Ceppaloni, là dove fioriscono le Cattedrali

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soldidi Nino Russo

 

Ceppalonesi carissimi stavolta saltiamo ogni preambolo e andiamo subito al sodo, cioè ai fatti. E i fatti “svettano alti e fieri davanti a noi come una montagna†(John Quincy Adams, sesto presidente degli Stati Uniti). Nel caso ci viene in aiuto un lunghissimo elenco di opere con i relativi costi, realizzate tra il 2008 e 2018. È un “dossier†propagandistico diffuso nella campagna elettorale delle ultime amministrative. Un elenco della spesa che si può racchiudere nello slogan “Più voi ci votate più noi spendiamoâ€. O, viceversa “Più noi spendiamo più voi ci votateâ€. Quindi ciò che conta per certi amministratori è spendere, anche compulsivamente, così il popolo ti è grato, ti ammira ed è felicemente orgoglioso di poter dire: “Azz, questi spendono mica so’ tirchi. E poi hai visto che bella piscina hanno fatto costruire: è la più bella di tutteâ€. Vista in questa ottica uno si interroga se abbia senso sostenere quei tre principi fondamentali che dovrebbero costituire le linee-guida per chi amministra e spende denaro non suo. Esse sono: congruità dell’opera (rapporto costo-qualità), finalità (a cosa serve?), utilità (serve davvero o è superflua?).

 

Sorprendentemente, al di là della sua funzione propagandistica, quel dossier costituisce per gli stessi che l’hanno ideato e diffuso, una pesante prova del grande spreco di denaro pubblico che essi stessi hanno realizzato nell’ultimo decennio. Basta analizzare opere e costi. Tra il 2008 e il 2018 il Comune di Ceppaloni ha finanziato opere per circa 40 milioni di euro. Denaro quasi tutto, anzi senza “quasiâ€, proveniente da finanziamenti regionali attinti da Fondi Europei o, come nel caso del Green park, frutto di uno di quei “panini con emendamenti†inseriti da manine sapienti e truffaldine un attimo prima che in Parlamento scadesse il tempo per licenziare la Legge Finanziaria. Comunque sia, con una cifra simile un’amministrazione fatta da gente accorta e “illuminata†avrebbe potuto e dovuto cambiare il destino e l’immagine del nostro paese. Ma, è questo il punto, da quel fiume di denaro la Comunità non ha tratto alcun beneficio (congruità, finalità, utilità) essendo stato dirottato o sulla realizzazione di manufatti tanto pretenziosi quanto insensati (Green park e Edilizia a canone sostenibile). In una parola “inutiliâ€. Oppure sono serviti per interventi maldestri e rovinosi (il Castello). Si tratta di operazioni dalle quali solo pochi e ben individuabili personaggi hanno tratto benefici… 

 

 

Pioggia d’oro su un paese fantasma

 

Comunque li si guarda, quei 40 milioni di euro sono una cifra enorme se si considera che il nostro paese da decenni è in continua, inarrestabile fase recessiva sia economica che residenziale. Il quadro che si presenta è sconfortante. La condizione del nostro territorio richiederebbero politiche razionali, progetti ben mirati, cioè finalizzati a favorire condizioni concrete di sviluppo. Invece in tutti questi anni, sviluppo, rilancio socioeconomico e progetti anche minimi di ripopolamento, sono pensieri che non hanno nemmeno sfiorato â€˜a capadei nostri amministratori. Le loro idee, poche ma NON confuse, sono sempre andate nella stessa direzione: incassare finanziamenti ma solo per costruire, costruire e ancora costruire, non importa cosa, non importa dove. E non importa perché! Continuare a costruire anche se intorno avanza il deserto. O la foresta, che poi sarebbero la doppia faccia dello stesso problema. Ne è esempio lampante l’agricoltura. Mai un’ispirazione sotto forma di progetto per riportare la terra alla sua originaria e naturale funzione produttiva. La nostra campagna, che fino a mezzo secolo fa era stata la fonte vitale delle nostre famiglie, è ormai diventata una giungla, conseguenza del suo abbandono e dello spopolamento. Insieme, abbandono (delle terre) e riduzione continua dei residenti, oltre ad aver provocato la fine delle colture tradizionali (grano, mais, frutta, olio, granoturco, tabacco…)  hanno prodotto, come effetto collaterale, la sparizione di quasi tutti i piccoli commerci (frumento, cereali, legumi, frutta, vino, olio, animali e i loro prodotti…) che un tempo concorrevano a sostenere il tenore di vita, modesto ma dignitoso, della nostra gente. Un altro degli elementi decisivi per comprendere il declino del nostro territorio, è stata la scomparsa dei negozi e delle botteghe artigiane.

