Mastella a Ceppaloni pensa più a Berlusconi che a Cosa Bianca
A chi gli chiede se l'Udeur cercherà di dar vita a un qualche agglomerato o entrerà in 'qualcosa' di centro, il capogruppo a Montecitorio, Mauro Fabris, risponde secco che "non c'è più tempo per fare progetti, ormai si va direttamente a votare". Analizzando la frase, escono fuori due punti fissi della linea mastelliana. Il primo è la necessità di votare prima possibile. "Incomprensibile - ragiona Fabris - che il Pd, dopo aver causato la rottura dell'Unione e la fine del governo Prodi, parli di un governo Marini o Amato, che peraltro non avrebbe i voti su nulla, primo fra tutti sulle missioni all'estero. Per correttezza verso gli elettori bisogna andare alle urne immediatamente".
Se Fabris chiude a governi tecnici o di scopo, una ragione ci sarà e alcuni osservatori la individuano nella necessità di sfruttare subito il credito aperto con Silvio Berlusconi, dopo aver funto da 'spalla' per dare la tanto sospirata spallata all'esecutivo Prodi. "Anche in poco tempo, diciamo tre o quattro mesi di governo tecnico - ragiona un altro mastelliano - possono succedere tante cose. Meglio capire subito da che parte si deve andare e cosa si deve fare". Anche perchè, dalle parti della Cdl ci sono già alcuni leader (ad esempio Storace, ma anche Fini e Casini) che non vedono tanto di buon occhio un eventuale ingresso del Campanile nel centrodestra e quindi l'appoggio di Berlusconi è fondamentale per avere un approdo sicuro.
Il secondo punto fisso riguarda i progetti politici e i tentativi di fusioni, anche a freddo, in via di sviluppo. Mastella, a suo tempo, aveva cercato già di dar vita a un progetto di centro. Si trattava della Federazione Democristiana, la 'balenottera bianca", che avrebbe dovuto raccogliere al suo interno l'Udeur, l'Udc, la Dc di Pizza (titolare del nome e del simbolo con lo scudo crociato) e altri nostalgici democristiani. Il progetto finì nel nulla causa l'elevato tasso di litigiosità degli ex 'amici' e ora è tardi per riprendere in mano i vecchi progetti.
La partita politica di Mastella, dunque, è molto complicata, e la sua unica possibilità di vincere è rimanere nelle buone grazie del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e sfruttarne l'effetto traino. Anche per questo, forse, l'Udeur è mobilitato in forze sul piano locale. Il Campanile, infatti, è dirimente in ben sei regioni fra cui Campania, Puglia e Calabria: non stupirebbe nessuno se Mastella usasse proprio quest'arma per ottenere di più per i suoi sul piano nazionale. Del resto, erano proprio gli uomini a lui più vicini che, prima della crisi di governo, quando l'indice accusatore era puntato su Lamberto Dini, che ricordavano che "Dini è a capo di una forza che esiste solo in Senato, mentre noi siamo una realtà che, seppur piccola, è fondamentamentale per il governo di alcune regioni".
In Abruzzo, ad esempio, i mastelliani hanno sentito il bisogno di ribadire oggi, con una nota, che "dall'attuale crisi politica emerge rafforzata l'esigenza di costruire un'area politica intermedia'", mentre il presidente della Puglia, Nichi Vendola, ha voluto far notare, in mattinata, che "qui da noi non ci lasciamo condizionare dagli eventi nazionali, andiamo avanti compatti e l'Udeur fa parte di questa maggioranza di centrosinistra".
Sullo sfondo, infine, c'è la vicenda giudiziaria di Sandra Lonardo Mastella. La decisione del Gip di Napoli di revocare gli arresti ma di condannare comunque all'obbligo di dimora a Ceppaloni la presidente del consiglio regionale della Campania è stata una vera e propria doccia fredda per gli abitanti del fortino mastelliano. L'ex Guardasigilli ha preso male la decisione del tribunale e da Ceppaloni ha chiesto che "venga sentito come persona informata dei fatti" sulla fuga di notizie dalla procura di Santa Maria Capua Vetere il giornalista Marco Travaglio, che, secondo Mastella, ha pubblicato i guai giudiziari della moglie in un libro finito di stampare a novembre.
Nonostante le preoccupazioni familiari, comunque, Mastella dovrebbe essere domani a Roma per partecipare a una riunione sulla Sicilia, dopo l'abbandono del partito da parte del senatore siciliano Nuccio Cusumano e le dimissioni del governatore Totò Cuffaro. Forse il primo passo per il nuovo futuro dell'Udeur sul piano locale.
Fonte: AGI

