A Ceppaloni: «Sindaco, siamo con te»

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Anche ieri amici e sostenitori si sono idealmente stretti intorno all’ex ministro Mastella e al sindaco di Benevento Fausto Pepe per testimoniare la loro solidarietà e l’auspicio che la bufera giudiziaria possa concludersi nel migliore dei modi. Da Ceppaloni (dove, malgrado il freddo pungente e il vento, anche ieri è proseguito il presidio del comitato ”Noi per Sandra” nei pressi di villa Mastella) ha diramato una nota il gruppo consiliare dei Popolari-Udeur per far sentire il proprio supporto a Mastella, che guida l’amministrazione comunale del proprio paese di origine. I consiglieri «esprimono solidarietà al proprio primo cittadino, alla moglie Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania, e a tutto il gruppo dirigente del partito, oggetto dell’inchiesta giudiziaria della Procura di Santa Maria Capua Vetere».

«Siamo profondamente convinti - si legge nel documento di solidarietà - della loro completa estraneità ai fatti contestati perchè, conoscendoli, hanno piena coscienza della loro integrità morale, alta professionalità e senso delle istituzioni». «Auspichiamo - concludono i consiglieri comunali dell’Udeur - che al più presto possano riabbracciare i propri cari e gli amici». Anche il sito web pro-Pepe continua ad essere inondato di messaggi, individuali e anche collettivi, come quello del ”Comitato dei 180 alloggi di Santa Maria degli Angeli: «Chi ti conosce non ha bisogno di sentenze di assoluzione per dichiarare la tua assoluta ed indiscutibile onestà umana ed intellettuale. Siamo certi che in tempi brevissimi uscirai da questa vicenda ”pulito” come sei e potrai continuare la tua preziosa opera in favore della intera cittadinanza di Benevento». «Ti scrivo per farti compagnia - spiega invece il consigliere provinciale Giuseppe Lamparelli - dopo averlo fatto di persona sotto casa tua e prima ancora al telefono con tua moglie Silvia. Desidero farti sentire ancora una volta la mia sincera solidarietà. D’altra parte ribadisco ciò che in proposito ho sempre sostenuto: e cioè che non è giusto privare della libertà un cittadino prima di una sentenza definitiva di condanna».
 
Fonte: Il Mattino
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