Discarica “Tre Ponti”, sette avvisi di garanzia
La Procura di Benevento ipotizza il reato di “disastro ambientale” All’indomani dell’annuncio della riapertura della discarica di “Tre Ponti”, la Procura della Repubblica ha notificato a sette persone l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Come è noto, il sito, negli anni scorsi, era stato posto sotto sequestro dalla magistratura sannita. I carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria hanno notificato l’atto, che ipotizza lo sversamento nella discarica di Montesarchio di rifiuti “non conformi a quanto prescritto dalla legge, dai regolamenti e delle ordinanze”, all’ex commissario straordinario Corrado Catenacci. Gli altri destinatari sono: Claudio Di Biasio (funzionario coordinatore dello stesso commissariato, già sott’inchiesta a Caserta), Armando Cattaneo, legale rappresentante della Fibe, Michele Greco (commissariato), Angelo Sordelli, responsabile per la Fibe dell’impianto di “Tre Ponti”, Rocco Viotta, dipendente del Commissariato, addetto ai controlli presso il sito di Montesarchio e il funzionario coordinatore Ciro Turiello.
Sversamento reiterato di rifiuti pericolosi: sono queste alcune delle ipotesi di reato formulate dal pm Antonio Clemente, nei confronti delle sette persone, tra le quali Corrado Catenacci, ex commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, che risultano indagate per lo sversamento non conforme alla legge attuato nella discarica di Montesarchio (Benevento).
Secondo la Procura di Benevento gli indagati, 'cagionavano un disastro ambientale determinando un inquinamento atmosferico con la presenza di cloruro di vinile di monomero, sostanza cancerogena cui erano esposti anche i lavoratori nella discarica, inquinamento del suolo e del sottosuolo con lo sversamento reiterato di rifiuti pericolosi (tra cui rifiuti contenenti oli minerali superiori ai parametri) e non pericolosi, determinando, altresì, la creazione di ingenti quantità di percolato che fuoriuscivano dai settori impermeabilizzati per infiltrarsi nei terreni e nelle acque circostanti'.
Sempre secondo la Procura, Corrado Catenacci, commissario straordinario in Campania dal 2004 al 2006, Michele Greco, Claudio De Biaso, Ciro Turiello e Rocco Votta "quali pubblici ufficiali del Commissariato di Governo, indebitamente rifiutavano ed omettevano atti del loro ufficio che per ragioni di igiene e sanita' dovevano essere compiuti senza ritardo".
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Ciro Turiello, tra i sette indagati dalla Procura di Benevento per sversamento non conforme alla legge attuato nella discarica di Montesarchio nel periodo da aprile a inizio ottobre 2006, all'epoca dei fatti 'non aveva nè ruoli nè responsabilita' tecniche in merito alla gestione della discarica di Montesarchio'.
In data 7 giugno 2006, infatti, Turiello presentò le sue dimissioni dal ruolo di Sub commissario, all'allora commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, Corrado Catenacci che chiese a Turiello di proseguire la sua funzione fino al 30 settembre 2006. Come si evince da atti dell'allora commissariato di governo 'già a dicembre 2005, con risoluzione contrattuale di Fibe, il Governo nominò un soggetto attuatore per le attività inerenti la gestione degli impianti'. Turiello chiederà al magistrato di essere sentito, così come già accaduto in vicende analoghe, per dimostrare che 'in quel periodo non ricopriva ruoli di competenza'.
Secondo la Procura di Benevento gli indagati, 'cagionavano un disastro ambientale determinando un inquinamento atmosferico con la presenza di cloruro di vinile di monomero, sostanza cancerogena cui erano esposti anche i lavoratori nella discarica, inquinamento del suolo e del sottosuolo con lo sversamento reiterato di rifiuti pericolosi (tra cui rifiuti contenenti oli minerali superiori ai parametri) e non pericolosi, determinando, altresì, la creazione di ingenti quantità di percolato che fuoriuscivano dai settori impermeabilizzati per infiltrarsi nei terreni e nelle acque circostanti'.
Sempre secondo la Procura, Corrado Catenacci, commissario straordinario in Campania dal 2004 al 2006, Michele Greco, Claudio De Biaso, Ciro Turiello e Rocco Votta "quali pubblici ufficiali del Commissariato di Governo, indebitamente rifiutavano ed omettevano atti del loro ufficio che per ragioni di igiene e sanita' dovevano essere compiuti senza ritardo".
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Ciro Turiello, tra i sette indagati dalla Procura di Benevento per sversamento non conforme alla legge attuato nella discarica di Montesarchio nel periodo da aprile a inizio ottobre 2006, all'epoca dei fatti 'non aveva nè ruoli nè responsabilita' tecniche in merito alla gestione della discarica di Montesarchio'.
In data 7 giugno 2006, infatti, Turiello presentò le sue dimissioni dal ruolo di Sub commissario, all'allora commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, Corrado Catenacci che chiese a Turiello di proseguire la sua funzione fino al 30 settembre 2006. Come si evince da atti dell'allora commissariato di governo 'già a dicembre 2005, con risoluzione contrattuale di Fibe, il Governo nominò un soggetto attuatore per le attività inerenti la gestione degli impianti'. Turiello chiederà al magistrato di essere sentito, così come già accaduto in vicende analoghe, per dimostrare che 'in quel periodo non ricopriva ruoli di competenza'.
Fonte: Epicentrobenevento.it
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