Un’accorata invocazione sale da Ceppaloni “Esiste un Giudice (e un prefetto) a Benevento?”

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (5 Votes)
Un’accorata invocazione sale da Ceppaloni “Esiste un Giudice (e un prefetto) a Benevento?” 4.8 out of 5 based on 5 votes.

comune ceppalonidi Nino Russo*

 

...il povero mugnaio che osò ribellarsi alla pretesa di  Federico di Prussia di far abbattere il suo mulino solo perchĂ© creava problemi “panoramici” al castello, confidava a tal punto nel trionfo della Giustizia che continuò a cercare un giudice onesto  nonostante l’imperatore li avesse corrotti tutti, avvocati compresi. E alla fine lo trovò e gli diede ragione. E lui, felice, potĂ© gridare; “esiste dunque un giudice a Berlino!” Mi perdoni Berthold Brecht se abuso di una sua opera: mi serve come metafora per  rappresentare lo stato dell’amministrazione pubblica di Ceppaloni in cui la ricerca della VeritĂ  (VeritĂ  uguale a Giustizia) risulta condizione indispensabile ma assai faticosa da raggiungere. Le due assemblee consiliari del nuovo governo locale alle quali ho avuto la fortuna d’assistere,  hanno giĂ  fornito un quadro perfetto di quello che sarĂ .

 

 

 

NĂ© piĂą nĂ© meno che l’esatta prosecuzione di ciò che è giĂ  stato: da una parte la maggioranza (sindaco eletto, sindaco “effettivo” assessori e  consiglierei delle varie realtĂ  locali) granitica e impermeabile nella difesa ad oltranza delle proprie azioni e dei propri atti, anche quando palesemente inopportuni se non addirittura censurabili (e non andiamo oltre…). Dall’altra un gruppo d’opposizione inutilmente proteso a contrastare, contestare, come è giusto che sia. Ma anche proporre. Inutilmente, però: quelli della maggioranza mai arretreranno d’un millimeto dalle proprie posizioni, così solide, così compatte. Ma soprattutto sordi a ogni pur minimo tentativo di collaborazione. Alle loro orecchie, a partire da quelle dei due sindaci, collaborare suona come “collaborazionismo, commistione”. Insomma qualcosa di innaturale e quindi da evitare come la peste. GiĂ  perchĂ© accettare e solo farsi tentare da ipotesi amministrative diverse dalla proprie, agli occhi e alla mente di chi  “comanda” - così si pensa a Ceppaloni: chi vince ha il diritto di comandare e non il dovere di amministrare democraticamente - è considerata una cosa a metĂ  fra l’arrendersi e calare le brache, mica una condivisione  virtuosa finalizzata al bene comune. Da questa idea di esercizio del potere deriva l’ordine improrogabile e impegnativo per tutti, come disse quel tale che ci portò alla catastrofe, di “non accettare mai caramelle dagli..sconosciuti”, cioè dalla minoranza, E i consiglieri del “doppio sindaco”, di Beltiglio, san Giovanni, santa Croce e, ovviamente, di Ceppaloni, sanno adeguarsi alla perfezione così afoni e ubbidienti e, soprattutto, come un sol uomo (donne comprese). 

Facciamo l’esempio dell’assemblea aperta al pubblico sui problemi causati dallo smembramento della scuola in senso fisico (struttura scolastica) ma con riflessi gravi sia sulla didattica che sulla stessa organizzazione delle famiglie. Ebbene, l’ipotesi dell’opposizione di costituire una Consulta aperta ai genitori e ai docenti, , oltre che ai consiglieri per discutere e magri trovare una soluzione condivisa, è stata respinta nonostante la stessa maggioranza avesse preannunciato in apertura, la possibilità di ricorrere a un’ipotesi simile. Cioè a quanto di più democratico e partecipativo si possa immaginare, trattandosi anche della cura e dell’educazione dei proprio piccoli: merce sempre più rara nel nostro Comune. Parliamo dei piccoli non certo dell’educazione, visto il grave e irreversibile dissesto demografica che s’è abbattuto sulla nostra desolata comunità.