 


 

“40 milioni! O' anema do' priatorio!!!"

 

E facile dire 40 milioni di euro. Proviamo a guardarli più da vicino. Vivisezioniamoli! Quaranta milioni in 10 anni significano una media di 4 milioni all’anno che corrispondono a una spesa di 15 mila euro (circa) per ogni abitante. In qualsiasi altro luogo della terra, con qualsiasi amministrazione sarebbero diventati un volano formidabile per provare a ricreare un tessuto sociale ben consolidato e a sostenere concrete politiche per lo sviluppo. A Ceppaloni hanno invece prodotto solo desolazione e degrado. Però possiamo vantare il Green park, così bello, così grande. Anche se è già spento…Sono certo che è destinato a diventare una delle mille cattedrali nel deserto; colate di cemento, edifici sovradimensionati e superflui che costellano il nostro paese, in particolare il Sud. Ovviamente, dopo la fase iniziale d’illuminazione potente e diffusa, visibile anche dai satelliti che volteggiano nell’alto dei cieli, ora si è passati drasticamente alla “condizione scozzeseâ€: luci spente, interruttori bloccati, ingressi sbarrati. Cosa è successo? Neanche è stato inaugurato, il Green park e già si trova “fuori†di 35.000 euro. Bollette dell’elettricità non pagate.

 

E poi il nostro caro Castello. Se ne sta lì, al solito posto, alto e fiero anche se l’hanno ridotto che sembra una vecchia dama decaduta alla quale hanno coperto le rughe con un doppio strato di cipria tendente al rosa pallido. Ma quelle rughe erano La Storia…Hanno rovinato e nascosto anche quella…Come dimenticare i nuovi, insensati, assurdi agglomerati urbani, le “new town†senza futuro, le definii una volta. Sono sprechi fuori da ogni logica, se non quella del favoritismo e dell’affarismo. Altro che “buona amministrazione†strombazzata da quel dossier preelettorale. Anzi quelle cifre, quelle opere costose e inutili, sono la pietra tombale sulle residue speranze del nostro territorio. 

 

 

Il Green Park restò al… verde. E al buio


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4.747.000(quattro milioni settecento quarantasette mila) euro informa l’opuscolo della lista “Uniti per Ceppaloniâ€. Si tratterebbe della somma spesa per la realizzazione del Green park, mastodontica “Palestra dello sprecoâ€. Uso il condizionale perché, nel caso, colui o coloro che hanno redatto l’opuscolo non l’hanno raccontata tutta. Infatti, si sono dimenticati di aggiungere a quella cifra, altri 2.500.000euro piovuti col primo finanziamento giunto in periodo antecedente al famoso decennio. In conclusione, un “panino con emendamento†o, se preferite, un ben organizzato “assalto alla diligenza†della Finanziaria, hanno fatto piovere su Ceppaloni la bellezza di circa 8.000.000 di euro, compresi interessi, adeguamenti ecc… Con quella montagna di denaro si sarebbero potute fare mille cose utili a Ceppaloni, san Giovanni, santa Croce, Beltiglio, Ripa Bianca, ‘o Noffo … Invece si è preferito buttarli, tutti, in una voragine costruita su un terreno (chi era il proprietario? A Benevento non c’è nessuno che abbia voglia di scoprirlo? Per pura curiosità…) situato tra san Giovanni e Arpaise. Già in uno dei mie tradizionali articoli del dopo vacanze, era il 30 agosto 2008!!!, scrivevo di una grossa lobby “frazionista†da anni impegnata esclusivamente ad organizzare progetti (in proprio) nel campo della speculazione edilizia a tutto campo. E bisogna dire che finora non ha mancato un colpo: chapeau!  

