La âbottigliaâ di Ceppaloni ha due tappi. Solo se saltano si può tornare a respirare
di Nino Russo
âCeppalonesi, fratelli, popol mioâ, quanto tempo dobbiamo ancora soffrire perchĂŠ i nostri peccati â quali, o Signore? â siano âmondatiâ e i nostri debiti rimessi? Ci siamo lasciati da poche settimane e giĂ ci travolge la nostalgia. Erano ancora tante le cose da dirci, i sogni da raccontare: i mei sogni dâuna vacanza lunga mezza estate. Ceppaloni è un a fucina di sogni. Con la sua atmosfera cosĂŹ rarefatta, con quel suo silenzio (di tombaâŚ) che tâavvolge come il mantello a ruota dei nostri bisnonni, ti precipita in quel totale abbandono che è parente prossimo del deliquio: la condizione perfetta per produrre sogni in quantitĂ industriale.
Sogno n° 3 â âa rivuluzione
Ci ritroviamo dopo avervi raccontato i Sogni n° 1 e 2., quelli dei consigli comunali infiniti e inconcludenti. E soprattutto, condotti fino ai limiti (o forse oltre?) dellâillegalitĂ come ha rivelato la sentenza del Consiglio di Stato che annulla definitivamente il concorso per un ruolo â vice segretario!!! â assolutamente sconosciuto dallâordinamento della Pubblica Amministrazione italiana. Ora si attende che, sul caso, intervenga anche la Procura di Benevento, visti la pletora di reati âabbinatiâ a quel concorso: abuso dâufficio, falso in atti dâufficio ecc..Ma come si sa, quella Procura ha i suoi tempi che qualcuno definisce biblici. O magari troppo prudenti.. Non ci resta che vivere per capire. Per ora non possiamo far altro che che riaffermare la condizione disperata in cui versa la realtĂ politico-amministrativa beneventana. A partire, naturalmente, dal Comune di Ceppaloni, da anni occupato âcome fosse cosa loroâ da alcuni personaggi che amano circondarsi da una variegata e inconcludente corte di personaggetti, incapaci anche di muovere una minima obiezione, operativamente âstupidiâ perchĂŠ inutili.
Ma sono i personaggi principali che ci interessano: quelli che hanno fatto del nostro territorio il loro feudo e che hanno via via maturato una protervia cosĂŹ spudorata da arrivare al punto di scambiarsi le poltrone di sindaco e vicesindaco come fosse un gioco: il gioco delle figurine della nostra fanciullezza. Ovviamente il tutto con il sostegno e lâappoggio, a volte âmolto interessatoâ di tanti nostri cari amici e compaesani che continuano a votarli con maggioranze âbulgareâ consentendo agli âelettiâ di superare il 70% dei consensi âcomme foss âna pazziellaâ. Ecco perchĂŠ ci vorrebbe âna rivuluzione. Ma di questo parleremo dopo
Democrazia a go-go (per i gonzi)
Dal 20 luglio al 29 agosto, periodo della mia vacanza a Ceppaloni, sono stati convocati ben tre consigli comunali (tra il 27 luglio e il 27 agosto). Un quarto si è tenuto il 10 settembre: la bellezza di 4 assemblee pubbliche in 44 giorni, cioè una media di un consiglio ogni 11 giorni. Pensate che a Milano, cittĂ in cui lâamministrazione gestisce un bilancio di 5 miliardi allâanno, dal luglio 2016 alla fine del 2017 ci sono stati 56 consigli comunali: uno ogni 10 giorni- Ceppaloni come Milano, insommaâŚ
Ma perchĂŠ, visto che Ceppaloni conta solo 3.200 sopravvissuti, isole comprese? Forse perchĂŠ i cuori e le menti di âsindaco1 e sindaco 2â sono arse dal sacro cuore della Democrazia? Per caritĂ !âŚPersonalmente ritengo che quei signori della Democrazia con la âDâ maiuscola se ne fottono. Lâuso âsmodatoâ dei Consigli comunali a Ceppaloni è solo uno strumento di âdistrazione di massaâ: i 2 sindaci li usano per stoppare qualsiasi accusa di autoritarismo âMa come â mi pare di sentirli â saremo autoritari con tutti questi consigli comunali che vi regaliamoâ? Ecco lâinganno: convocare consigli comunali a valanga per dire che il Comune è amministrato da gente che ama il confronto, la discussione, il dialogo.. Ma quando mai. La Democrazia vera o è âpartecipataâ oppure è puro esercizio di potere. Nei 4 consigli ai quali ho partecipato, tre in diretta, il quarto in differita, ho visto e ascoltato solo lâopposizione. Dei due sindaci effettivi, ricordo solo il suono della voce di quello che, nominalmente, sarebbe il vicesindaco. E comunque âil dibattito democraticoâ si riduce sempre alla solita sceneggiata: lâopposizione parla, replica il sindaco-vicesindaco che cerca, testardamente, di svicolare dalla obiezioni dei consiglieri di minoranza. E alle loro proposte, spesso ragionevoli e condivisibili, si risponde categoricamente âNOâ, scatenando le braccia armate di quel plotone muto e e pavloviano di assessori e consiglieri di maggioranza.