E poi l’assemblea del 10 agosto. Un caso perfetto, in senso negativo, cioè da non imitare mai da chi intendesse cimentarsi, in futuro, nell’arte nobile della politica che è tale solo se svolta con disciplina e onore, come è scritto nella Costituzione, Un ordine del giorno assai impegnativo. Punto clou, quello relativo ai “debiti fuori bilancio” cioè tutte quelle somme accumulatosi a vario titolo (liti giudiziarie, spese per interventi strutturali non previste, coperture di disavanzi di societĂ  partecipate, sottoscrizioni di capitali, passivitĂ  pregresse ecc..)  prive di coperture finanziarie. La prassi amministrativa, codificata in leggi che regolano una materia così rilevante per la tenuta dei conti pubblici, impegna tutti, sindaci, giunta, consiglio comunale in un confronto aperto, privo di inganni e trappole essendo in gioco quantitĂ  non irrilevanti di pubblico denaro, cioè DENARO che OGNI SINGOLO CITTADINO affida ai suoi  amministratori a patto che che sia speso UTILMENTE e CORRETTAMENTE.

Ma prima un accenno al quel nobile ma povero alimento denominato “baccalà” che, come tutti sanno, è la parte essiccata del merluzzo, pesce che ha la sua patria d’elezione in quei Paesi flagellati dalle gelide acque del Nord Atlantico, tipo la Norvegia. Come giĂ  scrissi in un precedente servizio, pare che il merluzzo, sotto forma di baccalĂ  (personalmente continuo a preferire lo stoccafisso), sia assai diffuso, sotto l’aspetto alimentare, nella vicina, cara e simpatica frazione di Beltiglio, al punto che da qualche anno gli “amici” beltigliesi lo festeggiano con un’apposita sagra. E proprio il 10 agosto c’è stata la risposta del sindaco (sindaco 1 o sindaco 2?) a un’interrogazione della minoranza su un congruo finanziamento elargito dagli amministratori appena eletti (visto che tempestivitĂ !) agli organizzatori della sagra di cui sopra il cui titolo, in realtĂ , comprende anche la pizza. E infatti il titolo per intero è: “Sagra della pizza e baccalà” ragion per cui rimane il dubbio, anche se di poco conto, se il finanziamento sia stato dato per la pizza (prodotto certamente piĂą nostrano) o per il molto piĂą nordico baccalĂ . Al di lĂ  di dubbi così irrilevanti, le ragioni del congruo e tempestivo finanziamento sono stati così spiegati dal sindaco (diciamo 2?) : a) il Comune sostiene le feste patronali (quali?) e anche quelle “organizzate in proprio”. Cosa significa? Probabilmente che nel Comune di Ceppaloni chiunque avesse voglia di diventare “organizzatore in proprio di sagre” può contare su un adeguato incentivo comunale. Se così fosse si sarebbe trovata la strada giusta per la lotta alla disoccupazione: inventarsi organizzatori di Sagre paesane. Una potrebbe essere quella del salmone…b) il baccalĂ  è cibo dei poveri quindi ben in linea con la dieta dei ceppalonesi.  Arrivati a questo punto questo ognuno di noi decida se ridere o piangere…Infine la risposta alla domanda detta “delle 100 pistole”: perchĂ© alla giovane sagra beltigliese sono stati regalati regalati circa 3.000 euro e alla ben piĂą tradizionale e antica Fiera della Porziuncola (Benjamin aiutali tu…) manco un tallero? Semplice, la risposta del sindaco (1 o 2? Boh): perchĂ© gli organizzatori della Porziuncola (Pro loco, mica pizza e…fichi) non hanno presentato richiesta. Ma se “non è stata presentata richiesta” come si spiega il patrocinio “morale” dell’amministrazione che campeggiava sui manifesti? Sconcerto e panico in aula. Forse la ragione è tutta nel … manico. Configurando come “manico” chi organizza la fiera, la sagra, la festa..Quindi proviamo a far rientrare l’euforia che potrebbe essere nata dalle precipitose affermazioni di prima: non tutte le sagre sono uguali. Figurarsi gli organizzatori.. 

