenti hanno arricchito il palmarès del gruppo.
In dettaglio il brano “Nuje ca nun stammo vicino ‘o mare†è stato inserito nella raccolta “In terra zapatistaâ€, la musica popolare italiana a sostegno delle comunità indigene del Chiapas prodotta da Radio Onda D’Urto di Brescia.
Un lavoro in cui sono presenti i nomi più importanti della musica tradizionale italiana, che è stato curato da Gerardo Ferrara, conduttore della trasmissione radiofonica “Storie, note, dimenticate. I suoni e la musica†che ha come sigla ancora un brano dei Sancto Ianne, ‘Scapulà ’.
Ma i Sancto Ianne guardano già lontano e lavorano al prossimo disco: “Un album che proseguirà sul solco già tracciato per quel che riguarda i testi sempre significativi e di grande importanza – ci spiega Alfonso Coviello – ma sicuramente allargherà gli orizzonti su temi più generali secondo un intrinseco processo evolutivo della formazione, che renderà il lavoro fruibile ad ogni realtà â€.
Ulteriore novità riguarda un progetto live per l’estate prossima: “Un’idea – ci spiega ancora Coviello – che ci è stata quasi ‘commissionata’ dal direttore artistico della ‘Notte della Taranta’ di Melpignano, un festival al quale abbiamo riscosso grande successo e che, credo, ritroveremo la prossima estateâ€.
Precisamente il progetto, in controtendenza con proposte già collaudate, guarda ‘a nord’ e vedrà esibirsi con i ‘Sancto Ianne’ Maurizio Martinotti, alla ghironda. Un’occasione per proporre brani popolari piemontesi, un progetto che sarà realizzato per il live ma potrebbe dare i suoi frutti anche sul piano discografico.
I Sancto Ianne sono: Gianni Principe (voce e castagnette), Alfonso Coviello (tammorre, tamburello, darbouka, percussioni), Ciro Schettino (chitarra battente, mandoloncello, fiati etnici), Sergio Napolitano (fisarmonica, percussioni), Raffaele Tiseo (violino, bouzouki), Massimo Amoriello (basso elettrico); Gianni Cusani: chitarra acustica, classica e slide, basso acustico; Antonio Pasquariello (chitarra elettrica) e Pirluigi Iele, tecnico del suono.
Il gruppo, il cui nucleo originario nasce a San Giovanni di Ceppaloni nell’estate del 1995, ha tenuto centinaia di concerti in Italia e all’estero e ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti.
Nel giugno del 2001, a Casale Monferrato (AL), il gruppo vince l’European Folkontest (il più importante concorso italiano per gruppi folk emergenti) conquistando così il diritto a partecipare, nell’agosto dello stesso anno, come unico rappresentante italiano, al Festival Interceltique de Lorient, in Francia, da molti considerato il più prestigioso folk festival del mondo. Qui Sancto Ianne vince l’ambito premio Trophee Dagan Celtic Cider come miglior formazione non celtica partecipante.
Nel luglio del 2005, a Villadose (RO), il gruppo vince l’ottava edizione del concorso dal vivo Voci per la libertà – Una canzone per Amensty - con il brano Uocchie (impreziosito dalla splendida voce araba del palestinese Faisal Taher), diventando così Testimonial di Amensty International .
I Sancto Ianne hanno realizzato tre lavori discografici: Tante bannere, tanti padrune (Autopr., 2000), Scapulà (Folkclub Ethnosuoni / IRD, 2002) e Mo’ Siente (Folkclub Ethnosuoni / IRD, 2006) distribuiti in Europa e NordAmerica e recensiti positivamente dalle più importanti riviste specializzate in Italia, Francia, Inghilterra, Olanda, Germania, Belgio, Spagna e Stati Uniti.
In dettaglio il brano “Nuje ca nun stammo vicino ‘o mare†è stato inserito nella raccolta “In terra zapatistaâ€, la musica popolare italiana a sostegno delle comunità indigene del Chiapas prodotta da Radio Onda D’Urto di Brescia.
Un lavoro in cui sono presenti i nomi più importanti della musica tradizionale italiana, che è stato curato da Gerardo Ferrara, conduttore della trasmissione radiofonica “Storie, note, dimenticate. I suoni e la musica†che ha come sigla ancora un brano dei Sancto Ianne, ‘Scapulà ’.
Ma i Sancto Ianne guardano già lontano e lavorano al prossimo disco: “Un album che proseguirà sul solco già tracciato per quel che riguarda i testi sempre significativi e di grande importanza – ci spiega Alfonso Coviello – ma sicuramente allargherà gli orizzonti su temi più generali secondo un intrinseco processo evolutivo della formazione, che renderà il lavoro fruibile ad ogni realtà â€.
Ulteriore novità riguarda un progetto live per l’estate prossima: “Un’idea – ci spiega ancora Coviello – che ci è stata quasi ‘commissionata’ dal direttore artistico della ‘Notte della Taranta’ di Melpignano, un festival al quale abbiamo riscosso grande successo e che, credo, ritroveremo la prossima estateâ€.
Precisamente il progetto, in controtendenza con proposte già collaudate, guarda ‘a nord’ e vedrà esibirsi con i ‘Sancto Ianne’ Maurizio Martinotti, alla ghironda. Un’occasione per proporre brani popolari piemontesi, un progetto che sarà realizzato per il live ma potrebbe dare i suoi frutti anche sul piano discografico.
I Sancto Ianne sono: Gianni Principe (voce e castagnette), Alfonso Coviello (tammorre, tamburello, darbouka, percussioni), Ciro Schettino (chitarra battente, mandoloncello, fiati etnici), Sergio Napolitano (fisarmonica, percussioni), Raffaele Tiseo (violino, bouzouki), Massimo Amoriello (basso elettrico); Gianni Cusani: chitarra acustica, classica e slide, basso acustico; Antonio Pasquariello (chitarra elettrica) e Pirluigi Iele, tecnico del suono.
Il gruppo, il cui nucleo originario nasce a San Giovanni di Ceppaloni nell’estate del 1995, ha tenuto centinaia di concerti in Italia e all’estero e ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti.
Nel giugno del 2001, a Casale Monferrato (AL), il gruppo vince l’European Folkontest (il più importante concorso italiano per gruppi folk emergenti) conquistando così il diritto a partecipare, nell’agosto dello stesso anno, come unico rappresentante italiano, al Festival Interceltique de Lorient, in Francia, da molti considerato il più prestigioso folk festival del mondo. Qui Sancto Ianne vince l’ambito premio Trophee Dagan Celtic Cider come miglior formazione non celtica partecipante.
Nel luglio del 2005, a Villadose (RO), il gruppo vince l’ottava edizione del concorso dal vivo Voci per la libertà – Una canzone per Amensty - con il brano Uocchie (impreziosito dalla splendida voce araba del palestinese Faisal Taher), diventando così Testimonial di Amensty International .
I Sancto Ianne hanno realizzato tre lavori discografici: Tante bannere, tanti padrune (Autopr., 2000), Scapulà (Folkclub Ethnosuoni / IRD, 2002) e Mo’ Siente (Folkclub Ethnosuoni / IRD, 2006) distribuiti in Europa e NordAmerica e recensiti positivamente dalle più importanti riviste specializzate in Italia, Francia, Inghilterra, Olanda, Germania, Belgio, Spagna e Stati Uniti.
Fonte: Il Sannio Quotidiano
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