Il Cavaliere turchino alla corte di Ceppaloni
Ricordate i Tanassi, i Longo, i Cariglia della prima repubblica che - come scriveva il mitico Fortebraccio sulle colonne allora gloriose dell'Unita' - «quando scendono dall'auto non c'e' Nessuno»? Quei cespugli formato psdi capaci di condizionare gli esecutivi e mangiar pane e clientele d'allora? Ora i tempi della politica, la vita dei governi vanno regolati sugli umori del campanile di Ceppaloni, l'ombelico del mondo (come del resto dimostra le settembrina festa mastelliana di Telese, a cui manca solo la presenza del Pontefice e di un Signore un po' piu' in alto).
E dall'alto del suo formidabile 1 e passa per cento, il Signore del Sannio fa e disfa, fra un salottino di Vespa (formato tappetino davanti al “datore di lavoro” della moglie super magistrato ministeriale, Augusta Iannini) e le aule del Senato, percorse dai saettanti sputazzi dell'oxfordiano Barbato da Marigliano indirizzati ad un allievo di Cambridge, l'amico e collega di Campanile Cusumano, fiero d'essere uscito indenne da una tempesta giudiziaria che ha travolto altri amici e colleghi: ma perche' - sorge spontanea la domanda - non ha risposto con un cannolo in faccia (le torte non vanno piu' di moda), stile Cuffaro?
Una festa tira l'altra, dolce chiama dolce ed eccoci di nuovo, per incanto, nell'amata Ceppaloni dove la locale Pro loco ha promosso mega feste per il Carnevale 2008 (ufficio stampa made in Tranfa, vedi alla voce “inchiesta Chernobyl” sui disastri ambientali) con una performance dedicata al “Cavalier Turchino” - il Silvio nazionale in rampa di lancio per il volovoto? - ed un'altra per la “rottura della pignatta” (annesse le scatole degli italiani gia' gonfie di problemi?).
Ma vuoi vedere che il genio mastelliano aveva studiato una perfetta regia? Che oltre al verbo di Bagnasco aveva sentito alitare quello del Cavaliere? Che era stato addirittura in grado di prevedere le mosse di Santa Maria (la procura), tanto da presentarsi in parlamento con 40 pagine preconfezionate prima ancora che il provvedimento raggiungesse la moglie Sandra e approdasse alla stessa Apcom, che di buon mattino aveva mandato in rete la notizia? Un mago del salto carpiato, l'ex guardasigilli. Ex ministro del Lavoro nel primo governo Berlusconi, poi passato col centrosinistra, subito in predicato di tornare sulle vecchie sponde. Peccato, l'ha preceduto Sergio De Gregorio, giorni fa in standing ovation a Napoli pro Berlusconi con i suoi Italiani nel mondo.
Ma Clemente e' uomo schietto, tutto famiglia e passione: lui avverte sempre in anticipo. Ecco, fior tra fiori, una dichiarazione, anzi uno scritto di suo pugno per il Tempo (sic) del gennaio 1998: «Il governo Prodi puo' incidere sul dramma occupazione molto meno dei governi che lo hanno preceduto. Prodi e' stato cooptato, non scelto dagli elettori, non e' abilitato a dare lezioni di democrazia, coerenza, e tanto meno di politica». E il povero Clemente ora fa le bizze perche' Prodi e il suo esecutivo non gli hanno manifestato solidarieta' contro la procura di Santa Maria... .
Intanto, un'altra toga, De Magistris, subisce l'attacco finale da quel Csm lottizzato e vicepresieduto da Nicola Mancino. Fa bene, De Magistris, a sbattere la porta e lasciare l'Anm, che pensa solo alla sua casta e non difende quei pochi giudici coraggio rimasti sul campo a combattere poteri forti e criminali. Un consiglio per la coppia Veltroni-Berlusconi, sempre d'amore e d'accordo a dispetto di qualche nuvoletta: perche' non dare un incarico bis, stile bicamerale, a Letta e Letta? L'Enrico ulivista e lo zio gran ciambellano di Sua Emittenza?
Andrea Cinquegrani
Una festa tira l'altra, dolce chiama dolce ed eccoci di nuovo, per incanto, nell'amata Ceppaloni dove la locale Pro loco ha promosso mega feste per il Carnevale 2008 (ufficio stampa made in Tranfa, vedi alla voce “inchiesta Chernobyl” sui disastri ambientali) con una performance dedicata al “Cavalier Turchino” - il Silvio nazionale in rampa di lancio per il volovoto? - ed un'altra per la “rottura della pignatta” (annesse le scatole degli italiani gia' gonfie di problemi?).
Ma vuoi vedere che il genio mastelliano aveva studiato una perfetta regia? Che oltre al verbo di Bagnasco aveva sentito alitare quello del Cavaliere? Che era stato addirittura in grado di prevedere le mosse di Santa Maria (la procura), tanto da presentarsi in parlamento con 40 pagine preconfezionate prima ancora che il provvedimento raggiungesse la moglie Sandra e approdasse alla stessa Apcom, che di buon mattino aveva mandato in rete la notizia? Un mago del salto carpiato, l'ex guardasigilli. Ex ministro del Lavoro nel primo governo Berlusconi, poi passato col centrosinistra, subito in predicato di tornare sulle vecchie sponde. Peccato, l'ha preceduto Sergio De Gregorio, giorni fa in standing ovation a Napoli pro Berlusconi con i suoi Italiani nel mondo.
Ma Clemente e' uomo schietto, tutto famiglia e passione: lui avverte sempre in anticipo. Ecco, fior tra fiori, una dichiarazione, anzi uno scritto di suo pugno per il Tempo (sic) del gennaio 1998: «Il governo Prodi puo' incidere sul dramma occupazione molto meno dei governi che lo hanno preceduto. Prodi e' stato cooptato, non scelto dagli elettori, non e' abilitato a dare lezioni di democrazia, coerenza, e tanto meno di politica». E il povero Clemente ora fa le bizze perche' Prodi e il suo esecutivo non gli hanno manifestato solidarieta' contro la procura di Santa Maria... .
Intanto, un'altra toga, De Magistris, subisce l'attacco finale da quel Csm lottizzato e vicepresieduto da Nicola Mancino. Fa bene, De Magistris, a sbattere la porta e lasciare l'Anm, che pensa solo alla sua casta e non difende quei pochi giudici coraggio rimasti sul campo a combattere poteri forti e criminali. Un consiglio per la coppia Veltroni-Berlusconi, sempre d'amore e d'accordo a dispetto di qualche nuvoletta: perche' non dare un incarico bis, stile bicamerale, a Letta e Letta? L'Enrico ulivista e lo zio gran ciambellano di Sua Emittenza?
Andrea Cinquegrani
Fonte: Canisciolti.info
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