Ritorniamo ai debiti fuori bilancio. Una confusione che…Dio ci scampi! Non è nemmeno partita la discussione che giĂ  arriva la richiesta di..rinvio. Dalla minoranza? MacchĂ©, dai sindaci e dalla Giunta mediante la voce del segretario comunale (di cui diremo poi). Motivo: il responsabile del Settore Finanziario, che pare non sarebbe “responsabile a tutti gli effetti”, aveva fatto sapere (sempre “mediato” dal segretario comunale) d’aver indicato erroneamente, un immobile tra quelli da alienare per far fronte ai debiti.  Vero che si o vero che no? (e qui ritorna  a fagiolo la citazione di Berthold Brecht che ho usato come prologo). La minoranza infatti ha fornito un’altra versione dei fatti. A suo dire la faccenda è tutta racchiusa in una…assenza: l’assenza di qualsivoglia documento ufficiale  che certifichi la nomina del “Responsabile Area Finanziaria”. Una illegalitĂ  enorme, elefantiaca che se fosse confermata inficerebbe tutti gli atti, non solo quello relativo ai “debiti fuori bilancio” che hanno riguardato l’attivitĂ  finanziaria del Comune. Dal che se ne deduce (come hanno dedotto anche i consiglieri di minoranza che hanno agito di conseguenza) una domanda-invocazione opposta a quella del povero fornaio berlinese: “ma esiste un prefetto, una procura a Benevento”? Io propendo per il sì perchĂ© so, come tutti, che a Benevento esistono sia la Prefettura che il Palazzo di Giustizia. Ma intesi come immobili, palazzi, uffici, residenze. . Non saprei, invece se quei palazzi sono abitati. E da chi.. Non solo sono state rivelate (o ipotizzate) deficienze documentali, ma addirittura sarebbe saltata fuori, dall’elenco relativo ai “debiti fuori bilancio”, una parcella liquidata ma forse non dovuta, a un legale incaricato dalla Giunta. A questo punto è successo il Quarantotto: un casino immane con il segretario letteralmente fuori dai gangheri che accusava la minoranza di lanciare accuse gravissime in una sede in cui lei (si tratta di signora) non avrebbe potuto rispondere. Per la veritĂ , a proposito della segretaria, c’è da dire che in certi frangenti pare piĂą un membro del consiglio che “organo monocratico dell’ente che svolge compiti di assistenza giuridico-amministrativa…in ordine alle leggi, allo Statuto e ai regolamenti”. E’ vero che dal 2000 i segretari comunali sono scelti personalmente dai sindaci, ma  ciò non impedisce loro di garantire un minimo di tutela a tutti i membri del Consiglio comunale. Evitando di apparire come appartenenti a una delle squadre in campo… Ovviamente con maglia a strisce, senza colore. Insomma i piĂą forti, a prescindere.

P.s. visto che il titolo e il prologo calzano alla perfezione sulla realtĂ  politica e amministrativa ceppalonese?  In realtĂ  la prima riga del titolo ricalca la famosa arringa di Paul Newman nel film “Il verdetto”. Ceppaloni, inteso come Comune, ha bisogno di VeritĂ  e Giustizia come il pane (con o senza baccalĂ ). Continuando su questa falsariga non si fa altro che aggravarne le giĂ  precarie condizioni e accelerarne la fine. Cambiare registro non è solo una questione morale o politica: è una necessitĂ . Certo, è complicato finirla con il tempo delle clientele diffuse, del voto di scambio o della preferenza regalata per utilitĂ  o per pigrizia. Ma per cambiare e smettere resta ormai poco tempo. O forse è giĂ  scaduto. Un’avvertenza tutta personale: non serve a nulla cavarsela con frasi e imprecazioni tipo: “ma che cacchio vuole sto rompicoglioni”. Oppure “ma perchĂ© non te ne stai a Milano e la finisci di romperci le palle” ecc… Primo, perchĂ© io sono nato a Ceppaloni, ci torno spesso (contrariamente a tanti che…”prendi i sodi e scappa” (Woody Allen). Secondo, perchĂ© a Ceppaloni pago regolarmente le seconde tasse: casa, spazzatura, bolletta dell’Alto Calore (che al mattino mi nega l’acqua, come fa da quando esiste). Quindi datevi una calmata e..chi non mi ama si decida a sopportarmi finchĂ© campo “facendosi capace” che io da giornalista, amministratore pubblico e, soprattutto, persona libera mi prendo tutto il diritto-dovere di dire quello che penso. E  chest è…

 

*giornalista e amministratore comunale

Sei qui: Home News Un’accorata invocazione sale da Ceppaloni “Esiste un Giudice (e un prefetto) a Benevento?”
Find us on Facebook
Follow Us