âA rivuluzione
Eccoci al progetto ardito: eliminare i tappi! E chi sarebbero i tappi? Facile: coloro che, come ho scritto, da anni occupano il Comune âcome fosse cosa loroâ. E infatti usano la prima (e seconda) poltrona del Municipio solo per riaffermare il loro potere, sostenere le loro ambizioni. Un esercizio limitato e banale che si riduce a pochi affari amministrativi (il resto sono âaffarucciâ) seri e utili per la comunitĂ . Non è cosa seria la sciatta e dozzinale âristrutturazioneâ del Castello (il restauro è ben altra cosa..) e non è utile a nessuno, se non ai pochiâŚinteressati, la realizzazione di quella mastodontica cattedrale allo spreco assoluto che è il Green park. E non parliamo della new town âabbasc âo chianâ.. Nelle loro teste e nella loro indole non è mai esistito lo straccio di un programma finalizzato al recupero e al rilancio delle identitĂ storiche, delle caratteristiche urbane e architettoniche delle localitĂ che hanno avuto in regalo (ah, Ceppaloni quanti crimini commessi in tuo nomeâŚ). Mai unâidea su come inventarsi e sostenere una politica per il ripopolamento del territorio per avviare il recupero di attivitĂ produttive antiche ma da tempo in coma profondo, come lâagricoltura. E partendo da qui âdalla baseâ, come direbbe Totò, favorire lo sviluppo del commercio senza dimenticare la possibilitĂ di creare posti di lavoro stabili con âPiani territorialiâ (o qualcosa di simile) seri e concreti, non destinti alla spartizione dei finanziamenti pubblici...
Ecco, la comprensione della necessitĂ di eliminare, politicamente, chi ha gestito il potere negli ultimi anni, è condizione essenziale per dare respiro al nostro territorio. Via i âtappiâ dunque. Ma perchĂŠ questo avvenga è necessaria âA rivuluzione che si realizza senza spargimento di sangue, ma solo con un pernacchio âpoliticoâ corale. Io ho sognato che durante lâennesimo Consiglio comunale, dopo aver declinato il lungo elenco dei nomi e dei titoli dei suddetti tappi, tipo lâimmortale âduca Alfonso Maria di Santagata dei Fornariâ, sia esploso, riverberandosi giĂš per la campagna fino alle frazioni, un pernacchio di proporzioni immane prodotto dallâunione di tutti i consiglieri, di maggioranza e dâopposizione. Cioè di tutti coloro che hanno capito (nel sognoâŚ) che continuare a sostenere chi ti blocca anche il fiato per respirare, è un atto criminale verso Dio, gli uomini e il paese che dici di rappresentare. âCon un pernacchio si fa âna rivuluzioneâ dice Eduardo. Il pernacchio è la voce della gente che non tiene voce. Il pernacchio è un calcio in culo a tutti i potentiâ.


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