 

Dopo una serie di tentativi andati a vuoti (non è che per un’opera di tale portata – parafrasando Totò che vende la Fontana di Trevi – “apri l’acqua, chiudi l’acqua, incassi i soldi ed è fattaâ€), la gestione del Green Park venne affidata, lo scorso anno, a un noto imprenditore “acquatico†della zona con canone inferiore ai 7.000 euro l’anno. E già qui sorge un problema grosso come la struttura stessa: l’affidamento non fu “corroborato†da alcun contratto o convenzione. E non è mica finita qui: pur sprovvisto di quei documenti fondamentali, il gestore-non gestore pensò bene, ad inizio 
primavera 2019, di ampliare la propria sfera d’interessi decidendo d’aprire niente meno che una pizzeria in quel sacro tempio dello sport. Solo l’intervento dei Nas ha messo fino a uno sconcio che gli amministratori locali sembravano non avessero colto. Davanti a tali palesi irregolarità (eufemismo…) uno si chiederebbe: ma possibile che tutto è stato fatto, come si dice “a totale insaputa†degli amministratori? Per carità: erano talmente consapevoli da concedere all’abusivo (di fatto) la realizzazione, ovviamente abusiva, di opere definite “porticiâ€, mediante una delibera di Giunta. Cioè hanno certificato con il più autorevole atto amministrativo, la delibera, l’assoluta consapevolezza degli abusi. Qualcuno mi potrebbe suggerire come si definisce, in gergo giuridico, colui che “consapevolmente†favorisce un illecito? Intanto continuo a chiedermi se sia mai possibile che solo a Milano (a parte il Gruppo d’opposizione al Comunale di Ceppaloni che da tempo denuncia tutto, invano) ci sia qualcuno curioso di capire cosa cacchio succede (e cosa è successo) in quella mega struttura che è costata un patrimonio e che non serve assolutamente a niente e a nessuno e che, mi dicono, sia stata frequentata, in questa estate, solo da “rari nantes†(pochi nuotatori, direbbe Virgilio. Il caro Remigio tra quelli), e di cui nessuno conosce il bilancio (entrate, uscite…). Quel poco che si sa, finora, non induce certo all’ottimismo. Infatti, il Green park, pur stando fermo ha già accumulato un debito di 35.000 euro per bollette della luce non pagate. Ma a Benevento tutti ciechi, sordi e muti? O forse “l’hanno evacuataâ€? (Totò).

 

 

Castello medievale o vecchia signora incipriata?

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5.000.000di euro è scritto nel “dossier†della lista Uniti per Ceppaloni alla voce “Restauro castello longobardoâ€. Falso! Falso consapevole, il che è peggio. Spacciare falsità in campagna elettorale significa non aver rispetto degli elettori. Il cosiddetto “restauro†è costato in realtà 3.500.000(tre milioni e cinquecentomila). Infatti, i lavori sono stati affidati a una “solita†ditta che presentò un ribasso di 1.500.000 (un milione e cinquecentomila euro) sulla cifra iniziale d’appalto che era, appunto, di 5.000.000.Uno direbbe: “che bravi i nostri amministratori. Hanno fatto risparmiare al Comune una bella cifraâ€. No, non funziona così: i 5.000.000 di euro era la somma che il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) aveva finanziatotramite la Regione e che doveva essere spesa per intera essendo vietato il riutilizzo delle “economie da ribassoâ€. E Dio sa se fossero stati necessari quei soldi, vantati come risparmio, per rendere più presentabile il Castello, nostro possente simbolo. Invece il “risparmio†è tornato nelle casse del Cipe e quindi in realtà risulta essere, ma il “dossier†non lo dice, denaro sottratto al “restauro†del Castello. Sprovveduti, sfortunati, ingenui gli amministratori? Nessuno oserebbe affermarlo. La cosa assai curiosa poi emersa, è che dopo lo sproposito del ribasso (-30%) e la successiva perdita di parte del finanziamento, la ditta che vinse l’appalto del Castello è rimasta molto affezionata a Ceppaloni. Al momento s’è trasferita appena un paio di chilometri più giù. A costruire la “new town†‘ncopp ‘o chiano…

 

