Sogni d’una vacanza lunga mezza estate tra tribunali, prefetture e leccaculi

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ceppaloni

di Nino Russo

Cominciamo dai “leccaculi”: non sogno, ma incubo. Mercoledì 29 agosto, ore 9,30, un’ora prima della partenza per Milano. Solito bar, Kaffa, solito rito: caffè e giornali. Accanto a me c’è Emilio. Io leggo la Repu-mpa(dispregiativo della Repubblica), lui il Mattino. Emilio legge e commenta a voce alta. “Povera lady S..,pure stuuaio!”. Lo interrogo con lo sguardo. “S’è fratturato il polso”. “E chi te l’ha detto?”  “E’ scritto qua” e mi mostra la pagina d’apertura della “Cronaca di Benevento”. 

 

 

 

Nella posizione detta “di spalla” (ultima colonna a destra, terza notizia per importanza) c’è un titolo su una foto della “Lady” che informa di un incidente domestico con frattura del polso. “Eccheca… ecchemadonna! – grido - Ma come è possibile che la frattura d’un polso diventi una notizia da prima pagina”!? Nel frattempo è arrivato Leonardo che s’intromette. “Faciteme vedé”. E vede. Anzi, legge. Già perché non si tratta di una foto-notizia (notizia breve sotto una foto) che sarebbe già esagerato ma è il richiamo d’un articolo in seconda con il titolo a tutta pagina e, sotto, 45/50 righe che non avresti letto nemmeno ai tempi delle “veline” del Minculpop della Buonanima. Un servizietto da perfetto giornalista-di-regime, dettagliata, trepida, traboccante pathos: la maledetta scivolata su un perfido scalino, la corsa al “Rummo”, le radiografie, l’intervento “ad opera del vice primario tal dei tali che sostituisce il primario tal dei tali, assente”. E poi i dettagli sull’intervento (anestesia locale), applicazione di placca. Infine prognosi e degenza, non prima però d’aver informato i cittadini in trepida attesa, dei messaggi augurali della presidentessa e di alcune colleghe di partito. Finito? Manco per niente. A Benevento e dintorni come fai a parlare della Lady tralasciando il Consorte? No, proprio non si può. Accade dunque che nella cronaca dedicata alla sventurata, trovi spazio pure un pensierino dedicato al Coniuge: una prova di servilismo acrobatico di difficoltà massima ma che il “resoncontista” supera brillantemente svolazzando come una… libellula. A dispetto della stazza… E com’è che entra in ballo il Coniuge? Prendendo spunto dal fatto che, pare, fosse stato informato del disgraziato evento forse nel corso della “cerimonia di chiusura” d’un altro ponte (dopo la tragedia di Genova, il Consorte chiude tutti i ponti. E quando saranno finiti, capace che chiuderà anche Ponte e Pontelandolfo. Poi toccherà a tutti malcapitati che si chiamano “Ponte o Ponti”) o forse all’inizio dell’ennesimo talk show in cui s’apprestava a spiegare, con quei toni accorati e perentori che sono il suo marchio di fabbrica, “i gravi motivi derivanti dalle motivate preoccupazioni della cittadinanza” che l’avevano spinto a chiudere anche un ponticello largo meno di due metri e lungo poco più. Epitaffio (conclusione): ma se un giornale glorioso come il Mattino s’abbassa a pubblicare “leccaculate” simili, allora non ci sono proprio più speranze.

