Il dissesto sta arrivando....

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comune ceppaloniIl gelo della sala consiliare si è fatto particolarmente pungente nel finale della seduta del Consiglio Comunale di ieri, 28 dicembre.

A lasciare senza parole il Sindaco, il Vicesindaco e il Capogruppo di maggioranza (il resto della compagine ha fatto scena muta, come accade sempre…) è stato il nostro invito a fissare una data per iniziare a discutere del dissesto finanziariodel Comune.

Appuntamento che ci sembra dovuto, in quanto solo dalle risposte alle nostre interrogazioni sono emersi dei debiti del Comune di Ceppaloni di circa 520 mila euro (di cui circa 120.000 euro nei confronti di Poste Italiane e circa 400.000 euro verso Eni Gas e Luce). A queste somme, per la maggior parte ereditate dalle precedenti amministrazioni, bisogna aggiungere i debiti fuori bilancio già approvati (di circa 120.000 euro, tra l’altro non ancora coperti, stante la mancata vendita del famoso immobile sito nella frazione Barba) e, almeno, altri debiti fuori bilancio non ancora riconosciuti (altri400/500 mila euro, circa). Queste cifre non sembrano lasciare molti margini di manovra a questa Amministrazione…

 

Il ritardo con cui sono state fornite le risposte pare sia dovuto, a detta del Sindaco, dal duro lavoro necessario a ricostruire le situazioni debitorie, in quanto sono state recuperate anche le fatture cartacee non pagate. A tal proposito ci limitiamo a far notare che la fatturazione elettronica nei confronti degli Enti pubblici è obbligatoria a partire dal 2014, quindi le fatture non pagate risalgono anche a oltre quattro anni fa. 

Il Sindaco ha poi fatto luce anche sullo strano caso della determina di Giunta con la quale era stato dato incarico a un legale per l'opposizione al decreto ingiuntivo notificato dall'Eni Gas e Luce. In tale determina, infatti, era previsto, per la liquidazione, l’applicazione delle tariffe legali anziché della convenzione sugli incarichi legali del Comune. Su tale questione il Sindaco ha fatto dietro front: il legale sarà liquidato secondo la minore tariffa stabilita dalla convenzione e, quindi, nello stesso modo in cui sono sempre stati pagati ai difensori del Comune. Ovviamente terremo sott’occhio anche questa situazione…

Per quanto riguarda gli altri punti all’ordine del giorno, oltre all’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, si è discusso:

1. della variazione di urgenza al bilancio

2. della ricognizione delle quote nelle società partecipate dal Comune

3. dell’aumento di capitale per il gestore dell’acqua, l’Alto Calore Servizi.

1. Le variazioni in aumento e in diminuzione sono state solo modifiche di tipo contabile, il cui unico scopo era certificare l’aumento dei capitoli relativi agli utilizzi per anticipazioni di cassa, che, con tale modifica, sale a oltre 13 milioni, ben oltre i limiti previsti dalla legge (art. 222 del TUEL).

Il ricorso all’anticipazione di cassa, infatti, altro non è che una possibilità fornita agli Enti pubblici per far fronte a temporanee difficoltà di cassa e, infatti, la restituzione delle stesse deve avvenire entro la chiusura dell’esercizio, solitamente il 31 dicembre. 

Questa possibilità, però, per il Comune di Ceppaloni è diventato un vero e proprio mezzo di finanziamento della spesa corrente: il ricorso all’anticipazione di cassanegli ultimi anni è passata dai circa 4,7 milionidel 2015, ai circa 6,5 milioniper il 2016 e il 2017, agli oltre 13 milionidel 2018. Già solo questo basterebbe a capire quanto squilibrati siano i conti del Comune di Ceppaloni. 

Tuttavia, come abbiamo fatto notare in aula, a tale impiego distorto si aggiungono:

· il ricorso costante a somme destinate agli investimenti per il pagamento di spese ordinarie;

· il formarsi di debiti per spese impegnate e poi non pagate;

· l’elevata incidenza del costo per le spese del personale sulle entrate correnti, nonostante i pensionamenti degli ultimi anni;

· l’assoluta opacità della situazione di cassa, visto che non è stato possibile nemmeno avere, dal revisore di conti, la verifica di cassa del terzo trimestre 2018;

· la sussistenza di debiti fuori bilancio non ancora coperti, come risulta dalla delibera del Consiglio Comunale del 10 settembre scorso;

· l’esistenza di una difficoltà di accertare e riscuotere le imposte comunali;

· l’esistenza di ulteriori debiti divenuti esecutivi da far rientrare nei debiti fuori bilancio.

Tutto questo, secondo noi, porterà a un disavanzoconsistente nella gestione dell’Ente.

2. La ricognizione delle quote nelle società partecipate dal Comune ha visto la maggioranza votare favorevolmente la proposta di cessione delle quote della società Patto Territoriale e il mantenimento delle altre quote

Per quanto riguarda la società Patto Territoriale 2000, venuti a conoscenza del fallimento della stessa abbiamo fatto notare come non fosse possibile cedere le quote di una società soggetta a procedura concorsuale, ma che per tale quote fosse soltanto necessario attendere le decisioni del curatore fallimentare. La maggioranza, forte del parere del revisore che aveva avanzato la proposta della cessione, ha, come detto, votato tale decisione che, oltre a non sembrarci corretta a livello giuridico, sembra un assurdo per ogni persona dotata di un po’ di buon senso (ma chi comprerebbe quote di una società in fallimento?). Per le restanti quote e, in particolare, per le quote relative alla società Asmenet, abbiamo fatto notare come il Comune affidi la fornitura dei servizi di gestione del sito internet, della posta elettronica e degli albi pubblici a una società diversa invece che a tale partecipata che fornisce gli stessi servizi. Vista la situazione abbiamo quindi chiesto la ragione per cui tali quote dovevano essere mantenute. Ma, come spesso accade, le nostre richieste di informazioni restano senza risposte…

3. Per l’aumento di capitale da sottoscrivere da parte del Comune della Alto Calore Servizi, il Sindaco ha richiesto il rinvio della discussione perché da una riunione tra i sindaci dei comuni che partecipano a tale società (cui il nostro ha dichiarato di non aver partecipato), pare siano state avanzate proposte alternative. Su questo tema abbiamo fatto rilevare come altri comuni hanno, da tempo, manifestato la loro contrarietà all’aumento di capitale proposto, anche alla luce della nuova normativa sulle società partecipate dagli Enti pubblici, e stanno agendo nei confronti di tale società per salvare il salvabile. Per tali motivi abbiamo richiesto che fosse posta maggior attenzione al problema acqua, proponendo anche l’eventuale costituzione di un tavolo di confronto delle proposte che saranno avanzate. Al capogruppo di maggioranza che voleva spacciare la discussione in aula della proposta di aumento di capitale come atto di attenzione da parte dell’Amministrazione, ribadiamo che su tale argomento la decisione del Consiglio Comunale è un atto dovuto, espressamente previsto dalla legge.

Cittadinanza Attiva per Ceppaloni

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