E il Castello? Langue, deluso e ripiegato su se stesso.A vederlo da lontano assomiglia sempre più a un pandoro. Su quelle che erano antiche mura, grigie, ferrigne è stata applicata una doppia passata di cipria che ne hanno deturpato l’immagine dell’antico maniero, teatro di mille agguati e altrettante battaglie. Comunque quello scempio causato da un lavoro fatto “al massimo risparmio†non sia mai chiamato “restauro†o “recuperoâ€. Al massimo è una ristrutturazione. Come si fa con gli appartamenti un po’ malandati. E comunque restauro o ristrutturazione, il Castello oggi se ne sta solo e abbandonato, proprio come un’anziana signora. Ci sono paesi che farebbero patti col diavolo pur di avere un castello che svettasse lassù sul colle: alto e fiero, consapevole delle sue nobili radici longobarde. Noi che ce l’abbiamo, invece di rivalutarlo l’abbiamo abbruttito, deturpato. E soprattutto lo ignoriamo. Non sappiamo che farcene (ma esiste, dunque, una Soprintendenza Archeologia e Belle arti a Benevento o hanno “evacuato†anche quella?). Finora l’idea più brillante per l’uso del nostro Castello è stata quella di piazzarci dentro un ristorante, di ospitare feste, magari matrimoni…Mai che a un amministratore o un tecnico o almeno un membro della Soprintendenza, se esistono, fosse venuta la voglia di farsi, prima, un viaggetto fino a Napoli. E una volta lì, recarsi all’Università “Federico IIâ€, Dipartimento di Storia e Conservazione di Beni architettonici. Per farsi spiegare come si fa….

 

 

New town fantasma nel luogo dei fantasmi 

alloggi ceppaloni 7.306.135(sette milioni trecento sei mila cento trentacinque) euro per “Edilizia a canone sostenibileâ€. Per intenderci si tratta dei palazzotti costruiti al limitare della vigna ‘ncoppo ‘o chiano. In questo caso per la prima volta rileviamo un intervento “in solido†del Comune di 626.000 (seicentoventisei mila) euro, serviti per acquisire il terreno. Altri 2.250.000 (due milioni duecentocinquanta mila)euro rappresentano la quota investita dal costruttore. La restante, consistente, tranche pari a 4.425.000p(quattro milioni quattrocento venticinque mila) euro elargita dai fondi Stato-Regione, nell’assoluta indifferenza degli organismi di controllo regionali su come viene usato quel denaro (ricordate “congruità, finalità, utilitàâ€?). Due osservazioni: a) il costruttore è lo stesso della ristrutturazione al ribasso (con doppio strato di cipria) del malcapitato Castello; b) qualcuno s’è chiesto, o ha chiesto, a cosa cacchio serve costruire altre case, lontano un paio di chilometri da un paese abbandonato dagli uomini e da Dio stesso? Paese abbandonato ma comunque provvisto d’una notevole scorta di abitazioni opportunamente ricostruite o ristrutturate nel dopo terremoto. Salvo alcune, sotto il Castello e in piazza che sopravvivono alle intemperie (e alle Ordinanze sindacali) nonostante siano ormai ridotte a ruderi fatiscenti e pericolosi. Proviamo a immaginare, per un attimo, quante case, disabitate e inopportunamente abbandonate dai proprietari, avrebbe potuto comprare l’Amministrazione comunale con 600 mila euro. E magari metterle sul mercato per attrarre nuovi residenti o affittarle a canone sostenibile evitando la deportazione ai “Donisi†dei pochi sopravvissuti. Insomma, non sarebbe stato assai più utile investire parte o tutta quella pioggia di fondi in opere assai più utili per il paese?  Come non pensare, ad esempio, anche al progetto di recupero del centro storico (uno dei più belli del Beneventano) da anni abbandonato a un degrado che grida vendetta davanti a Dio e agli uomini? Invece si è preferito scegliere di procedere con un’altra colata di cemento in un luogo lontano da un centro in cui abbondano case disabitate, contrabbandandole per “Edilizia a canone sostenibileâ€. Ma dove li trovi, a Ceppaloni, i nuovi inquilini se continuano a diminuire quelli vecchi? E siamo sicuri che un canone tra i 300 e i 400 euro al mese sia davvero “sostenibile†per i redditi medi del nostro amato paese?

 

E chest ‘e. Per ora. Davvero sconfortante, vero? Se non fossi così testardo, così incapace d’accettare il peggio, cioè la realtà, avrei lasciato perdere da un pezzo. Però quel dossier mi ha fatto capire che continuando con l’andazzo delle opere costose e inutili, magari per un altro decennio (e ormai chi li “smonta†più quelli là?), si vuole mettere la parola “Fine†ad ogni speranza di rinascita del nostro territorio. Una pietra tombale arricchita da diamanti e lettere d’oro: “Qui giace il fu Ceppaloni, paese al quale fu strappato il cuore e anche l’animaâ€. Gli sopravviverà il Palazzetto dello sport che svolgerà, negli anni a venire, la funzione alla quale e inevitabilmente destinato: palestra per fantasmi. 

 

 

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