SOGNO n°1 Procura 

Ho sognato che in un ufficio della Procura di Benevento si lavorasse, con determinazione e impegno, per far luce su certe strane vicende sulle quali tutti a Ceppaloni si pongono domande, esprimono dubbi.  E quando dico tutti, intendo proprio tutti: quelli pro e quelli contro. (Essere pro o contro, a Ceppaloni…e dintorni, è decisivo. Per quello che sei o non sei, per quello che fai o non fai, per ciò che avrai o non avrai). Domande semplici e impegnative al tempo stesso. Esempio: perché, cioè per quali finalità e utilità è stato costruito quello sproposito di “Green park”, un simil-palazzetto dello sport, illuminato giorno e notte, costato una vagonata di milioni sottratti a ben altre e urgenti necessità della cittadinanza? Ecco cosa ho sognato: che in quella Procura qualcuno si ponesse questa semplice domanda. Magari aggiungendovi, a corollario, la curiosità di capire, perché TUTTI capiscano, quanto denaro pubblico è costato acquisire l’area (da chi?) e poi costruire quell’incredibile “cattedrale”; quanto si spende, in consumi e utenze (luce, gas, acqua ecc..). Infine capire a quanto ammontano le entrate. E se fra uscite ed entrate ci sia un margine in modo che TUTTI, fatti due conti, potranno farsi un’idea del tempo (se esiste…) che occorrerà per ammortizzare la spesa. In fondo si tratta di soldi loro. Anzi, NOSTRI! 

Ci sarebbe un’altra domanda che potrebbero porsi, in Procura. Riguarda quella schifezza di  “new townorizzontale” che sta sorgendo “abbasce ‘o chiano”: uno spreco di cemento a 2 chilometri di un paese che detiene il record di case ristrutturate e abbandonate (oltre il 90%), quasi tutte ubicate in un centro storico bellissimo ma colpevolmente lasciato degradare verso il deserto assoluto.

P.s. Nel frattempo oltre alla Procura si potrebbe dare una spinta anche alla Corte dei conti. Come si dice: quattro occhi vedono meglio di due…

SOGNO n° 2 Prefettura

Ho passato 40 giorni esatti a Ceppaloni (record assoluto) e ho assistito a tre (3) consigli comunali della nuova Giunta guidata, in coppia, dal nuovo sindaco, cioè l’ex vicesindaco e dal neo vicesindaco. cioè il vecchio sindaco. Avete capito? Lo so, è un casino. Fosse nato a Ceppaloni, anche Tancredi, nipote del principe di Salina (Il Gattopardo) avrebbe avuto serie difficoltà a trovare il bandolo. Qui, infatti, non vale la sua celebre frase, diventata simbolo universale dell’opportunismo: “se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi” semplicemente perché a Ceppaloni, in quanto a opportunismo siamo messi peggio che nella Sicilia borbonica. Quindi da noi il giovane Tancredi avrebbe dovuto dire l’esatto contrario: “se vogliamo che tutto NON cambi bisogna che tutto rimanga come prima”. Al massimo si scambiano le poltrone. 

I consigli, dicevo: dei tre, solo per il primo ha visto la conclusione. Il secondo e il terzo restano “sospesi”. Come il caffè nei bar di Napoli. Del primo ne ho già parlato (quello sul “gran rifiuto” della consulta sui Poli scolastici); del secondo pure, quello del baccalà di Beltiglio e dei debiti fuori bilancio, rinviato per il secondo punto per carenza d’idee e documentazione. Infine il terzo di lunedì 27 agosto. Sempre in ballo i debiti fuori bilancio. Sempre rinviato “per carenza di idee e assenza del parere del revisore dei conti”.  Cioè “bazzeccole e pinzellacchere” (Totò). Domanda: importa qualcosa, a cominciare dagli inquilini della Prefettura, per esempio, che al Comune di Ceppaloni in materia di finanze (vedi SOGNO n°1) siano clamorosamente fuori equilibrio, fuori controllo e fuori tempo massimo? Ma forse, restando in linea col Gattopardo. si preferisce usare la tattica del rinvio nella speranza che…qualcosa cambi? Ma qui il cambiamento non è ipotesi reale, ragion per cui col rinviare o prorogare “a manetta” non si risolve un beneamato. In Prefettura come in Procura. Strana davvero questa coincidenza di comportamento tra i due Palazzi Istituzionali. Sarà un caso? Un maledettissimo, involontario gioco del destino “cinico e baro”? Ah, saperlo…

 

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