Ceppaloni: tagli alle ore di sostegno, il Tar dice no

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Il Tar Campania, sezione di Napoli, ha ricosciuto ad un giovanissimo studente diversamente abile che frequenta l’Istituto Comprensivo di Ceppaloni il diritto a beneficiare dell’intero monte-ore di sostegno previsto dalla Asl di riferimento; monte-ore che era stato decurtato del 50% dal Ministero della Pubblica Istruzione. Lo rende noto il legale Carmine Ciampa che ha assistito nella presentazione del ricorso, insieme all’avvocato Gennaro Papa, i genitori del piccolo. «Il provvedimento giudiziario - fa presente l’avvocato Ciampa - è socialmente rilevante perché rende giustizia ai tanti alunni portatori di handicap, frequentanti le scuole della nostra provincia, cui, adducendo motivi di ristrettezza economica, quest’anno, il Ministero della Pubblica Istruzione ha assegnato un numero di ore di sostegno inferiore a quello prescritto dalle autorità sanitarie, creando così un grande disagio in molte famiglie e scuole.
L’ordinanza del Tar Campania, inoltre, costituisce un segnale importante anche per le associazioni in difesa delle persone diversamente abili e per gli operatori scolastici, i quali potranno avvalersi, d’ora in avanti, di un’opportunità che tutela maggiormente i soggetti deboli della nostra società, provvedendo meglio ad aumentare la loro autonomia». «Quando ci sarà notificata l’ordinanza provvederemo nei tempi più rapidi possibili a darle esecuzione» assicura il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Mario Pedicini, che in proposito aggiunge: «Non è la prima volta che il Tar, nell’accogliere analoghi ricorsi, si orienta nel senso dell’accoglimento totale delle richieste formulate dall’équipe specialistica della Asl di riferimento, e i dirigenti in questo caso possono chiedere la nomina di un nuovo insegnante di sostegno per provvedere ad integrare il monte-ore, o assegnare ore aggiuntive ai docenti di sostegno già in servizio. Personalmente, però, non sono del tutto convinto che ”coprire” con un insegnante di sostegno l’intero orario scolastico sia il modo migliore per realizzare l’integrazione dello studente diversamente abile all’interno della classe, intesa come comunità educante; quell’integrazione che è l’obiettivo principale a cui punta la legge 104. Soprattutto nel caso di uno studente delle elementari, si corre il rischio di creare un rapporto biunivoco tra lui e l’insegnante di sostegno, che se per alcuni versi può rivelarsi proficuo, per altri può ”allontanare” gli insegnanti curriculari e gli stessi compagni di classe, che invece possono svolgere un ruolo importantissimo nel processo di crescita e, per l’appunto, di integrazione dello studente».
 
Fonte: Il Mattino
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