Ennesimo caso di contaminazione..
Riceviamo e pubblichiamo
Non voglio commentare lo squallido e volgare gesto “Istituzionale” del nostro cortese rappresentate, ma vorrei sottolineare la insensata e pericolosa lagna di scuse….
La munnezza davvero ha contaminato non solo terreni, falde acquifere, aria ecc… ma anche e soprattutto le facoltà intellettive (per quelle che erano) degli amministratori che ciclicamente si ricordano che esiste una questione rifiuti. Ultima vittima è l’Assessore Russo a cui, proprio qualche giorno fa, un imprudente sindaco o vice sindaco ha affidato il simbolo che rappresenta “il principio costituzionale dell'unità ed indivisibilità della Repubblica.. “ (cioè la fascia). Un’arma che il buon Assessore ha ben pensato di utilizzare, contro l’irrispettoso Nardone, solo, e ripeto solo, per “Amore della Repubblica Italiana”. Il principio è secondo Russo: la violenza, la villania, la prepotenza si legittima per amore di qualcosa. No assessore si sbaglia e di parecchio.
Davvero commovente e, manco a dirlo, convincente. D’altronde il terrorista, nero, rosso o bianco che sia, lancia molotov per “amore dei propri ideali”; il tifoso, perché no, picchia il povero poliziotto solo “per amore della propria squadra”. E così via..
Non c’è ragione che possa rendere giusto un atto violento. Non c’è, e non può esserci, motivo che legittimi l’arroganza, ancor di più quando a metterla in atto è un rappresentante Istituzionale. Esiste, assessore, una contraddizione in termini tra il gesto che lei ha commesso e il ruolo che (purtroppo) continua a ricoprire: antinomia resa ancora più stridente poiché tenta anche di giustificarla.
Unica cosa saggia che lei ha detto, in questa insignificante intervista, è che il suo è stato un “gesto riprovevole”! Finalmente ritrova un barlume di lucidità . Un gesto a cui può porre riparo soltanto chiedendo scusa e, per il profondo rispetto che lei ha per la nostra comunità e per le sue Istituzioni, facendo con umiltà e responsabilità una passo indietro dimettendosi!
Allora sì, saremmo disposti a risparmiarle la nostra indignazione per la superficialità del suo comportamento da cui ne è derivato un danno grave all’immagine della nostra comunità e, soprattutto, alle profonde ragioni che spingono gli abitanti di Tufara alla mobilitazione e alla lotta.
Elio Fiorillo

