Il Sannio sta morendo. Dati choc dal bilancio demografico

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ceppaloni2000 bimbi nati contro 3500 morti, i giovani scappano e l'età media è altissima. Arriva il bilancio demografico del 2017, redatto dall'Istat, e come ci si aspettava è assolutamente impietoso per la provincia di Benevento. Dati che devono generare un allarme in particolare per il saldo naturale: nel Sannio sono tremendi i risultati che arrivano dalla differenza tra i nuovi nati e le morti.
Nel 2017 sono nati 2044 bambini, mentre sono morte 3451 persone: il saldo naturale è a -1407 unità. In pratica è come se scomparisse un piccolo paese ogni anno.

 


Va malissimo anche il saldo anagrafico, e se non fosse per chi arriva dall'estero, i migranti, il Sannio sarebbe a fortissimo rischio scomparsa: si sono iscritti alle anagrafi dei comuni sanniti, nel 2017 4568 persone  provenienti da altro comune italiano, dall'estero sono arrivate 2387 persone. Sono andati via dalla provincia, scappando in altri comuni italiani 5415 individui mentre all'estero sono andate 489 persone. 442 gli individui cancellati per altri motivi.
Il saldo anagrafico dunque bilancia, parzialmente, il dramma che arriva dal saldo naturale, ma ciò non frena la lenta diaspora dalla provincia di Benevento: se a inizio 2017 la popolazione del Sannio era di 279675 unità al 31 dicembre si arriva a 279127 persone, più di 500 unità in meno.
Pazzeschi i dati del Fortore a partire dai centri più popolosi: a Baselice 15 nati contro 29 morti, 22 nuovi iscritti all'anagrafe contro 30 cancellati con la popolazione che scende da 2335 unità a 2313, a San Bartolomeo 22 nati contro 84 morti, 82 nuovi iscritti contro 70 cancellati, con la popolazione che passa da 4791 a 4743 unità.
I piccoli centri sono quelli in cui l'allarme è più forte: si viaggia a ritmi di 1 nato contro 20 morti, con gli iscritti all'anagrafe che sono di molto inferiori ai cancellati per l'estero o per altri comuni. In più c'è da aggiungere che in questi centri l'età media si alza sensibilmente, con la popolazione che invecchia sempre di più. Tengono botta i paesi della Valle Caudina, sempre con saldo naturale negativo ma salvati dalle iscrizioni da altri comuni o dall'estero. Molto male anche Benevento, che perde in un solo anno 200 unità, con un saldo naturale molto negativo (436 nati 680 morti) e il bilancio tra nuovi iscritti e cancellati dall'anagrafe sostanzialmente in pari.
Dati allarmanti ma che sono in linea con quelli degli ultimi anni: pochi, pochissimi fanno figli, una popolazione vecchissima che per cause naturali si riduce a ritmi molto più veloci rispetto a quelli della crescita e i dati salvati soltanto dalle migrazioni. E' il ritratto di un territorio già periferico, che in particolare nelle sue periferie, vedi il Fortore, dimostra di aver perso totalmente funzione: i motivi per restare, per metter su famiglia semplicemente non ci sono, resta chi è qui ormai da sempre e non ha motivo o forze per andar via. Di questo passo e con questi ritmi, inevitabilmente destinati a crescere per via dell'età media in crescita della popolazione, nell'arco di una cinquantina d'anni il Sannio potrebbe scomparire.
Cristiano Vella (Ottopagine Bn)


Morte, desolazione, povertà: questa è la situazione del Sannio. forse oggi la provincia più diseredata e indigente d'Italia. Io, Nino Russo, conosco i colpevoli, so i loro nomi. Hanno i nomi, le facce, la protervia e l'arroganza chi ha preteso ed ottenuto su questa terra antica e su questo Popolo che viene da un grande, glorioso passato, il diritto di depredarlo materialmente e di moralmente umiliarlo. Quelle facce sono ancora lì, sempre lì, nei posti di potere circondati da schiere di adulatori e servitori. E se il Sannio muore, Ceppaloni è già defunto da un pezzo. Sono 10 anni almeno che lo urlo tutte le volte che mi è possibile. Inutilmente. Ma urlare "alzare la mia voce non ha più senso...e anche questo mi nuoce" (P.P.Pasolini)

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